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domenica 29 settembre 2013

Cameron: «Gran Bretagna forse fuori da Convenzione dei diritti umani»

Uscita britannica possibile. «Rinegoziare accordi con l'Ue».

Il Primo ministro del Regno unito contro tutti, ha espresso parole molte dure il 29 settembre, che potrebbero cambiare il ruolo di Londra a livello internazionale.

«La Gran Bretagna potrebbe alla fine uscire dalla Convenzione europea dei diritti umani», ha detto Cameron in un'intervista alla Bbc mentre partecipava all'apertura del congresso conservatore a Manchester.
Faro puntato anche verso Bruxelles: «Serve un negoziato molto radicale sulla relazione del Regno Unito con l'Unione europea», ha aggiunto il premier spiegando che questo serve a «forgiare una nuova relazione» fra Londra e l'Ue.

In apertura del congresso, Cameron aveva ricordato le linee guida del suo governo per i prossimi mesi: migliorare l'economia per ridurre il costo della vita, abbassare le tasse, continuare col piano di mutui agevolati, a cui prenderanno parte nuove banche come Natwest, Rbs e Halifax.

fonte :  lettera43.it

 

venerdì 9 agosto 2013

INDONESIA: SCOPERTA UNA PIRAMIDE ANTICA COSTRUITA PIÙ DI 9 MILA ANNI FA?

Danny Hilman, geologo senior del Centro Indonesiano per la Ricerca geotecnica e titolare di un dottorato di ricerca presso l’Istituto di Tecnologia della California, è sull’orlo di quella che potrebbe essere una scoperta sconvolgente sulla storia dell’umanità: la scoperta della più antica piramide del pianeta.





Il team guidato da Hilman sta lavorando sul sito di Ganung Padang, una collina nascosta tra i vulcani indonesiani, a circa 120 chilometri a sud di Giacarta, piena di pietre giganti che ne fanno il più grande sito megalitico dell’Asia Sudoccidentale.
Il sito di Ganung Padang, scoperto nel 1914 da due coloni olandesi, si estende sulla collina con una serie di terrazze realizzate con enormi rocce rettangolari di origine vulcanica. Ma, secondo Hilman, i megaliti di superficie sono solo la punta di un iceberg molto grande. Il ricercatore, infatti, ritiene che le pietre visibili sulla collina siano, in realtà, la cima di una piramide, una realizzazione molto più complessa di semplici terrazzamenti.
Hilman è convinto che l’antica struttura potrebbe precedere l’inizio ufficiale della storia di una decina di millenni o più, il che suggerisce che a Java potrebbe essere esistita una civiltà antica molto avanzata. “È più antica di 9 mila anni e potrebbe risalire fino a 20 mila anni fa”, dice Hilman. “È pazzesco, ma sono i dati”. Se l’ipotesi del ricercatore è corretta, siamo sull’orlo di una scoperta che potrebbe riscrivere la storia dell’umanità“.
Hilman ha trovato prove che confermerebbero che la maggior parte della collina di 100 metri è in realtà di origine artificiale, costruita nel corso di migliaia di anni da tre culture diverse. Grazie ad una serie di indagini eseguite con i radar di terra, carotaggi e analisi delle murature, i ricercatori hanno trovato dei modelli nella disposizione delle rocce che attesterebbero l’origine non naturale.
Alcuni blocchi sono tenuti insieme da una sorta di malta e sotto i mucchi di pietre gli strumenti avrebbero rilevato l’esistenza di camere sotterranee, scale interne e terrazze, tutte prove di una massiccia costruzione, frutto di progettazione e pianificazione.
La scoperta più entusiasmante è stata offerta dalla datazione al radiocarbonio dei campioni trovati all’interno del sito, indicando che potrebbe trattarsi di una struttura realizzata più di 9 mila anni fa.
“La struttura dell’edificio è molto buona”, spiega Hilman. “Concludiamo che la disposizione dei giunti colonnari limita l’intero perimetro della collina. Crediamo che non ci sia un solo strato di costruzione, ma più livelli”.



Come riportato dal Sydney Morning Herald, Hilman sospetta che la piramide è stata realizzata in tre fasi nel corso dei millenni da tre diverse culture. “È davvero enorme”, esclama Hilman. “Le persone credono che l’età della pietra era primitiva, ma questo monumento dimostra che si tratta di un’opinione errata”.
La ricerca ha così impressionato il presidente dell’Indonesia, Sasulo Bambang Yudhoyono, da aver nominato una task force a sostegno delle indagini, mettendo a disposizione un intero contingente militare di terra a difesa del sito. Il presidente Yudhoyono ha esortato il team a compiere rapidamente le indagini, descrivendo il lavoro dei ricercatori come un “compito di portata storica, di grande valore per l’umanità”.
Ma come ogni scoperta che entra in conflitto con le credenze tradizionali sulla storia dell’umanità, il lavoro di Hilman ha suscitato una serie di polemiche paragonabile alla controversia nata attorno alle Piramidi bosniache di Visoko.


Nonostante l’interessamento del presidente, vi è una forte resistenza alla teoria da parte di 34 archeologi e geologi indonesiani, i quali hanno presentato una petizione al presidente nel quale si accusa Hilman di gente comune come volontari e di svolgere i lavori senza tenere conto di norme scientifiche e di conservazione a tutela del sito.
I firmatari della petizione ritengono che sia necessario coinvolgere nelle indagini archeologi e vulcanologi. Alcuni di questi geologi, inoltre, ritengono che sulla collina di Gunug Padang non ci siano le vestigia di un’antica piramide, ma i resti di un vulcano.
Come suggerisce Ancient Origins, non è chiaro se le rimostranze siano dovute a gelosie professionali, al tentativo di boicottare risultati che potrebbero mettere in crisi la visione tradizionale della storia, oppure ad un autentico desiderio di sostenere il progetto.
Il dubbio viene ascoltando uno degli argomenti proposti al Sydney Morning Herald da un archeologo indonesiano che non ha voluto essere nominato:
“Se 7 mila anni fa la nostra tecnologia era in grado di produrre solo strumenti in osso, come può la gente di 20 mila anni fa avere la tecnologia per costruire una piramide?”.
In altre parole, dal momento che non siamo in grado di capire, non può essere vero. Si tratta di un approccio non proprio scientifico, dato che pone una pre-comprensione che ostacola la scoperta di nuove prove in proposito.
Tutti questi attacchi fanno rendere conto a Hilman di quanto sia difficile il suo compito: “E’ una caso forte, ma non un caso facile. Stiamo andando contro le convinzioni del mondo”, confessa il ricercatore. Ma né lui, né il presidente, sono disposti a fare marcia indietro.



Fonte: nexusedizioni.it

DISOBBEDIRE AD UNA LEGGE INGIUSTA È UN ONORE PER QUALUNQUE UOMO LIBERO



L’IMU ( come il canone rai e le tasse di proprietà dei veicoli ) è una tassa ingiusta. Tutte le tasse in Italia, ad oggi sono ingiuste.
Non basta rispettare la Legge per essere “buoni”, perché spesso la Legge può essere ingiusta e se è tale, ogni Cittadino ha il diritto di disobbedire.
Confermiamo a noi stessi che la Democrazia esiste davvero. Se esiste davvero allora la legittimità delle Leggi la danno i Cittadini perché secondo il principio di Sovranità essi detengono il potere Legislativo.
Come possiamo accettare che organismi che si presentano con varie sigle come OCSE, FMI, MES, ai quali nessun Cittadino ha mai consegnato una delega, possano imporci le loro Leggi?
La Società Occidentale è ad un bivio epocale ed è più che mai urgente che ogni Cittadino assuma oggi il Comando delle proprie sorti e di quelle della Società intera. Ogni volta che abbassiamo la testa e nel silenzio ci pieghiamo ad un’ingiustizia diventiamo complici di essa. E’ GIUNTO IL MOMENTO DI DISOBBEDIRE TUTTI! Un piccolo manipolo di persone non potrà fermare un intero Popolo di milioni di individui che pacificamente decidono di non alimentare più il loro aguzzino.
Alcuni personaggi del pianeta si sono arricchiti governando i processi mondiali, la civilizzazione delle nazioni e ottenendo il loro controllo. Lo hanno fatto con abilità, facendo credere agli individui di aver conquistato progresso e benessere e invece sono solo stati strumenti inconsapevoli di un disegno che ha come obiettivo finale il loro totale asservimento. Non è cambiato mai nulla, è stata tutta un’illusione di cui ci siamo accontentati. Coloro che SANNO continuano a comandare con furbizia e maestria, conoscendo i limiti della natura dell’Uomo il quale purtroppo ha avuto fino ad oggi la naturale inclinazione ad auto-sabotarsi. Ma adesso tutto può cambiare. Ci si può Accorgere di come stanno le cose e vedere anche la storia, che dovrebbe insegnarci e illuminarci di saggezza, da un Punto di Vista differente. “Conoscere anziché Credere” è il motto dell’Uomo libero e Consapevole.
Molte cose che stanno accadendo oggi sono già successe in passato. La storia si ripete ed anche gli schemi che la determinano sono gli stessi. L’unica discriminante può essere solo la Forza del Pensiero Creativo dell’Uomo.
Non possiamo più assistere a patetici scaricabarile sulle tasse, che ormai sono diventate il mezzo attraverso il quale, i banchieri internazionali che hanno speculato negli ultimi 40 anni, possono tornare in possesso di denaro fresco perché i loro investimenti per la maggior parte sono falliti e oggi hanno in mano solo carta straccia o titoli tossici. Costoro vorrebbero far pagare questo fallimento ai Popoli delle nazioni più virtuose. L’Italia in testa. Nonostante per anni ci abbiano fatto credere, con la complicità dei media di loro proprietà, che il nostro Paese fosse il fanalino di coda d’Europa e del mondo, sapevano bene che, al contrario, gli Italiani hanno sempre lavorato sodo, si sono risollevati dalle macerie della guerra ed hanno impegnato i loro risparmi nella CASA anziché sui mercati, dove essi avrebbero potuto facilmente speculare e anche in un solo giorno azzerare i risparmi di una vita. Come è accaduto a qualche altro sventurato Popolo. Vedi quello americano.
Nessuno parla più del PIL che è il vero valore indicatore dello stato di salute (economica) di un Paese e tutti parlano dello Spread che è solo un valore di confronto, con la Germania. Valore mistificato perché non tiene conto che proprio la Germania essendo l’unico Paese dell’Unione su base FEDERALE, divide i propri conti e il proprio Bilancio in 3 parti. Ecco perché appare più florido.
Il nostro Paese non ha bisogno di patenti di credibilità da nessun organismo sovranazionale, ha bisogno di ritrovare invece compattezza e spirito di unione, di rimettere in moto la creatività e l’ingegno, caratteristiche naturali che gli hanno dato la forza di superare momenti ben peggiori. Compito dello Stato e della Politica, che ha l’OBBLIGO di rispondere al volere dei Cittadini, è quello di mettere in atto tutte le misure necessarie, compresa la politica di espansione monetaria e l’abbassamento significativo della pressione fiscale che può essere come è stato già ampiamente dimostrato del 15%. Valore non molto differente dallo standard di altri Paesi occidentali.
I nostri Politici eletti direttamente dai Cittadini invece dimostrano tutta la loro vigliaccheria e la loro pochezza di ideali. Alcuni sono al soldo di coloro che speculano sulle sorti del Paese, altri sono troppo vigliacchi per dar seguito ed onore al compito che i Cittadini gli hanno conferito: quello di difendere, garantire e salvaguardare con fierezza gli interessi della nostra Comunità.
Se sentite che il contenuto di questa riflessione risuona nel Vostro Cuore, allora non esitate un solo istante. Cominciate a disobbedire. Questo sarà l’inizio della fine per questo Dominio e coinciderà con l’alba di una nuova Epoca, che non sarà perfetta, ma sicuramente migliore.
Fonte: nexusedizioni.it

martedì 6 agosto 2013

Il senso dei ( presunti) vip per l’evasione fiscale

 Un articolo sempre di moda, dedicato a coloro che hanno il culto delle personalità e qualunque cosa essi facciano va sempre bene. I soliti noti " rischiano" sempre mega multe e alla fine SEMPRE pagano somme assurdamente inferiori al dovuto. Ma per i cittadini comuni, quelli che realmente tirano avanti la barca " italia" ..mentre loro , invece, se non pagano un bollo auto o una multa si vedono arrivare un aumento esponenziale e probabilmente un bel fermo amministrativo. tsm.

 Articolo :
Tiziano Ferro, solo l’ultimo dei tanti casi, dopo Valentino Rossi, Dolce & Gabbana e Pavarotti “La differenza fra me e te”, canta Tiziano Ferro..

Tiziano Ferro, solo l’ultimo dei tanti casi, dopo Valentino Rossi, Dolce & Gabbana e Pavarotti
“La differenza fra me e te”, canta Tiziano Ferro: speriamo che alla fine del procedimento giudiziario di accertamento non salti fuori qualcuno pronto a dire che la famosa differenza riguarda le tasse pagate e quelle evase. Il cantautore di Latina è l’ultimo Vip in ordine di tempo ad essere finito sotto la tagliola delle inchieste di accertamento per evasione fiscale, con il fisco che gli contesta tre milioni di euro, da versare al fisco e che invece Tiziano si sarebbe tenuto.

RESIDENT OR DOMICILIATED? –
Il meccanismo è quello, praticamente abusato, dei “resident but not domiciled” – residenti ma non domiciliati – a Londra, dove Tiziano Ferro vive dal 2005, dopo aver doppiato uno dei personaggi di Shark Tale. Per “antica tradizione”, scrive Wikipedia, il soggetto formalmente residente ma che solo occasionalmente produce reddito in Gran Bretagna viene tassato solo per l’ammontare effettivamente prodotto nel territorio di Sua Maestà Britannica; un assetto che – sebbene recentemente rivisto in via restrittiva – rende l’Inghilterra, secondo alcuni, un vero e proprio “paradiso fiscale” – parole, ancora una volta, di Wikipedia. Come impone la normativa sulla residenza, però, per rendere effettivo il trasferimento formale è necessario che il soggetto trascorra una quantità rilevante di tempo nello stato “destinatario” del suo cambio di residenza – vige, infatti, la “regola dei 183 giorni”, che lascia più di un margine di interpretazione -, e Tiziano Ferro avrebbe mancato a quest’obbligo, realizzando, dunque, un disegno fraudolento. “L’ipotesi è che il cantante”, scrive la Repubblica, “pur avendo trasferito la sua residenza all’estero, non abbia trascorso fuori Italia il tempo necessario a rendere il trasferimento effettivo e che debba quindi versare allo stato italiano le tasse non pagate”; ancora: “I fatti sotto esame si riferiscono all’epoca in cui il cantante pontino si stava trasferendo a Londra fra il 2006 ed il 2008″. Insomma, mentre Tiziano si trasferiva a Londra, in Inghilterra fisicamente sarebbe rimasto molto poco, tanto da vanificare questo trasferimento oltremanica e mantenere aperti i suoi conti con il fisco.

DOCTOR - 
 Tiziano, in questo suo inciampo – per il quale, comunque, ha già presentato ricorso contro l’accertamento fiscale – arriva secondo dopo un illustre precedente, Valentino Rossi che, come il cantante pontino, era rimasto impigliato nella presunta frode fiscale – poi patteggiata con il fisco – in terra d’Albione.


Come per Tiziano, ai tempi del governo Prodi, Valentino R. aveva ricevuto una cartella esattoriale da Pescara che gli contestava alcuni importi non versati. Ancora una volta, “resident but not domiciled”. “La vicenda sarebbe legata alla decisione di Valentino Rossi di trasferire la propria residenza in Gran Bretagna il 15 marzo del 2000″, scriveva Repubblica. “Secondo quanto accertato dal Fisco, Rossi in questi anni ha presentato le dichiarazioni tributarie in Inghilterra, ma per cifre modiche, attestando di essere residente ma non domiciliato. Ha così usufruito di uno speciale regime che permette al contribuente di dichiarare solo i redditi prodotti in Inghilterra. Non avrebbe invece dichiarato nulla per le sue attività sportive e le sponsorizzazioni. L’Agenzia delle entrate avrebbe però ’scovatò la nascita di società estere cui sarebbero stati intestati i vari contratti di sponsorizzazione del campione.

Valentino R. rischia ora una multa di 240 milioni di euri”.

Il viceministro dell’Economia, quel Vincenzo Visco campione della lotta all’evasione fiscale e ritratto come un vampiro dal centrodestra, aveva anche paventato di sollevare un caso a livello europeo: “In base alle leggi britanniche una più o meno fittizia residenza a Londra permette di non versare tasse nel proprio Paese. Ho chiesto agli uffici di verificare la rispondenza di queste norme allo spirito della Ue e di verificare se ci sono gli estremi per un eventuale ricorso a Strasburgo perché queste norme sembrano andare al di là della normale competizione tra Stati”. Come abbiamo visto, Vale R. partì con un combattivo videomessaggio per poi patteggiare con il fisco la restituzione degli importi dovuti.

Nel 2008 si chiude la querelle apertasi un anno prima, mediante la favorevole procedura con adesione: “The doctor” si disse pronto a pagare “circa 35 milioni di euri circa per gli anni 2001-2006, di cui 19 milioni per gli anni 2001-2004 ai quali si aggiungeranno le somme relative al biennio 2005-2006. Inoltre riporterà in Italia la sua residenza, così gia per l’anno fiscale 2007 presenterà la dichiarazione dei redditi in Italia”; le sanzioni, calcolate addirittura sotto l’importo minimo, finirono per essere 4,8 milioni di euri.

PAA – GHEEE- ROOOO’! – Un altro celebre evasore – ma è un caso più risalente – fu Luciano Pavarotti, che aveva tempo addietro trasferito la sua residenza a Monaco e si definiva “fiero cittadino monegasco”.
Tuttavia, il fisco, per mano dell’allora ministro del Turco, anche in quel caso raggiunse un accordo col tenore, che pagò 25 miliardi di lire dicendosi nel

 

di T.Caldarelli - 07 marzo 2012

fonte : giornalettismo.com 


Germania, proposta dei Verdi : Vegetariani per legge (un giorno alla settimana)

Il progetto tedesco: niente carne né salsicce per educare i bambini a un'alimentazione sostenibile.


BERLIN- Il nome l'hanno già trovato: «Veggie Day». Il resto potrebbe succedere dopo le elezioni tedesche di settembre.
Se i verdi andranno al governo, promettono di istituire - scritto tra i punti del programma - la «giornata vegetariana». Un giorno in cui - un po' come i venerdì delle campagne cattoliche delle nostre nonne - la carne sarà bandita dalle mense degli uffici pubblici e delle scuole tedesche. L'obiettivo dichiarato è di ridurre il consumo della carne, che vede la Germania tra i maggiori consumatori d'Europa, con 98 chili di carne a testa all'anno.

«Un Veggie Day è una giornata fantastica per provare come ce la possiamo cavare senza salsicce - dice Renate Kunast, il capogruppo verde -. Cucinare vegetariano è molto di più che lasciare da parte la carne». Non a caso la Germania, patria del più grande partito ecologista d'Europa, è da anni un supermarket mondiale del bio. Ci sono mercatini bio, caffè bio, ristoranti bio, anche la Bionade - una bibita gassata naturale nei sapori di varia frutta esotica -, che anni fa insidiò il primato di vendite della Coca Cola.


L'obiettivo dei verdi è duplice.
Da una parte, un'alimentazione più sana, che protegga l'uomo dalle malattie cardiovascolari, obesità e altro. Dall'altra, si mira a proteggere l'ambiente. Gli animali da pascolo, infatti, sono visti dagli ecologisti come uno dei responsabili del cambiamento climatico.
Il ragionamento degli anti-carne è lineare.
Il 30 per cento della superficie sfruttabile della Terra è coperta da pascoli, contro il 4% usato dall'agricoltura.
Non solo.
La biomassa prodotta dagli animali è doppia rispetto a quella creata dagli uomini, ed è responsabile del 5% delle emissioni di diossido di carbonio e del 40% del metano - un gas serra ben più pericoloso. Inoltre, se i consumi di carne dei Paesi emergenti (Cina e India, in primo luogo) cresceranno con i trend attuali, nel 2050 gli animali da pascolo produrranno emissioni pari a metà del traffico stradale e aereo.
Una tendenza che - credono anche i verdi tedeschi - bisogna cominciare a contenere.
E il «Veggie Day»?
In Germania ha scatenato una valanga di reazioni, finendo tra gli argomenti del giorno, e intasando le communità in rete dei giornali, dalla Zeit a Handelsblatt .
A leggerle, però - «lo Stato vuole spiarmi anche nel piatto?» o «sono quasi vegetariano, ma non se me lo ordina lo Stato» - l'idea dei verdi (con diversi esponenti politici costretti ieri a spiegarsi o a precisare) più che adepti ha trovati contestatori. In rivolta non solo contro la «dittatura dei vegetariani», ma anche contro l'idea stessa di uno Stato (etico) che, fin nella composizione del menù, si prende attivamente cura - con una serie di prescrizioni - del benessere dei cittadini. L'idea che, per capirci, manda in bestia G.Ferrara, ma che dalla Francia (dove lo Stato ha aumentato le tasse su una certa bevanda), viene in più modi sperimentata. Non fosse altro, ed è l'approccio inglese, perché l'obesità pesa sulla sanità e sullo Stato sociale.
I verdi tedeschi dicono:
«È bene per tutti mangiare più sano». Nel 2011 ci provarono già. A Stoccarda, capitale dell'auto e loro roccaforte. Ma l'opposizione dei dipendenti pubblici fu tale che il decreto, già scritto, venne ritirato.

fonte : corriere.it

Stop phubbing: al via la campagna contro chi consulta troppo il cellulare

Dipendenza da “telefoni cellulari intelligenti” Stop phubbing: al via la campagna contro chi consulta troppo il cellulare
L'iniziativa partita in Australia. Nel mirino la pessima abitudine di controllare il telefonino mentre si parla
Se non volete ritrovarvi anche voi svergognati sulle reti sociali con l’etichetta di irriducibili phubber, come successo ad Elton John e D,Furnish, ecc, meglio che la smettiate di smanettare con lo smartphone ad ogni occasione, a maggior ragione se qualcuno vi sta parlando o se magari siete ad una cerimonia.

Fenomeno dell’era digitale in rapida e maleducata ascesa, il brutto vizio di controllare il proprio telefonino nel bel mezzo di un contesto sociale, fregandosene totalmente degli altri. La parola stessa un neologismo coniato per indicare chi snobba le conversazioni per concentrarsi solo sul proprio telefonino multifunzione. Un comportamento che, sdoganato dalle “presunte”(nota tsm) celebrità di cui spesso si copiano anche gli atteggiamenti meno edificanti, oggi sta diventando talmente di pessima moda da aver spinto un gruppo di australiani a dar vita alla campagna, che già stata seguita da almeno altre cinque iniziative analoghe.
IMPOSSIBILE STACCARSI -
L'obiettivo? Prendere per i fondelli (in linea sulla pagina Twitter) quei tossicodipendenti da telefono cellulare che non riescono a staccarsi dal dispositivo nemmeno per un istante, che sia per rispondere alla domanda di un amico o mentre sono in dolce compagnia. Il fenomeno del "phubbing" quanto di pi fastidioso possa esserci – spiega Alex Haigh, creatore della campagna anti-phubbing – ed diffuso al punto da aver completamente eliminato la capacità di parlare faccia a faccia con qualcuno. Ecco perchè occorre fare qualcosa e far girare la voce per fermare questo comportamento, che è ormai sfuggito di mano.
Non a caso, sul sito si chiede di esprimere un’opinione sul phubbing e sugli oltre 4500 voti espressi, il 72% si detto contrarissimo, mentre un secondo sondaggio, ha permesso di quantificare in un terzo la percentuale di britannici che si definisce un phubber, con oltre un quarto (il 27% per la precisione) che ha ammesso di rispondere al telefono durante una conversazione faccia-a-faccia e il 16% di controllare le reti sociali più di dieci volte al giorno.
DIPENDENTI DAL TELEFONINO -
Non solo. La stessa inchiesta ha anche evidenziato un 63% di malati da telefonino che confessa di portarlo praticamente ovunque e un 37% che preferisce passare per phubber piuttosto che non rispondere ad un messaggio di testo. Come ha avvertito il professor P.Reed, docente di psicologia dell'Università di Swansea ed esperto di dipendenze internet, molti phubber mostrano sintomi di una chiara dipendenza da cellulare e alcuni di loro vanno persino in astinenza se non gli viene permesso di utilizzare il telefonino in continuazione.
Ma la cosa grave che a volte non si rendono nemmeno conto di quanto siano irritanti con il loro comportamento.


fonte : corriere.it

lunedì 5 agosto 2013

Il pullman dell'Irpinia e le tragedie in un Paese, l' italia che dimentica i morti di serie B.

I 38 MORTI DEL VIADOTTO E GLI ALTRI DRAMMI

"Erano popolino".
 Questa frase l'abbiamo sentita dietro al palco dal quale si stavano celebrando i funerali. 
A pronunciarla è stato il prete che aveva appena scandito i nomi delle 38 vittime del disastro della A16. C'era qualcosa di dispregiativo, non ce ne voglia il religioso, nel modo in cui è stata usata quella parola. Come se si stesse parlando di una sottocategoria di essere umani, il cosiddetto popolino, quelli non famosi, non colti, che vivono con poco in quartieri degradati, ai margini dell'Italia che produce e consuma.
C'è invece qualcosa di ineluttabile, nel progressivo arretramento di questa tragedia dalle pagine di tutti i giornali e dagli schermi delle televisioni. Chi si occupa di cronaca lo sa, è una regola non scritta. La rilevanza di un evento dipende sempre da una serie di variabili, che comprendono la sua collocazione geografica e il profilo sociale di chi ne è stato protagonista o vittima. E ogni tanto, anche il periodo dell'anno in cui è avvenuta.
Quelle persone semplici e dignitose sono morte in maniera orribile. Quando viaggiamo, ci viene normale distogliere lo sguardo dagli incidenti stradali. Non vogliamo che ci resti impresso nella memoria qualche dettaglio macabro. Il senso ultimo di questa tragedia è chiaro. Si è trattato di un gigantesco incidente stradale, con un numero di vittime abnorme. Non c'è mistero, non c'è una trama di incertezza che può far durare l'eco di questa tragedia nei giorni. Non c'è neppure l'eccezionalità dell'evento. Non un terremoto, non un naufragio come quello del Giglio, che capita una volta ogni secolo.
L'Italia è in vacanza, e sotto l'ombrellone non c'è tanta voglia di conoscere il come e il perché di questa macelleria stradale. È una cosa pesante, che deprime, nella stagione consacrata ad argomenti leggeri. Magari anche questa tragedia potrebbe spingerci a qualche riflessione sullo stato del nostro Paese. Ad esempio si potrebbe prendere quell'autobus forse guasto, certamente vecchio e con 800.000 (ottocentomila) chilometri alle spalle, a paradigma dell'anzianità del nostro parco di mezzi pubblici e privati addetti al trasporto di cose e persone, e farlo diventare uno dei tanti segni del declino italiano. Ma è tempo di svago, dopo un anno già deprimente di suo. Nessuno ha voglia di accanimento terapeutico.
L'opera di rimozione di questo strazio è già in atto, in maniera più o meno inconsapevole, veloce come quei funerali così caotici e affrettati, insultanti per i familiari delle vittime, utili solo a chi voleva dimenticare l'immagine di quelle lamiere contorte e delle persone che ne sono rimaste prigioniere. Le istituzioni spesso vanno a traino dell'onda emotiva generata dalla pubblica opinione, e così la valutazione dell'impatto sui media di un determinato evento diventa spesso il primo strumento per creare disparità tra le tragedie, anche solo per evitare le riflessioni che dovrebbero ispirare perché non si ripetano.
L'elevato numero di sciagure che avvengono su questo Paese dal territorio e dalle infrastrutture disastrate ha consentito la creazione di una serie A e una serie B delle disgrazie. I quaranta morti della frana di Giampilieri, in provincia di Messina non hanno insegnato nulla, come dimostra l'ineluttabilità con la quale viene trattato un angolo di Italia dove ogni volta che piove viene giù fango a palate. E nessuno ha mai sentito il bisogno d'indignarsi per la lentezza delle indagini sul disastro ferroviario di Viareggio, altro dramma estivo sparito in fretta dagli schermi e dalle prime pagine.
Le conseguenze del calo di attenzione che per proprietà transitiva si trasferisce sulle istituzioni non sono mai indolori. Nel novembre scorso una inondazione ha mandato sott'acqua Albinia, a pochi chilometri dalla Capalbio, oggetto di ogni cronaca estiva. Danni per milioni di euro ma solo tre morti, cosa vuoi che sia. Se ne parlò poco. Ad Albinia stanno ancora aspettando i risarcimenti, resi impossibili da una specie di percorso a ostacoli che sembra fatto apposta per scoraggiare la gente, e nell'attesa hanno continuato a pagare le tasse per esercizi commerciali che non hanno mai più riaperto.
I media forse possono dimenticare. Le istituzioni no. Adesso c'è questa tragedia senza mistero, che si appresta a sparire dal nostro orizzonte. C'è una comunità annientata, decine e decine di famiglie non abbienti che oltre al lutto devono affrontare la perdita economica. Non sono famosi, non abitano certo in un quartiere affollato di turisti, non sono motore di nessuna attività produttiva. Ma hanno bisogno. Non lasciare indietro nessuno, questa dovrebbe essere la regola, la ragione del nostro stare insieme. La solidarietà comprende anche la ricerca delle cause del disastro, con le conseguenze che se ne dovrebbero trarre in termini di prevenzione. Altrimenti, i nostri tanti drammi rimarranno sempre fini a se stessi, tragiche fatalità che tali non sono mai.
5 agosto 2013 | 12:24

fonte : corriere della sera 05 agosto 2013 pag 31 rubrica " lettere e opinioni"

giovedì 11 luglio 2013

la splendida saggezza dei bambini

Eccezionale la saggezza di questo bambino, età tra i 2 e i 4 anni età pre scolare, cioè ancora estraneo alla formattazione della personalità imposta dal sistema .



venerdì 5 luglio 2013

Ue e piccoli ortaggi fuorilegge, la notizia è disinformativa.

Impariamo a leggere e a comprendere le leggi europee: non ci sarà nessun limite alla coltivazione e gardinaggio casalingo.

Riprendo l’ottimo post della collega Maria Ferdinanda Piva di Blogeko che riassume efficacemente la situazione attuale delle sementi in Italia e Europa: si può coltivare per il proprio consumo senza sottostare a alcun vincolo. Insomma gli orti privati non sono illegali né in Italia e né in Europa e la registrazione delle sementi serve semplicemente e mantenere elevati gli standard di qualità delle sementi destinati a chi coltiva in maniera professionale. Scrive infatti Maria Ferdinanda:
La proposta offre la scelta ai contadini tra usare semi certificati o non certificati (standard). La scelta dipende dalle necessità e dalle preferenze di ogni coltivatore. I semi certificati offrono migliori garanzie di qualità mentre quelli standard di solito hanno prezzo più bassi. Lo scambio di semi o altro materiale per la riproduzione delle piante tra non professionisti resta al di fuori degli scopi della legge. Ciò che viene venduto da non professionisti o da micro imprese per mercati di nicchia è esente dall’obbligo di registrazione. Le imprese con meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo inferiore ai 2 milioni di euro possono vendere le loro varietà di piante di nicchia senza obbligo di registrazione.
D’altronde la F.A.O. è sempre stata molto chiara in merito esprimendosi proprio contro il monopolio delle sementi.
Come ebbe modo di spiegarci in una intervista esclusiva Mario Catania, ex ministro all’Agricoltura l’istituzione di un Catalogo ufficiale europeo delle sementi per cui alcuni mesi fa la Corte europea di Giustizia si espresse il 12 luglio 2012 in merito e che ha :
ha semplicemente confermato l’obbligo di iscrizione al registro ufficiale comunitario che, assicurando le caratteristiche delle varietà iscritte, rappresenta una garanzia per i produttori agricoli come per i consumatori. Inoltre è il caso di ricordare che una volta ammesse nei registri nazionali, le sementi vengono automaticamente inserite nel catalogo ufficiale europeo. Si tratta di una procedura che non è particolarmente complessa ed è anche gratuita perché la registrazione delle sementi tradizionali non prevede alcun costo e le domande di iscrizione al registro nazionale possono essere presentate anche dai singoli cittadini e dalle aziende.
Misure esagerate? Probabilmente, ma ciò non giustifica le bufale in merito che non fanno altro che confondere leggi e situazioni. non facendo capire da che parte effettivamente conviene protestare.

fonti  :  ecoblog.it  e informarexresistere.fr

 

giovedì 27 giugno 2013

Trieste la squisita malinconica - Trieste, l'exquise mélancolie

Trieste non è italia e lo si capisce subito.
Trieste, fatta tirando un grande upset storia oggi i gusti tranquillità nella quiete di una opzione di turismo, con la chiave, il ricordo di illustri scrittori e dispositivo incredibile degni caffè di Vienna.

Quando leggerete questo, è probabile che la città di Trieste sia sotto un cielo blu. Come camera di un bambino troppo ordinata. Queste proprietà di elevata prosperità, senior e intelligente fronti saranno come se non fosse successo nulla; luoghi luminosi (il marciapiede più belli d'Europa), ondulati mare, musei tacchetto, cappuccino cremoso. E 'perfetto, ora è possibile installare sorso malinconia della città, si lascia che il profumo vicino castagno natura, cespugli di fico, melograno, mirto e gelsomino ... "Natura, continua lo scrittore Charles Nodier, Trieste ha dato un piccolo bosco di querce, che divenne un luogo di delizia e si chiama nella lingua del paese, Farnedo o Grove (...) le Bosquet spesso collegato anche tutto il fascino della solitudine, perché l'abitante di Trieste, occupata speculazione lontano, ha bisogno di una prospettiva più ampia e indefinita come la speranza. "

Tuttavia, alla fine di marzo, la città avrà paura vetrificati e ghiaccio. Lei ruggì, mettere un souk senza nome a muro, che soffia come un demone. Per le strade, ha dovuto aggrapparsi a ringhiere, come bora, il vento è venuto dal nord, aveva preso possesso. Spinse quei giorni a 75 Km / h, inutile dire che abbiamo camminato obliqua (75 °), in barcolla, a volte concentrati su quattro non temendo di documenti storici tumble raffiche posteriori (225 km / h). In questi casi, è maledetto persona. Abbiamo volato probabilmente giacca e gonna sopra la testa. Troppo felice di essere vivo e soprattutto di aver conosciuto il vero carattere della città, una sorta di tumulto mostruoso attratti da una delle più belle colate di Mitteleuropa: Sigmund Freud, James Joyce, Rainer Maria Rilke, Italo Svevo, Stendhal, Casanova ... puff, la lista è infinita, abbiamo quasi chiedo se l'ufficio del turismo non ha suonato il violino Wikipedia. Eppure è qui che la maggiore Claudio Magris, il Jules Verne ... Paul Morand stava mescolando le sue ceneri con quelle di sua moglie, Helen Soutzo, il cimitero greco-ortodossa di Trieste.
 
Il tram, da sempre uno dei più lenti in Europa

Il vento
martelloa regolarmente questa città. Inoltre, anti-psichiatria sono vissuto il suo periodo di massimo splendore. La gente veniva da tutta Europa per vedere il "pazzo" amoreggiare liberamente nei giardini lungo la strada. Vero e proprio laboratorio di disagio sul bordo del nulla e l'irreale, ci rendiamo conto che una Rainer Maria Rilke Duino venne a trarre, dalla principessa von Thurn und Taxis: l'esposizione alla tempesta sopra l'abisso la vastità. Il castello è terribile, seduto sulla roccia, come il mento sul palmo. Egon Schiele dovette dipingere barche e navi. Il tram blu e bianco, sempre esercizio è probabilmente una delle più lente in Europa.

 Tutto questo in mente, questi venti contrari, troverete riassunti nel mondo del caffè ... Ovunque essi prendono il sopravvento, come se si fosse in possesso di mani. Per rassicurarvi, lenire voi. Qui è un luogo di pace e di redenzione. Qui abbiamo calmare i suoi timori bevendo una linea tra "capo in b" (cappuccino in bicchiere), piccole bombette surdistillées. Ci svegliamo torpore morbido nato questo strano clima dolce e tumultuosa. Caffè Trieste sono luoghi in cui si entra nel vivo a dormire. Passiamo tutto il pomeriggio. Forse allora si uniscono la società di gruppo non identificato caféistes, non contento solo per bere il caffè in tutte le sue forme, ma anche per imparare da questo modo quasi esistenziale per spingere i sapori fino alla fine (il torrefazione), per disegnare la nitidezza e l'accelerazione. Droga legale reale che viene presa in pinch, il caffè è il trattino in città, è la sua sveglia, il suo bastone bianco. Non ci vorrà molto tempo per divertirsi torpore pegno, trascorrere il tempo a fare nulla, camminando lentamente nei giardini del castello di Miramare. Leggere e rileggere.

Trieste è un po 'contro il viaggio a piedi. L'offerta culturale non è troppo soffocante, le giornate sono belle e mostre magnifiche. Forse si riesce a prendere la messa a fuoco di Trieste, una sorta di Lisp sottile che era l'orgoglio di Joyce quando ha sentito i suoi figli nati qui. La città ha un cuore grande grande, la storia ha regolarmente calpestati e scattato. Si passò nelle mani del mondo: i Celti ( presenti fino al 1000dc, ne sono traccia i Castellieri ), poi l'impero romano (due secoli aC), il Veneto repubblicano (1202), gli Asburgo (1303), l'Italia e il nazismo che, a differenza di altri luoghi, la città venne annessa direttamente al Reich e non come  zona di guerra e anche Tito, quando le popolazioni slave si rifecero delle violenze subite dagli immigrati italiani . E Loupa l'arrivo delle ferrovie, ha perso la sua influenza su di porto di Venezia, non era un vero e proprio emporio dedicato più di transito e vive a sua volta spodestato da Genova, Napoli, Palermo, Brindisi e Amburgo Brema ... "Il mio rammarico, ha detto Gracq rammaricato che molti, Trieste sta fallendo  Il Sandorf Trieste, Stendhal e Paul Morand. (...) Ho cercato invano tracce di lutto, lutto in tutto il Medio Regno trascinato da una città che è stata la linfa vitale di Austria-Ungheria, la tristezza di una Venezia senza canali, senza tabelle e senza turisti, il fantasma di un nato morto City e un Lloyd senza noleggio e nave senza le vie erbose, deserta, rabbrividendo nel flusso di aria fredda della bora, che ascendono al deserto senza alberi, African altopiano carsico vicino ".
Ahimè, Trieste  non mollare mai. Cultura ripristina il colore, le banchine ristrutturate (come ad Amburgo, Londra, Nantes ...) ripristinare il tronco verso la città, ricollegati all' Austria che ti ama da sempre. Se c'è una destinazione ben nascosto, incredibilmente fertile, sciolto nel suo tormento, è proprio questo. Inoltre, queste città acuti, piroscafi e fortune perdute, lacrime e nevrastenia, la cessazione e la prevenzione, paradossalmente gli danno una sensazione piacevole e inaspettato. Quella di essere benedetti.


Originale in Francese 

Trieste non est italienne et ça se voit tout de suite.
Voisine de Venise, Trieste, prise par le roulis d'une histoire hautement contrariée, goûte aujourd'hui une paix dans le calme d'un tourisme de discrétion, avec, à la clé, le souvenir d'écrivains illustres et l'incroyable dispositif de cafés dignes de Vienne.

 Lorsque vous lirez ces lignes, il y a de fortes chances que la ville de Trieste soit sous un ciel bleu. Comme dans une chambre d'enfant trop bien rangée. Ces immeubles de haute prospérité, aux fronts hauts et intelligents feront comme si de rien n'était ; places lumineuses (le pavé le plus beau d'Europe), mer ondoyante, musées au taquet, cappuccino crémeux. C'est parfait, à présent, vous pouvez vous installer, boire à petites gorgées la mélancolie de la ville, vous laisser parfumer par la nature proche: châtaigniers, buissons de figuiers, de grenadiers, de myrtes et de jasmins… «La nature, poursuit l'écrivain Charles Nodier, a donné à Trieste une petite forêt de chênes verts, qui est devenue un lieu de délices ; on l'appelle dans le langage du pays, le Farnedo, ou le Bosquet (…) Le Bosquet joint souvent même à tous ces charmes celui de la solitude ; car l'habitant de Trieste, occupé de spéculations lointaines, a besoin d'un point de vue vaste et indéfini comme l'espérance.»

 ourtant, fin mars, cette ville vous aurait vitrifié d'effroi et de glace. Elle rugissait, mettait un souk sans nom dans les penderies, soufflait comme une démone. Dans les rues, il fallait s'accrocher aux rambardes, car la bora, ce vent venu du nord, avait repris possession des lieux. Il poussait ces jours-là à 75 km/h, inutile de dire que l'on marchait en oblique (75°), en embardées, parfois même porté sur quatre pas en redoutant que des rafales historiques ­reviennent culbuter les records (225 km/h). Dans ces cas-là, on ne maudit personne. On s'envole sans doute, veste et jupon par-dessus tête. Trop heureux d'être en vie et surtout d'avoir connu le vrai caractère de la ville, une sorte de tumulte monstrueux qui attira ici l'un des plus beaux castings de la Mitteleuropa: Sigmund Freud, James Joyce, Rainer Maria Rilke, Italo Svevo, Stendhal, Casanova… Pfuit, la liste est interminable, on se demanderait presque si l'office de tourisme n'a pas traficoté Wikipédia. Pourtant, c'est bien ici que sont passés les Claudio Magris, les Jules Verne… Paul Morand fit mélanger ses cendres à celles de son épouse, Hélène Soutzo, au cimetière grec orthodoxe de Trieste.

Le tramway, toujours l'un des plus lents d'Europe

Le vent rend régulièrement cette ville marteau. Du reste, l'antipsychiatrie y connut des heures de gloire. On venait de toute l'Europe voir les «fous» gambader en liberté dans les jardins bordant la route. Véritable laboratoire du malaise, au bord de nulle part et de l'irréel, on réalise ce qu'un Rainer Maria Rilke venait puiser à Duino, auprès de la princesse von Thurn und Taxis: s'exposer à la tempête au-dessus du gouffre de l'immensité. Le château est terrible posé sur la roche comme le menton sur la paume. Egon Schiele venait y peindre des barques et des bateaux. Le tramway bleu et blanc, toujours en exercice, est sans doute l'un des plus lents d'Europe.

 Tout cet esprit, ces vents contraires, vous les retrouverez résumés dans l'univers des cafés… Partout, ils prennent le relais comme s'ils vous tenaient par la main. Pour vous rassurer, vous apaiser. Voici un lieu de paix, de rédemption. Ici, on calme ses angoisses en buvant d'un trait les «capo in b» (cappuccino in bicchiere), petites bombinettes surdistillées. On se réveille des torpeurs molles nées de ce climat étrange à la fois suave et tumultueux. Les cafés de Trieste sont des lieux si vivants qu'on s'y endort. On y passe des après-midi entières. Peut-être rejoindrez-vous alors la compagnie des caféistes, groupe non identifié, ne se contentant pas seulement de boire le café sous toutes ses formes mais également de s'inspirer de cette façon quasi existentielle de pousser les arômes jusqu'au bout (la torréfaction), d'en puiser l'acuité et l'accélération. Véritable drogue légale que l'on tient à la pincée, le café est le trait d'union de la ville, c'est son réveille-matin, sa canne blanche. Il ne vous faudra pas longtemps pour gager cette torpeur amusée, passer son temps à ne rien faire, se promener lentement dans les jardins du château de Miramare. Lire et relire.


Aller à Trieste, c'est un peu le contre-pied des voyages. L'offre culturelle n'est pas trop asphyxiante, les journées sont belles et l'exposition magnifique. Peut-être réussirez-vous à prendre l'accent triestin, une sorte de subtil zézaiement qui faisait la fierté de Joyce lorsqu'il écoutait ses enfants nés ici même. La ville a le cœur grand et gros, l'histoire l'a régulièrement bafouée et fait trébucher. Elle passa entre les mains du monde entier: les Celtes (présent jusqu'à 1000 DC, il ya des traces de la Castellieri), l'Empire romain (deux siècles avant J.-C.), la Vénétie républicaine (1202), les Habsbourg (1303 - 1920), l'Italie, puis les nazis que, contrairement à d'autres endroits, la ville a annexé directement au Reich et non comme une zone de guerre, et même Tito lorsque esclave des populations refait la violence subie par les immigrés italiens. Elle loupa l'arrivée des chemins de fer, perdit son ascendant sur Venise ; son port qui était un véritable emporium ne se consacra plus qu'au transit et se vit tour à tour dépossédé par Gênes, Naples, ­Palerme, Brindisi, puis Hambourg et Brême… «Mon regret, disait Julien Gracq qui regrettait beaucoup, est d'avoir manqué Trieste, le Trieste de Mathias Sandorf, de Sten­dhal et de Paul Morand. (…) J'y aurais cherché en vain les traces du deuil, du long deuil de l'empire du Milieu traîné par une ville qui fut le poumon de l'Autriche-Hongrie, la tristesse d'une Venise sans canaux, sans tableaux et sans touristes, le fantôme d'une City mort-née et d'un Llyod sans affrètements et sans navires, les ruelles herbues, désertes, grelottantes sous le fleuve d'air glacé de la bora, qui montent vers le désert sans arbres, le plateau africain du Karst tout proche.»

Las, Trieste pourtant ne renonce jamais. La culture lui redonne des couleurs ; les docks réhabilités (comme à Hambourg, Londres, Nantes…) redonnent du coffre à la ville, reconnecté à l'Autriche qui vous aime toujours. S'il existe une destination bien dissimulée, incroyablement féconde, ample dans ses tourments, c'est bien elle. De surcroît, ces villes aiguës, de paquebots et de fortunes perdues, de larmes et de neurasthénie, de renoncement et d'empêchement, vous donnent paradoxalement l'agréable et inattendu sentiment. Celui d'être bienheureux.

fonte : tratto da lefigaro magazine maggio 2013

27 giugno la cristianità festeggia Cirillo lo sterminatore.

 motivo di riflessione dovrebbe nascere dal chiedersi come mai noi festeggiamo i martiri cristiani quando il Cristianesimo trionfo' massacrando Pagani, Eretici, Islamici, ecc, cioe' generando molti piu' martiri nelle altre religioni che tra le proprie fila.

(E' tipico dei vincitori far piu' vittime di quante ne facciano i vinti - Lapalisse).

Testimonianza di un fisico del tempo :
Ipazia è stata - per quanto mi riguarda - una grande donna; per l'epoca in cui visse, poi, la
sua persona e quello che ha fatto hanno dell'incredibile.

Alessandria 360 c.ca - 402


(EL)
« ὅταν βλέπω σε, προσκυνῶ, καὶ τους λόγους.
τῆς παρθένου τὸν οἶκον ἀστρῷον βλέπων
εἰς οὐρανὸν γάρ ἐστι σοῦ τὰ πράγματα,
Yπατία σεμνή, τῶν λόγων εὐμορφία,
ἄχραντον ἄστρον τῆς σοφῆς παιδεύσεως
. »
(IT)
« Quando ti vedo mi prostro davanti a te e alle tue parole,
vedendo la casa astrale della Dea
infatti verso il cielo è rivolto ogni tuo atto
Ipazia sacra, bellezza delle parole,
astro incontaminato della sapiente cultura. »
 (Pallada,AntologiaPalatina,IX,400) 

Era una grande filosofa e matematica.
Il padre, curò l'edizione di  uno dei grandi trattati di geometria dell'antichità
Nella premessa scrisse:  "sono certo che questo libro sia corretto perché l'ho fatto revisionare da mia figlia".

Ipazia filosofa, fu astronoma e fece grandi  scoperte anche in altri campi della scienza, e in tutti fu
grande; mi pare di ricordare che le prime cose sensate sulla  diffrazione della luce le scoprì lei e avendo io avuto una  formazione scientifica, la trovo doppiamente "vicina" a me.

In un epoca in cui imperava la superstizione e la misoginia in seno al cristianesimo ( che comunque, in forma più sottile, persiste ancora), una persona così non poteva durare a lungo.

Ci è rimasto un passo in cui viene vivacemente descritto come il  vescovo Cirillo (quello che poi fu fatto santo) passando davanti a una casa vide un assembramento di gente e si fermò a chiedere cosa succedeva. Quando gli venne risposto che i presenti stavano lì per consultare Ipazia, Cirillo andò su tutte le furie
( presuppongo perchè era una donna per giunta filosofa).

Cirillo fu il sobillatore del terribile supplizio che una masnada di popolo inferocito inflisse tempo dopo alla povera Ipazia ma è certo che - eufemisticamente - un ruolo di primissimo piano lo ebbe il vescovo; Ipazia venne tirata giù dal suo carro, linciata, scorticata viva, poi fatta a pezzi e poi
bruciato quel che ne rimaneva.

Cirillo - sempre stando alle fonti - mentì su quello che era accaduto dicendo che Ipazia
era ad Atene viva e vegeta. Ma  senza dimostrare alcuna veridicità delle sue affermazioni. La sua parola non poteva essere messa in discussione, si rischiava la morte èper mano di orde di fedeli bigotti e ignoranti. Sì proprio come accade ora, sì dopo 1700 anni il cristianesimo, non è cambiato..

Cirillo fu il più potente vescovo d'oriente per circa 20 anni e nessuno osò fare nulla, ammesso che qualcuno volesse. Si sa poi che finì sul calendario come santo, e mi stupisco che ci sia ancora, con qualche parentesi di "difesa d'ufficio" basata sulla messa in dubbio delle fonti. Oggi ci vengono proposte dai mass media i tradizionali stereotipi del  mondo cattolico, fatto di personaggi in tonaca tutti o quasi in odore di santità! Dando uno sguardo, anche frettoloso al passato, non si  tarda a scoprire quale concetto di santità abbiano costoro! I peggiori  e più cinici assassini sono TUTTI stati fatti santi!

Un esempio per tutti:
CIRILLO VESCOVO DI ALESSANDRIA, nato Teodosia d'Egitto, 370 – Alessandria d'Egitto, 27 giugno 444 ( per fortuna morì a soli 44 anni) il massacratore di IPAZIA, una fulgida  figura etica di scienziata e di donna, amata e rispettata da tutto il mondo pagano e da quello cristiano puro ancora non corrotto!

Ma Cirillo fu solo uno dei vari vescovi che all'epoca, dopo essersi  circondati da bande di assassini d'ogni risma, assaltavano i templi e le abitazioni dei pagani e massacravano tutti: vecchi, donne, bambini,
senza pietà per nessuno: secondo l'insegnamento dottrinale che, evidentemente, avevano ricevuto!

Inutile dire che le ricchezze così rapinate ai templi ed alle case civili andavano a dingrossare i tesori personali di vescovi, che all'epoca potevano condurre in agiatezza una normale vita da sposato e quindi di capofamiglia: famiglie che, ovviamente, potevano contare sull'agiatezza procurata dal santo rapinatore !!


fonte uaar.it

giovedì 13 giugno 2013

LE SETTE INTELLIGENZE

Possiamo brevemente dire che ciascuno di noi possiede due diverse tipologie di memoria:
  • quella genetica, della specie, che è legata agli istinti, all'irrazionalità e alle emozioni;
  • quella personale, plasmata dall'educazione, che guida la prima tipologia attraverso la parte più evoluta del cervello, cioè la corteccia frontale. E' finalizzata all'inserimento in un determinato contesto sociale.
In ogni momento, però, questi due tipi di memoria possono entrare in conflitto tra loro. La mancanza di memoria può avere origini molto diverse, in quanto essa coinvolge campi distinti tra loro. I disturbi neurofisiologici, ad esempio, ne rappresentano una tra le cause più gravi, che arriva a deteriorare progressivamente il linguaggio, l'azione e la nostra capacità di riconoscimento. I cosiddetti deficit benigni, invece, alterano il ricordo solo del nostro passato recente, sono disturbi passeggeri che risentono di un periodo di particolare stress, depressione o angoscia. Spesso, affermano gli psicologi, il non-ricordo testimonia una mancanza di comunicazione con se stessi, vale a dire che, di fronte ad un vissuto eccessivamente pesante o doloroso da ricordare, noi preferiamo rifugiarci in un oblio, solo momentaneamente utile. Forse, potremmo imparare a prendere contatto coi nostri vissuti interni incanalando le nostre emozioni tramite la tecnica dello psicodramma. Gli psicanalisti danno una lettura ancora diversa delle possibili cause delle dimenticanze: tutti i nostri vissuti sarebbero -a loro parere- conservati intatti nel nostro inconscio, ma resi inaccessibili al ricordo a causa di meccanismi di rimozione, dovuti ai nostri conflitti non risolti.



Ogni individuo ha una delle sette intelligenze e secondo il grado di evoluzione può avere una o più caratteristiche anche delle altre.






Intelligenza logico/matematica
Capacita' di usare i numeri in maniera efficace e di saper ragionare bene. Questa intelligenza include sensibilita' verso principi e relazioni, abilit
à nella valutazione di oggetti concreti o astratti.
In breve:

  • riconoscimento di modelli astratti
  • ragionamento induttivo
  • ragionamento deduttivo
  • saper discernere relazioni e connessioni
  • saper svolgere calcoli complessi
  • pensiero scientifico e amore per l'investigazione



Intelligenza linguistico/verbale
Capacita' di usare le parole in modo efficace, sia oralmente che per iscritto. Questa intelligenza include padronanza nel manipolare la sintassi o la struttura del linguaggio, la fonologia, i suoni, la semantica, e nell'uso pratico della lingua.
In breve:

  • facilita' di parola
  • saper spiegare, insegnare e apprendere verbalmente
  • saper convincere altri (linguaggio e scrittura persuasiva)
  • analisi meta-linguistica
  • humour basato sulla lingua
  • memoria verbale



Intelligenza kinestetica
Per quanto degne di nota e rispetto, personalmente penso che definire "intelligenza" quelle che sarebbero da ritenere delle mere doti naturali dovute alla genetica sia alquanto esagerato.        ( n. tsmag.)Abilita' nell'uso del proprio corpo per esprimere idee e sentimenti e facilita' ad usare le proprie mani per produrre o trasformare cose. Questa intelligenza include specifiche abilita' fisiche quali la coordinazione, la forza, la flessibilita' e la velocita'.
In breve:

  • controllo dei movimenti del corpo "volontari"
  • movimenti del corpo "pre-programmati"
  • esternazione della consapevolezza attraverso il corpo
  • connessione mente-corpo
  • abilita' mimetiche
  • perfezionamento delle funzioni del corpo

     
Intelligenza visivo/spaziale
Abilita' a percepire il mondo visivo/spaziale accuratamente ed operare trasformazioni su quelle percezioni. Questa intelligenza implica sensibilita' verso il colore, la linea, la forma, lo spazio. Include la capacita' di visualizzare e rappresentare idee in modo visivo e spaziale.
In breve:

  • immaginazione attiva
  • saper trovare la propria strada nello spazio (forte senso dell'orientamento)
  • formare immagini mentali (visualizzare)
  • rappresentare graficamente (pittura, disegno, scultura, ecc)
  • riconoscere relazioni di oggetti nello spazio
  • manipolazione mentale degli oggetti
  • accurata percezione da angoli diversi
  • memoria visiva

     
Intelligenza musicale
Capacita' di percepire, discriminare, trasformare ed esprimere forme musicali. Capacita' di discriminare con precisione altezza dei suoni, timbri e ritmi.
In breve:

  • apprezzamento per la struttura della musica e del ritmo
  • sensibilita' verso i suoni e i modelli vibratori
  • riconoscimento, creazione e riproduzione di suono, ritmo, musica, toni e vibrazioni
  • apprezzamento delle caratteristiche qualita' dei toni e dei ritmi


     
Intelligenza intrapersonale
Riconoscimento di se' e abilita' ad agire adattivamente sulla base di quella conoscenza. Avere una accurata descrizione di se'; coscienza dei propri stati d'animo più profondi, delle intenzioni e dei desideri; capacita' per l'autodisciplina, la comprensione di se', l'autostima. Abilita' di incanalare le proprie emozioni in forme socialmente accettabili.
In breve:

  • concentrazione mentale
  • saper essere memore e attento ("fermati e annusa le rose")
  • metacognizione ("pensare al pensare")
  • coscienza e discriminazione della gamma delle proprie emozioni
  • coscienza delle aspettative e delle motivazioni personali
  • senso del se'
  • coscienza spirituale

     
Intelligenza interpersonale
Abilita' di percepire e interpretare gli stati d'animo, le motivazioni, le intenzioni e i sentimenti altrui. Cio' puo' includere sensibilita' verso le espressioni del viso, della voce, dei gesti e abilita' nel rispondere agli altri efficacemente e in modo pragmatico.
In breve:

  • comunicazione verbale/non verbale efficace
  • sensibilita' verso gli stati d'animo, i sentimenti, i temperamenti altrui
  • saper creare e mantenere la "sinergia"
  • profondo ascolto e profonda comprensione delle prospettive altrui
  • empatia
  • lavorare in gruppo in modo cooperativo



Intelligenza naturalistica
Gardner ha aggiunto successivamente un'ottava intelligenza, quella naturalistica. Oggi e' forte l'impatto con i problemi dell'ambiente e sono evidenti le grandi dosi di intelligenza e sensibilita' richieste per salvare l'ambiente dal degrado, dall'abbandono, dal depauperamento; per salvare specie animali dall'estinzione; per preservare foreste pluviali dalla distruzione totale che causerebbe cataclismi climatici; per proteggere animali dallo sfruttamento frenato, dall'abbandono, dalla vivisezione, dalla violenza imposta; per proteggere dall'estinzione piante tropicali medicinali utilizzate per combattere gravi malattie e forme tumorali; per ridurre l'inquinamento di intere regioni che provoca effetti devastanti sulla salute degli uomini; per rendere le nostre citta' piu' vivibili, i nostri cibi piu' sani, le nostre case piu' sicure.
Chi ha una spiccata intelligenza naturalistica manifesta

  • comunione con la natura
  • sensibilita' verso flora e fauna
  • amore per l'allevamento di animali o la coltivazione di piante
  • cura e interazione con creature viventi
  • apprezzamento dell'impatto della natura su di se' e di se' sulla natura
  • saper riconoscere e classificare gli oggetti naturali



Intelligenza Esistenziale
Howard Gardner ha ipotizzato una nona intelligenza, l'intelligenza esistenziale. Essa concerne la capacita' di saper riflettere sulle tematiche fondamentali della nostra esistenza e la propensione al ragionamento astratto per categorie concettuali universali.