Appunto di TSM : Come in Italia pure in Francia l'opinione del popolo, in questo caso ben espressa in strada per 1 mese, non viene assolutamente tenuta in considerazione.
A meno che non si sia in campagna elettorale.
L'Europa dimostra giorno per giorno che la democrazia è una mera opinione per la classe politica e imprenditoriale.
Ora si capisce il motivo dell' istituzione dell' Eurogenderfor ( precedentemente trattato pure qui su Tsmagazine al collegamento seguente http://tsmagazine-archiveonline.blogspot.com/2010/10/eurogendfor-forza-di-gendarmeria.html ).
Pertanto alle prossime elezioni, ragioniamo tutti meglio prima di voare e di mettere da parte le proprie ideologie, perchè la classe politica ha dimostrato per l'ennesima volta che sono, le ideologie SOLO NOSTRE:
PARIGI - La Camera alta del parlamento francese ha approvato in via definitiva l'impopolare riforma delle pensioni, che ha provocato una serie di scioperi e manifestazioni di protesta in tutto il Paese.
I senatori hanno approvato con 177 voti favorevoli e 153 contrari la legge che innalza l'età pensionabile, dopo che il governo ha adottato misure speciali per accelerare le votazioni.
La legge attende ora il sì di una commissione parlamentare congiunta per porre il sigillo alle modifiche al provvedimento originale e il via libera della corte costituzionale.
fonte : reuters.it
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domenica 24 ottobre 2010
mercoledì 13 ottobre 2010
Chile, cominciato stanotte il recupero dei minatori bloccati da luglio a 700 metri di profondità nella miniera di rame.
E’ l’ora delle festa in Chile.
alle 19:36 (ora a Trieste ) risaliti 17 su 33 minatori, il 18° Esteban Rojas in salita
Il successo per la liberazione dei minatori ha riversato nelle strade dell’intero paese migliaia di persone.
Con caroselli di clacson gli abitanti di Copiapò si sono impadroniti della città da dove proviene la maggior parte dei lavoratori rimasti intrappolati per più di due mesi.
Da giorni nella città si viveva con il fiato sospeso. Ora l’euforia è esplosa, tanto che le scuole sono chiuse per permettere di seguire le operazioni di salvataggio.
Anche nella capitale, Santiago i cittadini sono scesi in piazza armati di bandiere e cartelloni:
“Ho seguito la diretta – dice un cittadino – E’ un momento storico per il Cile e lo stiamo vivendo tutti insieme. Grazie a Dio stanno risalendo uno a uno per raggiungere le famiglie. E’ un miracolo quello che stanno condividendo con noi”.
Mentre per le strade di Santiago si respira un clima da vittoria del mondiale di calcio, nelle chiese si prega.
Nella cattedrale della capitale sono iniziate le orazioni che continueranno fino a che non sarà liberato l’ultimo minatore.
“Siamo profondamente commossi – dice l’Arcivescovo di Santiago, Francisco Javier Errazuriz – Non lo sono solo coloro che sono stati alla miniera ma anche chi da lontano ha seguito il loro percorso. Lo fanno con una forza immensa e ora stanno per essere liberati. E’ una meraviglia”.
I 33 minatori, ormai degli eroi nazionali per i cileni, verranno premiati con delle medaglia dal sindaco di Copiapò, anche se il vero riconoscimento lo stanno ricevendo nei festeggiamenti per le strade.
Chile, minatore Sepulveda: “Il mondo del lavoro deve fare molti cambiamenti”
‘Non trattatemi come se fossi un artista, un animatore’‘: Così Mario Sepulveda, il secondo operaio ad essere stato estratto dalla miniera di San José. Nelle brevi dichiarazioni fatte poco dopo aver riabbracciato i suoi cari, l’uomo, di cui i media hanno messo in risalto il carattere aperto e le doti di comunicatore, ha detto di voler continuare ‘‘a essere trattato come un lavoratore, come un minatore’‘. Oltre a ringraziare Dio e i soccorritori, ha parlato della necessità di cambiamenti nel mondo del lavoro.
“Ero con Dio e con diavolo: entrambi mi volevano, ma è Dio che ha vinto, ho preso la sua mano, era la migliore” ha affermato. “Ho sempre avuto fede nei professionisti cileni e nel Creatore”. “Penso che questo Paese – ha poi aggiunto – debba comprendere una volta per tutte che si possono fare dei cambiamenti nel mondo del lavoro: ne devono essere fatti molti. Noi, minatori, non ci fermeremo qui”.
I cileni e il mondo intero hanno gli occhi puntati sulle operazioni di salvataggio in corso. Le famiglie dei minatori ancora intrappolati a oltre seicento metri di profondità stanno aspettando con il fiato sospeso di poter riabbracciare a loro volta i propri cari.
Copyright © 2010 euronews
alle 19:36 (ora a Trieste ) risaliti 17 su 33 minatori, il 18° Esteban Rojas in salita
Il successo per la liberazione dei minatori ha riversato nelle strade dell’intero paese migliaia di persone.
Con caroselli di clacson gli abitanti di Copiapò si sono impadroniti della città da dove proviene la maggior parte dei lavoratori rimasti intrappolati per più di due mesi.
Da giorni nella città si viveva con il fiato sospeso. Ora l’euforia è esplosa, tanto che le scuole sono chiuse per permettere di seguire le operazioni di salvataggio.
Anche nella capitale, Santiago i cittadini sono scesi in piazza armati di bandiere e cartelloni:
“Ho seguito la diretta – dice un cittadino – E’ un momento storico per il Cile e lo stiamo vivendo tutti insieme. Grazie a Dio stanno risalendo uno a uno per raggiungere le famiglie. E’ un miracolo quello che stanno condividendo con noi”.
Mentre per le strade di Santiago si respira un clima da vittoria del mondiale di calcio, nelle chiese si prega.
Nella cattedrale della capitale sono iniziate le orazioni che continueranno fino a che non sarà liberato l’ultimo minatore.
“Siamo profondamente commossi – dice l’Arcivescovo di Santiago, Francisco Javier Errazuriz – Non lo sono solo coloro che sono stati alla miniera ma anche chi da lontano ha seguito il loro percorso. Lo fanno con una forza immensa e ora stanno per essere liberati. E’ una meraviglia”.
I 33 minatori, ormai degli eroi nazionali per i cileni, verranno premiati con delle medaglia dal sindaco di Copiapò, anche se il vero riconoscimento lo stanno ricevendo nei festeggiamenti per le strade.
Chile, minatore Sepulveda: “Il mondo del lavoro deve fare molti cambiamenti”
‘Non trattatemi come se fossi un artista, un animatore’‘: Così Mario Sepulveda, il secondo operaio ad essere stato estratto dalla miniera di San José. Nelle brevi dichiarazioni fatte poco dopo aver riabbracciato i suoi cari, l’uomo, di cui i media hanno messo in risalto il carattere aperto e le doti di comunicatore, ha detto di voler continuare ‘‘a essere trattato come un lavoratore, come un minatore’‘. Oltre a ringraziare Dio e i soccorritori, ha parlato della necessità di cambiamenti nel mondo del lavoro.
“Ero con Dio e con diavolo: entrambi mi volevano, ma è Dio che ha vinto, ho preso la sua mano, era la migliore” ha affermato. “Ho sempre avuto fede nei professionisti cileni e nel Creatore”. “Penso che questo Paese – ha poi aggiunto – debba comprendere una volta per tutte che si possono fare dei cambiamenti nel mondo del lavoro: ne devono essere fatti molti. Noi, minatori, non ci fermeremo qui”.
I cileni e il mondo intero hanno gli occhi puntati sulle operazioni di salvataggio in corso. Le famiglie dei minatori ancora intrappolati a oltre seicento metri di profondità stanno aspettando con il fiato sospeso di poter riabbracciare a loro volta i propri cari.
Copyright © 2010 euronews
giovedì 24 dicembre 2009
I contratti non si firmano, ma i politici si aumentano le indennità mensili.
www.tsmagazine.co.uk - - Pubblichiamo questo comunicato del sindacato Alpis f-vg, perchè è l'unico ad aver posto il problema, e pertanto intendiamo aiutarli.
Sindacato Alpis – Zujst F.V.G. Associazione lavoratori pubblico impiego e servizi Friuli Venezia
Giulia - Alpis F.V.G.
www.alpis.fvg. it Trieste 22 dicembre 2009
Eccoli di nuovo!!! Senza pudore o vergogna
Eccoli di nuovo: senza nessun pudore o vergogna la casta continua imperterrita a dettare le (proprie) leggi a proprio uso e consumo, senza remore, senza rigurgiti di coscienza e/o nessuna coerenza con quanto portato avanti, viceversa, per i contratti di tutti i dipendenti del Comparto Unico, senza tener conto o avere a riferimento la crisi in atto con moltissimi cassa integrati, licenziamenti e precari a vita.
Nell’ultima riunione con l’ARERAN (22 dicembre ‘09) è stata ulteriormente confermata la volontà di penalizzare i lavoratori del Comparto Unico regionale non concedendo loro neanche l’aumento previsto, in percentuale, dagli accordi in vigore e già liquidato a livello nazionale.
La motivazione è che il lavoratore pubblico è privilegiato per il suo posto fisso, ha già avuto tanto forse troppo dal Comparto Unico, perciò, deve capire e di conseguenza, in un momento di crisi, deve partecipare al risparmio delle spese del bilancio regionale.
Qualcuno allora, dovrebbe spiegare ai lavoratori perchè per i nostri baldi consiglieri regionali, quasi tutti, non vale la stessa considerazione visto che si sono aumentati da soli, come sempre, i loro emolumenti economici...sui “buoni pasto” che oggi sono di 650€ mensili e le spese di viaggio…che oggi vanno da 371 a 2.230 € mensili.
Sarà sicuramente legittimo ma “grida allo scandalo”… Forse che Orwell aveva ragione?
Tutti sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri…?
BRAVI…e…COMPLIMENTI…
MA…LA VOSTRA CONTROPARTE…DOV’E’??? DORME?
NON VI SEMBRA SIA MOLTO IMBARAZZANTE GIOCARE DA SOLI …SENZA ARBITRI…?
MA… POI…ALLA FINE…SI CAPISCE, LO FACEVAMO TUTTI DA BAMBINI…
E’ FACILE GIOCARE DA SOLI…E …NELLO STESSO TEMPO…
DARSI – FARSI LE REGOLE DEL GIOCO
…A CUI SI GIOCA…
LA COSCIENZA POLITICA GRADIREBBE VIRTU’ E PUDORE NELLE SCELTE…PUBBLICHE…
Cara “politica” non è la cifra che conta, ma bensì il principio e l’esempio che si dà…
Ma forse i lavoratori pretendono troppo: sono assenteisti, fannulloni, scansafatiche, mangiapane a tradimento, non degni di uncontratto che dia loro il recupero, alla fine neanche quello se si calcola il “fiscal-drag”, di quanto perso in potere d’acquisto negli
ultimi due anni.
Alpis Zujst FVG ritiene tutto questo estremamente ingiusto, scorretto e iniquo perciò continuerà a denunciarlo in tutte le sedi.
Alpis Zujst FVG intende rimarcare l’atteggiamento sconsiderato della “politica” che non vuole riconoscere il dovuto, innescando pure una divisione-conflitto fra i lavoratori privati contro i pubblici, e continua a esercitare il suo potere legislativo senza rendersi conto che
non si può:
PREDICARE BENE E RAZZOLARE MALE
Alpis Zujst FVG ritiene che l’esser contro qualcuno con suddivisioni fittizie e di pura convenienza, forse politica ma sicuramente economica, non faccia mai bene alla società civile, la “politica” dovrebbe tener conto…
Sindacato Alpis – Zujst F.V.G. Associazione lavoratori pubblico impiego e servizi Friuli Venezia
Giulia - Alpis F.V.G.
www.alpis.fvg. it Trieste 22 dicembre 2009
Eccoli di nuovo!!! Senza pudore o vergogna
Eccoli di nuovo: senza nessun pudore o vergogna la casta continua imperterrita a dettare le (proprie) leggi a proprio uso e consumo, senza remore, senza rigurgiti di coscienza e/o nessuna coerenza con quanto portato avanti, viceversa, per i contratti di tutti i dipendenti del Comparto Unico, senza tener conto o avere a riferimento la crisi in atto con moltissimi cassa integrati, licenziamenti e precari a vita.
Nell’ultima riunione con l’ARERAN (22 dicembre ‘09) è stata ulteriormente confermata la volontà di penalizzare i lavoratori del Comparto Unico regionale non concedendo loro neanche l’aumento previsto, in percentuale, dagli accordi in vigore e già liquidato a livello nazionale.
La motivazione è che il lavoratore pubblico è privilegiato per il suo posto fisso, ha già avuto tanto forse troppo dal Comparto Unico, perciò, deve capire e di conseguenza, in un momento di crisi, deve partecipare al risparmio delle spese del bilancio regionale.
Qualcuno allora, dovrebbe spiegare ai lavoratori perchè per i nostri baldi consiglieri regionali, quasi tutti, non vale la stessa considerazione visto che si sono aumentati da soli, come sempre, i loro emolumenti economici...sui “buoni pasto” che oggi sono di 650€ mensili e le spese di viaggio…che oggi vanno da 371 a 2.230 € mensili.
Sarà sicuramente legittimo ma “grida allo scandalo”… Forse che Orwell aveva ragione?
Tutti sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri…?
BRAVI…e…COMPLIMENTI…
MA…LA VOSTRA CONTROPARTE…DOV’E’??? DORME?
NON VI SEMBRA SIA MOLTO IMBARAZZANTE GIOCARE DA SOLI …SENZA ARBITRI…?
MA… POI…ALLA FINE…SI CAPISCE, LO FACEVAMO TUTTI DA BAMBINI…
E’ FACILE GIOCARE DA SOLI…E …NELLO STESSO TEMPO…
DARSI – FARSI LE REGOLE DEL GIOCO
…A CUI SI GIOCA…
LA COSCIENZA POLITICA GRADIREBBE VIRTU’ E PUDORE NELLE SCELTE…PUBBLICHE…
Cara “politica” non è la cifra che conta, ma bensì il principio e l’esempio che si dà…
Ma forse i lavoratori pretendono troppo: sono assenteisti, fannulloni, scansafatiche, mangiapane a tradimento, non degni di uncontratto che dia loro il recupero, alla fine neanche quello se si calcola il “fiscal-drag”, di quanto perso in potere d’acquisto negli
ultimi due anni.
Alpis Zujst FVG ritiene tutto questo estremamente ingiusto, scorretto e iniquo perciò continuerà a denunciarlo in tutte le sedi.
Alpis Zujst FVG intende rimarcare l’atteggiamento sconsiderato della “politica” che non vuole riconoscere il dovuto, innescando pure una divisione-conflitto fra i lavoratori privati contro i pubblici, e continua a esercitare il suo potere legislativo senza rendersi conto che
non si può:
PREDICARE BENE E RAZZOLARE MALE
Alpis Zujst FVG ritiene che l’esser contro qualcuno con suddivisioni fittizie e di pura convenienza, forse politica ma sicuramente economica, non faccia mai bene alla società civile, la “politica” dovrebbe tener conto…
venerdì 13 giugno 2008
Lettera al Presidente della Repubblica Italiana dai lavoratori di Melfi
MELFI - Vittorio Cilla ha due figli e 1.200 €uri al mese inbusta paga, assegni familiari compresi. Passa tutta la vita a realizzare sportelli che poi saranno montati su auto. E un poco gli sono girate. "Perché ho fatto un conto: questi signori che cumulano il doppio incarico, quello di parlamentare e di consigliere regionale, in un mese intascano quanto me in un anno intero. Mi sembra uno scandalo, una vergogna". Per questo l'operaio Vittorio prima è sbottato in mensa, poi ne ha parlato in macchina e in piazza: infine insieme con otto colleghi - tutti dipendenti della ****, l'azienda della **** di Melfi, o di ditte dell'indotto - ha deciso di prendere carta e penna edi scrivere al presidente della Repubblica. "Ci sentivamo umiliati e un poco ci vergognavamo anche" spiega Antonio. Loro cittadini lucani rappresentati da quattro consiglieri regionali (2 del Pd, 2 del Pdl) che, in attesa di scegliere, cumulavano incarico e indennità.
Ricordiamo che detta "pratica" avviene in altre circostanze e regioni. ( nota tsm.net )
"È proprio così difficile - hanno così scritto al Presidente della Repubblica insieme con Michele ,Antonio , Franco , Giovanni - avere norme che impediscano cose di questo genere? Come si può chiedere a chi percepisce 1.000 €uri al mese di vivere onestamente se poi lo Stato permette queste cose? Presidente, speriamo in un suo autorevole intervento affinché cose come queste e tante altre (negative) che caratterizzano la pratica politica non si verifichino, se si vuole che i cittadini tornino ad avere fiducia nei loro rappresentanti".
Una prima risposta c'è stata.
I deputati lucani hanno fatto sapere di aver già esercitato la scelta ("nel rispetto dei termini previsti dalla normativa"): resteranno a Roma, e il consiglio regionale ratificherà il tutto nella prossima seduta.
Ma soprattutto - dopo l'articolo di Repubblica di ieri che ha sollevato il caso dei 39 parlamentari che sono anche consiglieri regionali - la Giunta per le elezioni di Montecitorio ha accelerato le procedure: ieri ha inviato una lettera ai venti deputati chedevono risolvere la loro incompatibilità. Se non arriverà una risposta entro due settimane, richiederà l'intervento del presidente della Camera. Il Senato ha già inviato un "avviso" del genere.
Se ne dovrà fare una ragione un senatore siciliano. Lui è infatti uno e trino: oltre a essere stato eletto al Senato, è deputato della regione Sicilia e da poco anche assessore regionale ai Beni culturali. A ogni carica corrisponde un'indennità: tradotto, circa 30.000 €uri al mese. Fosse stato per lui, avrebbe continuato a fare tutto: ha inviato una memoria alla commissione, spiegando che la legge siciliana gli consentirebbe il triploincarico. Da Roma gli hanno detto di no, lui dovrebbe optare per Palermo. In altre Regioni, però, il cumulo dell'indennità non è possibile: in Puglia per esempio, grazie a una norma appena approvata.
Ma non significa che non avvenga.. e che dire dei parlamentari che sono già pubblici dipendenti ( dirigenti, professori alle università ecc ) e che continuano a percepire lo stipendio e fanno la guerra ai pubblici dipendenti da 1.000 €uri al mese ?
Ricordiamo che detta "pratica" avviene in altre circostanze e regioni. ( nota tsm.net )
"È proprio così difficile - hanno così scritto al Presidente della Repubblica insieme con Michele ,Antonio , Franco , Giovanni - avere norme che impediscano cose di questo genere? Come si può chiedere a chi percepisce 1.000 €uri al mese di vivere onestamente se poi lo Stato permette queste cose? Presidente, speriamo in un suo autorevole intervento affinché cose come queste e tante altre (negative) che caratterizzano la pratica politica non si verifichino, se si vuole che i cittadini tornino ad avere fiducia nei loro rappresentanti".
Una prima risposta c'è stata.
I deputati lucani hanno fatto sapere di aver già esercitato la scelta ("nel rispetto dei termini previsti dalla normativa"): resteranno a Roma, e il consiglio regionale ratificherà il tutto nella prossima seduta.
Ma soprattutto - dopo l'articolo di Repubblica di ieri che ha sollevato il caso dei 39 parlamentari che sono anche consiglieri regionali - la Giunta per le elezioni di Montecitorio ha accelerato le procedure: ieri ha inviato una lettera ai venti deputati chedevono risolvere la loro incompatibilità. Se non arriverà una risposta entro due settimane, richiederà l'intervento del presidente della Camera. Il Senato ha già inviato un "avviso" del genere.
Se ne dovrà fare una ragione un senatore siciliano. Lui è infatti uno e trino: oltre a essere stato eletto al Senato, è deputato della regione Sicilia e da poco anche assessore regionale ai Beni culturali. A ogni carica corrisponde un'indennità: tradotto, circa 30.000 €uri al mese. Fosse stato per lui, avrebbe continuato a fare tutto: ha inviato una memoria alla commissione, spiegando che la legge siciliana gli consentirebbe il triploincarico. Da Roma gli hanno detto di no, lui dovrebbe optare per Palermo. In altre Regioni, però, il cumulo dell'indennità non è possibile: in Puglia per esempio, grazie a una norma appena approvata.
Ma non significa che non avvenga.. e che dire dei parlamentari che sono già pubblici dipendenti ( dirigenti, professori alle università ecc ) e che continuano a percepire lo stipendio e fanno la guerra ai pubblici dipendenti da 1.000 €uri al mese ?
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