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giovedì 6 settembre 2018

Germania, Vogliono tagliare una foresta per aprire una miniera di lignite. In 5000 a tutela degli alberi.

 Miniera di Hambach, la protesta esplode

Ieri oltre 5.000 attiviste ed attivisti da tutta Europa hanno invaso la miniera tedesca, una delle maggiori responsabili delle emissioni inquinanti nel continente. Proprio mentre iniziava la Cop23 a Bonn
Dopo la Climate March di domenica a Bonn, nelle prime ore del mattino di ieri in centinaia si sono radunati alla stazione di Buir, nei pressi della miniera di lignite più vasta d’Europa, la miniera di Hambach –  di proprietà della compagnia mineraria RWE – e della Hembarcher Forst, la foresta che provvede alla maggior parte dell’assorbimento di CO2 per il “vecchio continente” e in cui – dall’aprile del  2012 – si trovano presidi di attiviste ed attivisti del movimento “stop coal”.
I blocchi alla miniera di lignite si sono protratti sino a tardo pomeriggio.


fonte : lanuovaecologia.it/

martedì 25 ottobre 2016

i rischi dell'utilizzo di plastica


Collaborazione di Greta Orsi e Silvia Scognamiglio

Negli ultimi sessanta anni la plastica ha rivoluzionato la nostra vita e ormai avvolge tutto, anche il cibo che mangiamo ogni giorno. Basta pensare che il 90% degli imballaggi alimentari è in plastica, dalle bottiglie dell'acqua alle alici sott'olio, dagli utensili da cucina ai contenitori, ai piatti.
Le plastiche sono colorate, morbide, dure, trasparenti, ma per realizzarle servono plastificanti, antiossidanti, inchiostri, solventi. Una piccola dose di sostanze chimiche migra dal contenitore al cibo. Ci sono delle norme europee da rispettare e dei limiti da non superare perché alcune sostanze interferiscono col sistema endocrino, e altre sono cancerogene. Però si scopre che il limite consentito per il bisfenolo A, contenuto in molte lattine (dalla conserva al tonno), per le autorità sanitarie francesi non è sicuro, e quella sostanza in Francia è stata bandita. Un calcolo che nessuno ha fatto è sulla somma delle sostanze che a fine giornata una persona assume. Invece per quel che riguarda le dose massime giornaliere consentite, si riferiscono a un adulto di sessanta chili. Nessuno sa quale sia la dose tollerabile per un bambino. L'inchiesta ricostruirà i comportamenti quotidiani che espongono di più a questi interferenti endocrini, a partire dalle tende per doccia in pvc, e darà anche indicazioni su come limitare i danni.
fonte : http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-55b85b62-3186-4ebd-a9fe-7eb7c5cb79b1.html

martedì 20 agosto 2013

Greenpeace : api al sicuro con l'alveare fai da te


Le istruzioni di Greenpeace per costruire un rifugio per gli insetti
Greenpeace ha invitato gli amici dell'ambiente a costruire alveari fai da te per ospitare le api in fuga dai pesticidi killer. L'iniziativa, rivolta agli ambientalisti più volenterosi, si inserisce nel quadro della lotta dell'associazione contro l'uso dei neonicotinoidi in agricoltura.

istruzioni per costruire una "casa" - Per la struttura si usa una cassa di legno come cornice. All'interno vengono inseriti dei ceppi di legno in cui si praticano dei fori perché le api trovino dei piccoli buchi in cui entrare. Per quanto riguarda l'interno, deve essere riempito con gambi di fiori e piante, piccoli fusti ed erba così le api potranno costruire i loro giacigli. Fatto ciò, si deve fissare il rifugio in un posto adatto e in poco tempo le prime api pioniere inizieranno ad arrivare.

Il posto ideale - Per il rifugio, bisogna trovare il posto più tranquillo possibile e protetto dalla pioggia. Dopo che la colonia si sarà trasferita, non dovrà più essere spostato altrimenti le api potrebbero non ritrovare la strada di casa e morire. Sono adatti i luoghi vicini a campi con fiori come papaveri, fiordaliso o bocche di leone.

Cosa mettere dentro il rifugio - All'interno del giaciglio, bisogna mettere dei ceppi in legno come quercia o faggio, oppure un mattone cavo di cemento pulito. Come ulteriore riempimento si possono usare canne, magari di bambù, e piccoli ramoscelli.

 http://salviamoleapi.org/
fonte : tgcom24.mediaset.it

 

martedì 6 agosto 2013

Germania, proposta dei Verdi : Vegetariani per legge (un giorno alla settimana)

Il progetto tedesco: niente carne né salsicce per educare i bambini a un'alimentazione sostenibile.


BERLIN- Il nome l'hanno già trovato: «Veggie Day». Il resto potrebbe succedere dopo le elezioni tedesche di settembre.
Se i verdi andranno al governo, promettono di istituire - scritto tra i punti del programma - la «giornata vegetariana». Un giorno in cui - un po' come i venerdì delle campagne cattoliche delle nostre nonne - la carne sarà bandita dalle mense degli uffici pubblici e delle scuole tedesche. L'obiettivo dichiarato è di ridurre il consumo della carne, che vede la Germania tra i maggiori consumatori d'Europa, con 98 chili di carne a testa all'anno.

«Un Veggie Day è una giornata fantastica per provare come ce la possiamo cavare senza salsicce - dice Renate Kunast, il capogruppo verde -. Cucinare vegetariano è molto di più che lasciare da parte la carne». Non a caso la Germania, patria del più grande partito ecologista d'Europa, è da anni un supermarket mondiale del bio. Ci sono mercatini bio, caffè bio, ristoranti bio, anche la Bionade - una bibita gassata naturale nei sapori di varia frutta esotica -, che anni fa insidiò il primato di vendite della Coca Cola.


L'obiettivo dei verdi è duplice.
Da una parte, un'alimentazione più sana, che protegga l'uomo dalle malattie cardiovascolari, obesità e altro. Dall'altra, si mira a proteggere l'ambiente. Gli animali da pascolo, infatti, sono visti dagli ecologisti come uno dei responsabili del cambiamento climatico.
Il ragionamento degli anti-carne è lineare.
Il 30 per cento della superficie sfruttabile della Terra è coperta da pascoli, contro il 4% usato dall'agricoltura.
Non solo.
La biomassa prodotta dagli animali è doppia rispetto a quella creata dagli uomini, ed è responsabile del 5% delle emissioni di diossido di carbonio e del 40% del metano - un gas serra ben più pericoloso. Inoltre, se i consumi di carne dei Paesi emergenti (Cina e India, in primo luogo) cresceranno con i trend attuali, nel 2050 gli animali da pascolo produrranno emissioni pari a metà del traffico stradale e aereo.
Una tendenza che - credono anche i verdi tedeschi - bisogna cominciare a contenere.
E il «Veggie Day»?
In Germania ha scatenato una valanga di reazioni, finendo tra gli argomenti del giorno, e intasando le communità in rete dei giornali, dalla Zeit a Handelsblatt .
A leggerle, però - «lo Stato vuole spiarmi anche nel piatto?» o «sono quasi vegetariano, ma non se me lo ordina lo Stato» - l'idea dei verdi (con diversi esponenti politici costretti ieri a spiegarsi o a precisare) più che adepti ha trovati contestatori. In rivolta non solo contro la «dittatura dei vegetariani», ma anche contro l'idea stessa di uno Stato (etico) che, fin nella composizione del menù, si prende attivamente cura - con una serie di prescrizioni - del benessere dei cittadini. L'idea che, per capirci, manda in bestia G.Ferrara, ma che dalla Francia (dove lo Stato ha aumentato le tasse su una certa bevanda), viene in più modi sperimentata. Non fosse altro, ed è l'approccio inglese, perché l'obesità pesa sulla sanità e sullo Stato sociale.
I verdi tedeschi dicono:
«È bene per tutti mangiare più sano». Nel 2011 ci provarono già. A Stoccarda, capitale dell'auto e loro roccaforte. Ma l'opposizione dei dipendenti pubblici fu tale che il decreto, già scritto, venne ritirato.

fonte : corriere.it

mercoledì 29 maggio 2013

Nocività delle onde wifi sperimentata da studenti danesi


Un gruppo di cinque giovani studentesse della scuola danese di Hjallerup ha condotto un esperimento sui semi di crescione.
Queste studentesse erano interessate a determinare se le onde wifi influenzato o meno lo sviluppo di alcune piante.
I risultati sono impressionanti.
Per 12 giorni, hanno studiato dei semi di crescione.
Il primo gruppo di semi è stato esposto a microonde wireless, il secondo invece è stato isolato da qualsiasi radiazione.
Risultato: i semi esposti alle radiazioni hanno appena germogliato e alcuni sono persino mutati, mentre quelli non esposti alle radiazioni, si sono sviluppati senza problemi (come mostrato nelle due foto qui sotto).
Questi giovani studenti hanno preparato la loro esperienza, disponendo i loro semi in 12 piatti, in due stanze separate, la prima esposta a onde di un router standard 802.11g WiFi IEEE, la seconda invece isolata. Illuminazione e irrigazione sono state identiche per tutti.
L'idea di questo esperimento è venuto per la difficoltà di concentrazione in classe.
Uno di questi ragazzi spiega: "Abbiamo pensato che la difficoltà di concentrazione e talvolta insonnia a scuola, derivasse dal fatto che avevamo dormito con i nostri telefoni cellulari accanto alla testa". Da questa osservazione, hanno elaborato l’esperimento che mostra l'effetto delle onde . Aggiunge infine che "è davvero spaventoso osservare un simile effetto e siamo rimasti veramente colpiti da tali risultati"







Questo esperimento semplice e geniale ha sùbito attirato l'attenzione degli esperti di onde elettromagnetiche. Alcuni seri ricercatori nel Regno Unito, Svezia e Paesi Bassi hanno mostrato interesse per il progetto. Alcuni hanno deciso di ripetere l'esperimento nei loro laboratori.
Il prof. Olle Johansson del Karolinska Institute di Stoccolma ha detto: "nei limiti delle loro competenze, le ragazze hanno sviluppato e documentato un lavoro di grande eleganza. La ricchezza dei dettagli e la precisione è esemplare, la scelta di crescione è stata molto intelligente"


 a Sinistra Semi di crescione non esposti al Wifi  


    

a destra Semi di crescione esposto alle radiazioni Wifi


Alla fine, gli studenti hanno ricevuto il premio "Giovani Ricercatori".
Forti delle conclusioni del loro esperimento, hanno deciso di togliere i telefoni cellulari dalle loro stanze, e spegnere i loro computer prima di coricarsi.
In tutto il mondo il wifi sta diventando sempre più comune, potente e veloce.
Recentemente, la Samsung ha battuto un record di velocità ottenendo una connessione di rete wireless dalla velocità di 40 Gb/s. Con tale velocità si è in grado di trasferire 10 filmati HD in un secondo. 

un tester di campo :
 http://de.flukenetworks.com/enterprise-network/network-testing/AirCheck-Wi-Fi-Tester

francoise :

English : 

http://abcnews.go.com/blogs/technology/2013/05/can-wifi-signals-stunt-plant-growth/

venerdì 26 aprile 2013

Ministero Ambiente : No definitivo al gassificatore di Zaule a Trieste

Stop ai rigassificatori di Trieste. Clini: non ci sono le condizioni

di  M.dè Francesco 26 aprile 2013


TRIESTE. Dopo lo stop di aprile del ministero dell'Ambiente al terminal on shore di Zaule, sulla terraferma triestina, il ministero all 'Ambiente  ha chiuso la porta al progetto del gassificatore di metano liquido proposto dalla compagnia energetica spagnola Endesa (rilevata, per la parte italiana, dalla tedesca E.On) nel golfo di Trieste e in mare aperto, a 19 chilometri a ovest del capoluogo friulano, lì dove l'acqua è profonda 24 metri.
Si fermano, nell'Adriatico nord-orientale, due tra i progetti più ambiziosi relativi al ciclo di trasporto del gas naturale. D'altra parte, entrambi i piani hanno trovato la ferma opposizione di parte delle istituzioni e degli ambientalisti ( Greenaction transnational commento tsm); contro quello terrestre (presentato dalla società spagnola Gas Natural Fenosa: nel vallone di Zaule, nel Punto Franco Olii minerali  (precisazione TSM )area ex Esso di Trieste: un terminal con una capacità di 300 mila metri cubi di metano liquefatto) si era mosso il governo sloveno, che mesi fa aveva minacciato di ricorrere alla Corte di giustizia europea.
Da ricordare l'audizione presso la Commissione Europea da parte di Greenaction e il Movimento Trieste Libera ( precisazione TSM ). Anche per questo, il Ministro aveva sospeso la valutazione di impatto ambientale.
Quanto invece al piano per l'impianto offshore, un decreto ministeriale precisa le motivazioni per le quali la Via non può essere concessa: il "quadro informativo" è carente; e mancano al proponente le autorizzazioni (del Viminale) previste dell'art.19 del D. Lgs. 334/1999 (c.d. "Seveso bis"), espresse sulla base di potenziali pericolosità dell'impianto; occorre un'ordinanza del ministero dei Trasporti relativa alla sicurezza della navigazione; va definita, infine, una Zona di Sicurezza «correlata al rischio di incidente» all'interno del la struttura «ma i cui effetti si possono ripercuotere all'esterno».
A proposito del l'area di sicurezza, secondo il decreto «comporta una nuova definizione dello schema di separazione del canale di traffico» e un «restringimento di tutte le navi in uscita dal golfo di Trieste»; inoltre, si chiarisce che «la Zona di Sicurezza non potrà assolutamente estendersi all'interno dei mari territoriali della Repubblica di Slovenia e di quella di Croazia», in quanto nell'area saranno vietati sia la pesca che l'ancoraggio e lo stazionamento delle navi in attesa. D'altra parte, per il ministero è chiaro che un piano del genere deve essere visto in un ambito più vasto, assieme a progetti simili in corso in Slovenia e in Croazia; pertanto il Ministro Italiano all' Ambiente ha scritto una lettera al ministro sloveno dell'Ambiente e dell'Agricoltura, per ricordare che bisogna «considerare le problematiche ambientali dell'Alto Adriatico in un contesto unitario e allargato, che tenga conto anche della necessità di approvvigionamento e di diversificazione energetica dei Paesi rivieraschi».
Comunque sia, secondo  il Ministro Italiano all' Ambiente «allo stato degli atti non è rilasciabile la Valutazione di impatto ambientale in quanto non sono disponibili i dati relativi all'estensione della zona di sicurezza attorno al gassificatore, come le cosiddetta “Zona di sicurezza”, la separation zone e il corridoio di sicurezza, anche in relazione con le direttive dell'Imo, l'International maritime organization». A questo proposito, Clini fa l'esempio di un impianto analogo, quello realizzato negli anni scorsi in Italia, al largo del delta del Po di fronte a Porto Levante (Ro), per il quale la Capitaneria di porto di Chioggia ha stabilito sulla base delle direttive Imo prescrizioni di sicurezza che - se applicate al progetto offshore di Trieste - «avrebbero impatti significativi sul traffico portuale di Trieste e sulle acque territoriali dei Paesi vicini».
D'altra parte, si tratta di un progetto di vaste proporzioni: il metano liquido, una volta scaricato dalle navi, dovrebbe essere stoccato in due serbatoi (grandi contenitori isolati termicamente) della capacità netta di 160 mila metri cubi ciascuno, equivalenti, nel complesso a 192 miliardi di litri di gas. Il gas dovrebbe essere convogliato alla rete nazionale dei gasdotti attraverso un metanodotto di collegamento con la rete nazionale costituito da una condotta sottomarina della lunghezza di circa 12 km, dal Terminale di Trieste alla costa e da una condotta a terra della lunghezza di circa 19 chilometri fino a Cervignano.


fonte : IlSole 24Ore.it


( fin dall' inizio, al friuli i benefici, mentre a Trieste tutti i rischi. Ebbene è proprio così perchè le agevolazioni applicate in questi casi sono fruibili solo dalle zone di “allaccio” alla rete, non in quelle di “sbarco”. TSM

lunedì 1 aprile 2013

Wifi radiazioni dannose emesse per tutti gli esseri viventi

 

Video indipendente realizzato con apparecchiature professionali. I router wifi sono molto diffusi, ultimamente le Istituzioni italiane, a differenza di quelle Scandinave, tedesce, Austriache e Britenniche, spingono molto per la loro diffuzione nei luoghi pubblici. Spegnete le antenne wifi dei vostri dispositivi quando NON vi servono.

martedì 12 febbraio 2013

Elezioni politiche 2013 : Animali: sì, no, forse, boh, nulla. Gli impegni dei partiti

Dal sito ufficiale della L.A.V. :
In qualche caso sì e bene, in altri in maniera parziale ma positiva, in altri ancora no o negativi o confusi fra più posizioni interne E’ la fotografia, multicolore e trasversale, dei programmi dei partiti in tema di animali per le prossime elezioni del nuovo Parlamento.
Per chi non li ha menzionati, gli animali evidentemente non esistono o rappresentano temi sui quali non è importante prendere posizione. Come se l’uso degli animali non abbia a che fare con la vita di tutti i giorni, con l’economia, con la legalità, con il lavoro, la sicurezza, la salute.
Chi ha menzionato gli animali, talvolta solo i domestici, talvolta solo ricordando la questione “parchi e aree protette”, in altri casi includendo tutte le attività di uso e sfruttamento degli animali, lo ha fatto prendendosi impegni importanti, singoli, parziali o complessivi. Altro aspetto, le differenze fra animali: in alcuni casi ci si impegna contro l’abbandono di cani e gatti ma contemporaneamente si difende la caccia.
I Programmi, per diventare realtà, lo sappiamo bene, hanno bisogno di gambe e valide per poter essere sostenuti e braccia per poter essere realizzati.
I Programmi non sono tutto, certo, ma sono una premessa importante e su questi, oltre a segnalarli, vigileremo e pubblicizzeremo conferme, positive o negative sorprese per tutta la prossima Legislatura. Così come continueremo a dare conto su www.iovotoconilcuore.it delle adesioni dei singoli candidati al Programma della Federazione Italiana Diritti Animali e Ambiente - programma che abbiamo recapitato tre settimane fa a tutti i partiti e movimenti - talvolta date positivamente anche in parziale disaccordo con la propria lista o ad arricchimento delle posizioni del proprio partito.



FARE PER FERMARE IL DECLINO: prende impegni generali su parchi e aree protette. I diritti degli animali non sono menzionati
A “Le Scienze”, Giannino si è dichiarato a favore della sperimentazione sugli animali

FRATELLI D’ITALIA: Nessuna menzione degli animali, il capitolo 16 è dedicato all’ambiente.
 Il 21 gennaio scorso ha sottoscritto un accordo con il Movimento per la Caccia e la Civiltà Rurale-Associazione Cacciatori Veneti  

FUTURO E LIBERTA’: Nessuna menzione degli animali

IO AMO L'ITALIA : Nessuna menzione degli animali. anzi.. se cercate trovate qualcosa relativa a un cotrasto col sindaco di Padova che, secondo loro.. " troppo tutela gli animali"

LA DESTRA: Nessuna menzione degli animali

LEGA NORD: In Coalizione con il PDL, menzionate nel capitolo 14 la “valorizzazione del sistema parchi e delle aree protette”, “green economy”, “tutela degli animali da compagnia e affezione e cancellazione delle spese relative agli stessi dal redditometro”, “misure contro gli abbandoni degli animali come strumento di lotta ala randagismo”. Per l’associazionismo l’impegno nel capitolo 16 è la “stabilizzazione e il raddoppio del 5 per mille”
Nel suo Programma la caccia è “da difendere e rilanciare” 

MOVIMENTO 5 STELLE: -MOVIMENTO 5 STELLE: Nessuna menzione dei diritti degli animali. Nella parte “Ricerca” non vincola la richiesta di aumento dei fondi al non uso della vivisezione. Alcuni attivisti hanno pubblicato un Manifesto che è a favore anche dei diritti degli animali <="" degli="" diritti="" anche="" favore="" a="" è="" che="" manifesto="" color="#336900">mentre altri si sono espressi a favore della vivisezione e poi hanno rettificato 
<="" degli="" diritti="" anche="" favore="" a="" è="" che="" manifesto="" color="#336900">  Grillo ha confermato di essere contro la vivisezione perché “inutile, crudele, dannosa”

PARTITO DEMOCRATICO: Fra gli obiettivi vi è il “contrasto severo dei reati contro l’ambiente”  mentre nella parte “Salute” è scritto che “Riteniamo anche che in questo quadro possano essere comprese le politiche, opportune in sé, di tutela degli animali d'affezione, troppo sovente l'unica, ultima compagnia dei più deboli”.
A “Le Scienze”, Bersani si è schierato a favore della sperimentazione sugli animali 
 Nel Programma dell’area tematica PD “tutela animali” ripreso nel Programma del Patto dei Democratici, il PD è invece ufficialmente contrario alla vivisezione 

POPOLO DELLA LIBERTA’: In Coalizione con la Lega Nord, menzionate nel capitolo 14 la “valorizzazione del sistema parchi e delle aree protette”, “green economy”, la “tutela degli animali da compagnia e affezione e cancellazione delle spese relative agli stessi dal redditometro”, “misure contro gli abbandoni degli animali come strumento di lotta ala randagismo”. Per l’associazionismo l’impegno nel capitolo 16 è la “stabilizzazione e il raddoppio del 5 per mille” 

RIVOLUZIONE CIVILE: Fra gli obiettivi vi sono l’inserimento dei reati contro l’ambiente nel codice penale, stop a consumo del territorio, no alle grandi opere, messa in sicurezza del territorio. “Va tutelata la biodiversità e difesi i diritti degli animali”
A “Le Scienze”, Ingroia si è detto favorevole solo a una limitazione della sperimentazione sugli animali 
 Nel successivo Programma completo della lista si legge che “Dobbiamo anche adottare una normativa che assicuri un'effettiva tutela dei diritti degli animali e per il superamento della vivisezione per costruire una società rispettosa di tutti gli esseri viventi”.

SCELTA CIVICA - MONTI: Nessuna menzione degli animali. Per la lista“la tutela dell’ambiente è investimento per il futuro e presupposto per vivere meglio il presente”

SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’: Ha aderito al Programma della Federazione Italiana Diritti Animali e Ambiente. Nichi Vendola ha scritto che “non solo lo condivido ma i temi da voi posti non sono marginali e figli di un Dio minore, ma una questione chiave che tocca l’evoluzione culturale dell’umanità in quel percorso per me cruciale della fuoruscita da un devastante antropocentrismo. Non a caso la frase chiave del mio programma su questo tema è appunto: L’uomo padrone di tutto oppure un creato a misura di tutti”
Il Programma di SEL ha uno specifico capitolo “Diritto agli animali”.“Porteremo il bisogno di cambiamento anche nel riconoscimento dei diritti degli animali, ed in un nuovo rapporto tra viventi”. Impegno anche su abolizione della vivisezione, caccia, riconversione ecologica dell’economia, sviluppo delle professioni verdi e nuovi stili di vita, difesa del territorio.

UDC: Nessuna menzione degli animali  Ha firmato il 22 gennaio scorso un Protocollo d’Intesa con il Partito di cacciatori e pescatori “Caccia e Ambiente”. 

Ovviamente siamo a disposizione di tutti i partiti per eventuali integrazioni o modifiche dei Programmi.
*Gianluca Felicetti, Presidente LAV

Guarda la nostra Agenda Politica "Io voto con il cuore"! 

venerdì 4 gennaio 2013

La Polonia vieta Mais e Patate OGM. Sfida alla CEE.

Il premier Polacco : la CEE vorrebbe il nostro via libera in "banco"

La Polonia ha imposto ieri nuovi divieti sulla coltivazione di alcune varietà di mais e di patate geneticamente modificati, il giorno dopo il via libera dell'Unione europea alle colture di Ogm (Organismi geneticamente modificati).
Stando ad una dichiarazione del governo di mercoledì, il governo del primo ministro Donald Tusk ha imposto il bando alla coltivazione diei seguenti prodotti :
 patate Amflora della tedesca BASF ;
mais e/o del grano MON 810 della statunitense Monsanto.
Il divieto di ceppi specifici utilizza essenzialmente una scappatoia legale per aggirare l'accettazione dell'Unione europea di questo genere di prodotti. 
Greenpeace, sentinella mondiale a livello ambientale, ha commentato il provvedimento, che entrerà in vigore il 28 gennaio. "Il governo ha mantenuto le promesse", ha scritto la sede polacca dell'associazione internazionale.
Tusk aveva promesso di vietare gli Organismi geneticamente modificati nel mese di novembre sulla scia di un via libera del Senato alla registrazione e alla vendita di piante geneticamente modificate, vietate in Polonia fino ad allora. Secondo il primo ministro, in base alle norme comunitarie, i legislatori erano stato costretto a far approvare in bianco le colture OGM entrate in vigore il primo gennaio di quest'anno.
fonte : nelcuore.org

sabato 17 novembre 2012

i cittadini Triestini dicono NO No al Gassificatore Gas Natural



Il Movimento Trieste Libera ritorna a manifestare nelle vie e nelle piazze di Trieste, “in difesa del Porto franco internazionale di Trieste”.
L’appuntamento è per domenica 18 novembre alle ore 10 in Piazza della Borsa.

“Trieste possiede la più estesa zona franca d’Europa (le stime internazionali riportano che il 25% della ricchezza mondiale è presente nelle free zones), non possiamo permettere che venga dismessa per essere destinata alla speculazione edilizia dei soliti noti. E’ necessario quindi impedire l’installazione di impianti ad alto impatto sul territorio, totalmente incompatibili con il nostro sviluppo portuale, come i rigassificatori.”
scrive il Movimento


fonte : Movimento Trieste Libera -  TLT -FTT  Territorio Libero di Trieste

Ricordiamo che per il Diritto Internazionale, pertanto Superiore agli altri Ordinamenti, l'area di "Porto Franco" può essere SOLO ampliata mentre NON può venir spostata o rideimensionata.
Si ricorda Inoltre che a Trieste non esiste solo il Punto Franco Nord/Porto Vecchio ma pure l'area di Porto franco del Porto Nuovo  e il terminal olii.

lunedì 10 settembre 2012

Il frigo che non ha bisogno di elettricità

Molte popolazioni già 5000 anni fa  utilizzavano il frigorifero di terracotta, ma questa straordinaria invenzione è stata per lungo tempo dimenticata.
Nel 1995 Mohammed Bah Abba, un insegnante nigeriano, ha riproposto questa idea per aiutare le famiglie povere in Nigeria.

Proveniente da un famiglia di vasai , Mohammed ingegnosamente ha fatto semplice uso delle leggi della termodinamica, per creare un frigorfero vaso-in-vaso che in arabo viene chiamato Zeer.


Ecco come funziona:

Prendete due vasi di terracotta, della stessa forma ma di misura diversa, e mettetene uno dentro l'altro. Quindi riempite con della sabbia lo spazio tra i due vasi, prima di versare acqua nella stessa cavità per inumidire la sabbia. Quindi mettete il cibo nel vaso interno e copritelo con un coperchio o uno straccio umido. Dovete solo fare in modo che il "frigorifero vaso-in-vaso" sia tenuto in uno spazio asciutto ma ben ventilato; le leggi della termodinamica poi faranno il resto.

Quando l'umidità nella sabbia evapora, porta via calore dal vaso interno, raffreddandone il contenuto. L'unica manutenzione richiesta, è l'aggiunta di altra acqua intorno, per due volte al giorno.

Ecco qualche idea sulla prestazione del "frigorifero" : gli spinaci che normalmente avvizzirebbero in poche ore nella calura africana, nel vaso durano circa 12 giorni: prodotti come i pomodori e i peperoni che in genere faticano a sopravvivere alcuni giorni, qui durano 3 settimane. Le melanzane aumentano la loro vita: da alcuni giorni a circa 1 mese.

A quanto pare, non tutte le risposte ai bisogni della vita arrivano da una presa di corrente e da un manuale di istruzioni...

Per ulteriori informazioni: http://practicalaction.org/home/zeerpots

Fonte: saluteolistica

sabato 1 settembre 2012

Festival vegetariano 2012 Gorizia


Il Festival Vegetariano si terrà a Gorizia, in Piazza della Vittoria, da venerdì 31 agosto a domenica 2 settembre 2012
L'accesso alla manifestazione è completamente gratuito e l'evento si terrà anche in caso di maltempo. 

Durante la manifestazione, ci sarà l’opportunità di: 

APPROFONDIRE lo stile di vita Veg, attraverso gli incontri con esperti, medici, scrittori e sostenitori della cultura vegetariana; 

GUSTARE grazie ai vari stand gastronomici e ad un menù100% vegetariano, messo a punto da raffinati chef per l’occasione; 

DIVERTIRSI con le animazioni pensate per i più piccoli: dai giochi, agli spettacoli di artisti di strada, giocolieri equilibristi e cantastorie.

Numerose sono le novità di questa terza edizione, a partire dal cambio di locazione che ci ha visto spostarci dalla periferia sino al cuore storico della città, in piazza Vittoria per passare attraverso l'aumento del numero delle giornate dedicate al mondo vegetariano & green, unitamente all'apertura tanto sistematica quanto naturale verso il bacino tematico dell'ambiente, dell'ecologia e dell'economia green.

Ma non solo, quest'anno abbiamo volutopuntare tutto sulla cultura, perché crediamo che sia l'unico, reale veicolo per trasmettere un messaggio, di attenzione e di cura prima di tutto, che nasce dalla più piccola azione quotidiana, per arrivare sino alle grandi imprese eroiche. 

Il più grande dei cammini incomincia con un passo. 
E noi l'abbiamo fatto!

L'ingresso a tutti gli eventi è gratuito. La manifestazione si terrà anche in caso di maltempo.

giovedì 2 agosto 2012

UE vieta le sementi tradizionali

 Ovviamente i media italiani non ne fanno menzione..

Con sentenza del 12 luglio 2012, la Corte di Giustizia della UE ha confermato il divieto di commercializzare le sementi delle varietà tradizionali e diversificate che non sono iscritte nel catalogo ufficiale europeo.

Fin dal 1998 è in vigore una direttiva della Comunità europea che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere (le note multinazionali) vietandolo agli agricoltori. Ciò che i contadini hanno fatto per millenni è diventato così, di colpo, un delitto. 

Con questa sentenza sono messe fuorilegge anche le associazioni di volontari impegnati nel recupero delle varietà antiche e tradizionali – ne esistono di benemerite anche in Italia – che commettono appunto questo crimine: preservano e distribuiscono a chi le chiede sementi fuori del catalogo ufficiale.

La sentenza ha preso di mira specificamente una di queste associazioni, la francese (ma nota in tutto il mondo) Kokopelli, che si batte per la biodiversità. Già nel 2008 questa associazione era stata condannata, per scambio di sementi antiche, a una multa di 35 mila euri: esosa punizione per un gruppo di volontariato, volta a renderne impossibile di continuare l’attività. Invece l’attività è continuata, grazie allo sforzo e ai contributi dei volontari. Sicchè oggi, un’altra grossa società che l’ha trascinata in giudizio davanti alla Corte d’appello di Nancy, la «Graines Baumaux», approfittando della sentenza della Corte europea ha chiesto ai giudici francesi di imporre a Kokopelli di pagare 100 mila euro per danni e inoltre – esplicitamente – «la cessazione di tutte le attività dell’associazione», pericolosa per il business , alla faccia della libertà d’opinione e d’azione. (lo spaccio di droghe, invece, sta per essere depenalizzato).

Si noti che la direttiva europea non osa vietare semplicemente e puramente lo scambio di sementi antiche: non vigono forse da noi tutte le libertà possibili e immaginabili? Lo fa obliquamente. Se si chiede di includere queste varietà nel catalogo ufficiale lo si ottiene – pagando profumatamente – e da quel momento diventa legale commerciarle. Il fatto è che queste varietà antiche e tradizionali sono di dominio pubblico, non appartengono a nessuno, e quindi nessuno ha interesse a sborsare per iscriverle nel catalogo. Ammettiamo che qualche buon samaritano lo faccia: dopo vent’anni, se nessuno le re-iscrive nel suddetto catalogo, comunque ne escono (e scambiarsele ridiventa un delitto).

Ovviamente, l’inghippo è escogitato per favorire le multinazionali delle sementi, che hanno i soldi e l’interesse economico di iscrivere nel registro ufficiale i loro semi ibridi, OGM, di loro proprietà o comunque brevettati. A causa di questa regolamentazione, accusa Semailles (un’altra associazione francese) «più dell’80% della biodiversità è scomparsa» dai campi europei.

Pardon, debbo correggermi: per iscrivere una semente nel catalogo ufficiale, pagare non basta. Occorre che la varietà in oggetto risponda ai criteri di «Distinzione, Omogeneità e Stabilità» (DHS nella lingua di legno eurocratica), qualunque cosa ciò significhi. Ma cosa significano esattamente questi criteri discriminanti? «Implicano che le sementi siano pochissimo variate», rispondono a Kokopelli: «Solo varietà ibride F1 o varietà lignee quasi cloniche rispondono a questi criteri. Tali criteri sono stati stabiliti al solo scopo di aumentare la produttività nelle prassi di agricoltura industriale».

Già: la Corte europea, nella sua motivazione , ha giustificato il divieto del commercio delle sementi antiche e tradizionali con l’obbiettivo, che giudica superiore ad ogni altro, di ottenere «una accresciuta produttività agricola»; concetto che ripete per 15 volte nel testo. Quasi che l’Europa fosse affollata di popolazioni malnutrite come il Bangladesh, bisognose di aumentare le loro rese alimentari. Due volte però la Corte giunge a sostenere che la legislazione proibizionista in vigore serve a scongiurare «la coltivazione di sementi potenzialmente nocive» (per contro, è legale che gli oncologi somministrino ai malati di cancro chemioterapici tutti di altissima tossicità, fra cui la ciclofosfamide, definita «cancerogena» dall’Istituto Superiore di Sanità italiano > chemio.pdf).

È appena il caso di notare che le sementi antiche e tradizionali sono già il risultato di una selezione – una selezione compiuta dagli esseri umani da diecimila anni – con l’ovvia conseguente eliminazione di specie «potenzialmente nocive» fin dalla preistoria, e che queste piante hanno nutrito la popolazione europea da millenni.

Ma è questo il nucleo di «progressismo» che è la dottrina ufficiale del potere eurocratico: l’esperienza plurimillenaria che l’umanità si è tramandata (la «tradizione») non conta nulla, non è che tenebra e sospetta superstizione; l’ultima parola cui dar fiducia, in fatto di sementi, è quella della «scienza», qual è rappresentata da Monsanto, Syngenta e le relative lobbies da queste pagate).

Lo stesso Avvocato Generale della Corte europea (ossia il «suo» avvocato) ha fatto notare l’assurdità di questo pretesto, rilevando giustamente che l’iscrizione obbligatoria al Catalogo non dichiara come scopo quello di proteggere i consumatori contro un qualche rischio sanitario o ambientale, a cui la legislazione vigente non fa’ alcun riferimento. A dire la verità, la Corte ha preso la sua decisione contro il parere del suo Avvocato Generale che, nella memoria depositata il 19 maggio precedente, rilevava che la registrazione obbligatoria di tutte le sementi nel catalogo ufficiale era una misura sproporzionata e violava i principii della libertà di esercizio dell’attività economica, della non-discriminazione e della libera circolazione delle merci. Uno dei tre dogmi del liberismo: non vige forse trionfalmente la «libera circolazione di uomini, merci e capitali»?

Ebbene, per una volta la Corte ha infranto il dogma ed ha dato torto alla sua Avvocatura Generale, altra cosa che non succede spesso, per non dire mai. Forse – chissà – perchè la potente lobby dei sementieri, la European Seed Association, durante la procedura ha avuto modo di far conoscere alla Corte il suo disaccordo con l’opinione dell’Avvocatura Generale; come oggi si rallegra in un comunicato della totale convergenza della Corte con le sue vedute. Fortunata coincidenza. (CJEU confirms validity of European seed marketing legislation)

«Perchè non esiste un registro ufficiale dei bulloni e delle viti?», si domanda la sconfitta Kokopelli. Forse perchè non c’è una Monsanto della minuteria metallica. Sottomettere le sementi ad una procedura del genere, che esiste ed è giustificata per i medicinali e i pesticidi, ha evidentemente il solo scopo di eliminare alla lunga le varietà di dominio pubblico, e quindi liberamente riproducibili, per lasciare in campo solo quelle brevettabili. L’agro-industria e le sue lobbies difendono la regolamentazione con l’argomento che essa permette di garantire il finanziamento della ricerca per specie «più resistenti e più produttive». Strano che in nome del libero mercato si pretenda la regolamentazione. La finanza invece, come ha preteso, è stata completamente deregolamentata , sicchè oggi può vendere ogni genere di titoli tossici, titoli sub-prime e prodotti derivati, fino ai CDS, che consentono di assicurarsi contro il fallimento di qualcun altro, con cui non si ha parte, in pratica puntando sul suo fallimento. Stranissima poi l’invocazione della regolamentazione per favorire la ricerca; di solito la ricerca pretende di essere totalmente deregolata, manipolare i geni umani, ibridarli con geni di maiali, utilizzare feti abortiti (volete buttarli via?) per la famosa ricerca sulle cellule staminali che guarirà tutte le malattie…

È il bello della nuova forma di governo, la tecnocrazia pan-europea, che sta sostituendo i governi eletti dopo averli esautorati, resi irresponsabili e privati della sovranità nelle decisioni che contano.

Per intanto, la drastica riduzione delle varietà e la preferenza date alle artificiali che questa sentenza porta, non solo ridurrà ancor più la biodiversità, ma priverà l’alimentazione degli europei delle 15-30 mila sostanze (se ne scoprono di continuo di nuove) immuno-attivanti, antio-ossidanti, coenzimatiche, essenziali per la salute umana che si trovano nelle verdure e frutta naturali, e che l’amico medico Giuseppe Nacci chiama «vitamine» in quanto fattori vitali (1). Già la coltivazione con fertilizzanti eccessivi «impedisce alle piante di assorbire dal terreno i minerali più importanti, come Selenio, Germanio, Ferro…» per non parlare dell’impoverimento dovuto alla conservazione in celle frigorifere, o l’avvelenamento da pesticidi.

Ora diventa ogni giorno più chiaro che nelle verdure più comuni sono contenuti migliaia di fito-sostanze e complessi chimici, di cui si va scoprendo ogni funzione immuno-stimolante, detossicante, preventiva, a volte, contro il cancro. «Un semplice pomodoro appena colto da un terreno assolutamente privo di sostanze tossiche – scrive Nacci – può contenere 10 mila sostanze chimiche diverse, ognuna delle quali è una ‘vitamina’, cioè un fattore coenzimatico o un anti-ossidante. Ciò vale per tutte le verdure, gli ortaggi, i frutti, i tuberi…». Il sapore e l’odore che le specie antiche e tradizionali hanno più deciso rispetto alle moderne, spesso è dato proprio da questi fattori attivi ed essenziali.

Quante meno sostanze contengono le poche varietà permesse, uguali in tutto il mondo, non è dato sapere. Non è cosa che interessi la «ricerca» delle multinazionali.

D’accordo, non potrete più trovare quelle zucchine bitorzolute che coltivava vostro nonno, è diventato reato piantare quel certo pomodoro, quel broccolo che aveva tutt’altro sapore. Poco male, le vostre libertà aumentano di giorno in giorno. Se siete culattoni, potete sposarvi in molti Paesi europei avanzati, e presto anche in Italia. E presto potrete comperare la cocaina in tabaccheria, e se i cancerologi non vi ammazzano prima, esigere l’eutanasia, finalmente liberalizzata. L’interesse pubblico è salvo.

1) Giuseppe Nacci, «Diventa medico di te stesso», Editoriale Programma, 334 pagine, 19 euri.

 Impressionante l’elenco contenuto in questo libro di sostanze presenti nei vegetali, di cui è stata appurata l’attività salutare. Oltre al menadione (vitamina K), inositolo (vitamina I), stigmasterolo (vitamina M), l’acido tiuotico (vitamina N), gli isprenoidi sono almeno 200, i bioflavonoidi 5 mila. E ancora: indoli glucosinati (nel cavolo), llecitine, stilbeni, (Resveratrol), tannini, terpeni, fito-enzimi proteolitici, minerali organici…

sabato 28 luglio 2012

Il Consiglio comunale di Trieste ha votato a favore della TAV. Altra distruzione ambientale in arrivo.

 Altra distruzione ambientale in arrivo



da Facebook :


‎15 favorevoli: barbo, beltrame, carmi, cogliati, cosolini, faraguna, lepore, muzzi, petrossi, ravalico, toncelli, ukmar (pd), decarli (triestecambia), karlsen (liberta' civica), lobianco (fli).
 
 8 contrari: menis e patuanelli (m5s), andolina e furlanic (fds), bassi (idv), gerin, reali, sossi (sel). 
 
11 astenuti: bandelli e rosolen (un altra ts), de gioia e ferrara (lega nord), bertoli, bucci, camber, giacomelli, rovis (pdl), grilli (lista dipiazza), mozzi (pd). 
 
Assenti: cetin (idv), coloni, svab, zerjul (pd), declich (pdl), dipiazza, antonione

mercoledì 4 luglio 2012

Comprano aragoste per 500 euri in un ristorante: ''Le liberiamo in mare''

Olbia - E' accaduto a Cala di Volpe, in Costa Smeralda. Protagonista del gesto una coppia di tedeschi che ha avanzato l'insolita richiesta tra lo stupore di chef e clienti
"Scusi sono vive e in vendita le aragoste e gli astici nell'acquario?''.
E' questa la domanda che il capo cuoco di un ristorante di Cala di Volpe, si è sentito rivolgere da una coppia di tedeschi che stava cenando nel ristorante. ''Certamente'', ha risposto in perfetto inglese e ha aggiunto: ''Come le cuciniamo?

Nessun peccato di gola dei due tedeschi, solo un intervento di 'carità' nei confronti dei crostacei: ''Li compriamo tutti, vivi. Li metta in una scatola, li ributtiamo in mare'', è stata la risposta dei tedeschi.



Qualcuno - riferisce il quotidiano L'Unione sarda - ha provato a far cambiare idea alla coppia. Alla donna ''è stato spiegato che probabilmente, nonostante le buone intenzioni, i crostacei non sarebbero sopravvissuti o peggio ancora che rischiavano di essere ripescati. Tentativi inutili. Alla fine il titolare del ristorante, si è arreso di fronte alle pressante e alquanto insolita richiesta dei clienti: ''Abbiamo sistemato gli astici in un contenitore idoneo al trasporto - spiega - Lavoro in questa struttura da dieci anni, non mi era mai capitata una cosa simile!''.

Poi si è contrattato il prezzo: 500 euri. La giovane coppia è uscita dal ristorante raggiante e soddisfatta. Il tutto si è svolto sotto gli sguardi curiosi degli altri clienti che stavano gustando le leccornie cucinate dal cuoco, anche lui rimasto piuttosto sorpreso come i clienti, che hanno assistito attoniti alla scena. ''Ironicamente - ha commentato il titolare  - qualcuno ci ha suggerito di seguirli per andare a ripescarli. Altri ci hanno detto che avremmo dovuto aprire anche una pescheria. Di sicuro, nessuno dei presenti dimenticherà quanto è avvenuto. I tedeschi erano davvero entusiasti, ci hanno fatto telefonare persino dal direttore dell'hotel in cui alloggiano per ringraziarci''.
Ma dove i due abbiano liberato i crostacei nessuno lo sa.

fonte : Adnkronos

commento TSM : la gente si è meravigliata del gesto ?  Un plauso ai due tedeschi.. sempre un passo avanti.

martedì 3 luglio 2012

Restare al fresco senz’aria condizionata: 8 trucchi salva-ambiente!

È arrivata l’estate, e con l’estate è tornato alla ribalta un intramontabile argomento di conversazione: il caldo. Che fare? In molti ricorrono all’aria condizionata, ma… Se la vostra coscienza ecologica ve lo vieta, se non avete il condizionatore, oppure se ce l’avete ma volete usarlo poco o per nulla, per ragioni sia ecologiche che economiche, non significa che dobbiate rassegnarvi a boccheggiare.
Ecco otto consigli per affrontare il caldo senza condizionatore, partendo dai semplici rimedi da mettere subito in pratica, per arrivare agli accorgimenti che renderanno più fresca la vostra abitazione in futuro.



1. Chiudete le finestre. Può sembrare un controsenso, ma quando fuori fa molto caldo, una finestra aperta rischia di far aumentare la temperatura all’interno. Tenete le finestre spalancate durante la notte per far circolare aria fresca, chiudendole al mattino insieme a serrande e persiane, per riaprirle dopo il tramonto. Potete anche collocare piante in vaso di fronte alle finestre: assorbiranno parte del calore prodotto dal sole.

2. Se proprio non potete rinunciare ai ventilatori, usateli in maniera strategica: piazzateli relativamente vicino a voi per poterli tenere al minimo, spegneteli quando uscite dalla stanza.

3. Mangiare cibi freddi aiuta a mantenere bassa la temperatura corporea, così come bere liquidi freddi (ma non troppo). Via libera dunque a insalate, zuppe fredde, angurie e meloni ben refrigerati. Evitate di usare il forno e di cucinare cibi che richiedono lunghi tempi di cottura; approfittate invece, se ce l’avete, del microonde.

4. Spegnete le luci, specialmente le tradizionali lampadine a incandescenza, che producono molto calore. Tutti gli strumenti elettronici, anche se lasciati in standby, producono una minima quantità di calore: una ragione in più, oltre al risparmio energetico, per spegnere e staccare tutti gli elettrodomestici che non state utilizzando.

5. Fate una doccia fresca. Sarebbe più efficace e gradevole fare un bagno al mare o in piscina, ma se non ne avete la possibilità, una breve doccia fresca sortirà l’effetto desiderato. In alternativa, immergete i polsi e le mani nell’acqua fredda: poiché i vasi sanguigni in queste parti del corpo sono molto superficiali, la sensazione di refrigerio si comunicherà rapidamente al resto del corpo.

6. Coibentate la vostra abitazione, in particolare il tetto, in modo da limitare la penetrazione del calore dalla superficie su cui batte il sole. Se avete molte condotte di aerazione, chiudete quelle innecessarie, specie se sboccano su pareti esterne soleggiate.

7. Se avete un giardino, piantate alberi in modo strategico. Lasciate che la natura vi aiuti a sopportare il caldo e a ridurre le bollette: alberi e piante cedue collocati lungo le pareti est e ovest della vostra casa, d’estate produrranno l’ombra desiderata, mentre in inverno lasceranno passare i raggi del sole. In generale, piante e piantine su terrazzi e balconi aiutano ad assorbire il calore.

8. Installate delle tende esterne sopra le vostre finestre e portefinestre. Un’alternativa economica? Piazzate un ombrellone sul terrazzo, di fronte alla portafinestra più soleggiata.

 fonte : tuttogreen.it

venerdì 25 maggio 2012

Come allontanare le Formiche dalla propria abitazione senza uso di insetticida

 

Se abitate in citta o in campagna non importa, le formiche si adattano e perlustrano tutti gli ambienti. Basterebbe qualche spruzzo di insetticida per eliminarle ma se amate gli animali e/o ne avete incasa o pure ci sono dei bambini ( o comunque perchè gli insetticidi sono comunque dei veleni e fanno male a tutti gli esseriu viventi ); per fortuna è possibile allontanare le formiche con una serie di rimedi naturali che non danneggia nessuno o l’ambiente. 
La pulizia. Prima di passare all'offesa vera e propria meglio difendersi al meglio! Le formiche sono onnivore (capace di nutrirsi di qualsiasi cosa), ma come ben saprete vanno particolarmente ghiotte per le sostanze zuccherine che si trovano nella credenza o gli avanzi di cibo. Per questo motivo prestate  attenzione a mantenere un'igiene impeccabile: non devono restare mai a lungo piatti sporchi nel lavabo, tutte le briciole dal pavimento devono essere rimosse. 

L'offesa. Se nonostante l'irreprensibile pulizia questi invasivi ospiti dovessero tornare a farvi visita, attrezzatevi e colpiteli nel loro punto più debole: le formiche hanno un olfatto molto sviluppato (ecco come percepiscono la presenza di zuccheri nella credenza) e odiano gli odori forti! Puoi cospargere il loro percorso usuale di polvere di talco. Se non volete "rovinare" il lavoro di pulizia fatto in precedenza, potete benissimo usare degli oli essenziali, il più indicato è quello di eucalipto insieme a quello di cajeput  che tra l'altro è anche un buon germicida. 

1. OLI ESSENZIALI : 5 ml di olio di cajeput e 5 ml di quello di eucalipto, aggiungere 20 ml di alcoolt etilico, e si ottiene un profumo per ambienti al 100% naturale e efficace al 100% per l'allontanamento delle formiche. Aiutatevi con un vaporizzatore  per spruzzarlo negli angoli e nelle zone più a "rischio".

2 Oppure  prendete un LIMONE ( magari di origine BIO ), tagliatelo a spicchi anche sottili (questo dipende dalla quantità di formiche che si devono allontanare e da quanti spicchi volete fare). 
Dopodichè prendete tanti piattini e mettete su ognuno di essi uno spicchio di limone, appena finito posate il piattino dove ci sono le formiche, vedrete che in poco tempo queste spariranno poichè non sopportano l'odore che il limone emana e si allontanano. Lo si può lasciare anche per un pò di tempo prima di cambiarlo. 
Se il limone diventa ammuffito lo si può anche lasciarlo finchè non attira moscerini poichè anche ammiffito fa odore, anzi ne emette di più, ed è un ottimo repellente per questi insistentissimi insettini. Naturalmente sceglierete il  contenitore adatto in un posto che non da fastidio.

Bloccagre loro l'entrata. Per difendersi, oltre alla pulizia, si possono ostruire tutte le vie d'accesso delle formiche. Se al piano terra, o  in una casa prefabbricata in legno, guardarsi in giro e con del nastro isolante (l'ideale sarebbe del silicone antimuffa per esterni) otturare tutte le fessure sospette. Se avete un giardino o ne avete uno a qualche metro di distanza le formiche possono esservi utili a ripulire il prato dalle piccole carcasse di animale, eliminarle del tutto non conviene, allontanarle dalla casa posizionando qualche granello di zucchero nei punti più distanti da casa vostra. 

mercoledì 18 aprile 2012

Omo poco sapiens

Noi animali, prelevati dal nostro ambiente, dai nostri affetti, senza che nessuno ci chieda il consenso, solo perchè qualcuno ha deciso che siamo inferiori ( le religioni monoteiste e certa pseudo"scienza" nota TSM ), e via a interventi chirurgici demolitivi, senza anestesia, test con sostanze irritanti, ustionanti, lesive di organi tutto su carne viva; legati su un gelido tavolo operatorio, e qualcuo che può fare di te tutto quello che vuole senza chiederti nulla.
Tenuti in celle umide, senza luce e sperare che per qualche giorno nessuno venga lì dentro a prenderti e portarti fuori con la forza su un freddo tavolo operatorio e inizia a farti quello che gli viene in mente, i nome della scienza e perchè deve salvare le vite degli esseri superiori (?) come lui. E ti dirà che è meglio sperimentare su die che su di loro. L'uomo è definit ( si definisce nota TSM ) homo sapiens, ma lo sarà e solo quando capirà le gioie e i dolori di tutte le creature viventi

A.D.Oria
da Il Piccolo 18 aprile 2012 pag 34 rubrica Segnalazioni

si suggerisce :

L' "essere" umano si definisce superiore e si ritiene in diritto di disporre a piacimento della Terra e delle creature che vi vivono a causa di un versetto della bibbia nel libro della Genesi .

vedere
http://books.google.it/books?id=T7MiIkwUSbMC&pg=PA170&lpg=PA170&dq=bibbia+l%27uomo+dispone+della+terra+a+piacimento&source=bl&ots=nNc3RGzsjJ&sig=hySi7sGcMO7dNfGMzhFcKyQ6so4&hl=it&sa=X&ei=5nqOT5jrC8vusgbitLTqCQ&ved=0CDAQ6AEwAg#v=onepage&q=bibbia%20l%27uomo%20dispone%20della%20terra%20a%20piacimento&f=false