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martedì 25 ottobre 2016
i rischi dell'utilizzo di plastica
Collaborazione di Greta Orsi e Silvia Scognamiglio
Negli ultimi sessanta anni la plastica ha rivoluzionato la nostra vita e ormai avvolge tutto, anche il cibo che mangiamo ogni giorno. Basta pensare che il 90% degli imballaggi alimentari è in plastica, dalle bottiglie dell'acqua alle alici sott'olio, dagli utensili da cucina ai contenitori, ai piatti.
Le plastiche sono colorate, morbide, dure, trasparenti, ma per realizzarle servono plastificanti, antiossidanti, inchiostri, solventi. Una piccola dose di sostanze chimiche migra dal contenitore al cibo. Ci sono delle norme europee da rispettare e dei limiti da non superare perché alcune sostanze interferiscono col sistema endocrino, e altre sono cancerogene. Però si scopre che il limite consentito per il bisfenolo A, contenuto in molte lattine (dalla conserva al tonno), per le autorità sanitarie francesi non è sicuro, e quella sostanza in Francia è stata bandita. Un calcolo che nessuno ha fatto è sulla somma delle sostanze che a fine giornata una persona assume. Invece per quel che riguarda le dose massime giornaliere consentite, si riferiscono a un adulto di sessanta chili. Nessuno sa quale sia la dose tollerabile per un bambino. L'inchiesta ricostruirà i comportamenti quotidiani che espongono di più a questi interferenti endocrini, a partire dalle tende per doccia in pvc, e darà anche indicazioni su come limitare i danni.
fonte : http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-55b85b62-3186-4ebd-a9fe-7eb7c5cb79b1.html
lunedì 10 ottobre 2016
Influenza.. cosa da sapere
arriva l'autunno e cominciano gli allrmi sull'influenza.
qui di seguito pubblichiamo un articolo diun medico chirurgo ricercatore in merito.
Ricordate che nel primo post sul sistema immunitario vi ho spiegato che il sistema immunitario nasce *autonomo* e “autoeducante*; è cioè potenzialmente in grado di fare i conti con se stesso ed è programmato per diventare un’efficiente compagno di vita, allenandosi “caldamente” sopratutto nei primi sette anni di vita… ed ecco la febbre, la sua migliore e fedele amica.
Questo è un dato di fatto, scientificamente provato, ma è soprattutto sperimentato e verificato dalla medicina empirica-popolare, ed in seguito acquisito anche dalla pediatria fino a circa 30 anni fa; poi, per motivi che non voglio indagare, si è sparsa la voce che la febbre è pericolosa, fa venire la meningite, le convulsioni, perfino l’epilessia: questa specie di “virus-mentale-ansia-dipendente” gira nelle sale d’aspetto dei pediatri e nei cortili scolastici. Ma come si dice da queste parti: “la madre dell’ignoranza è sempre incinta”.
Con questo la febbre non va comunque presa alla leggera e il piccolo o grande paziente dovrà stare a casa, meglio a letto: la febbre alta (oltre 39°) è spesso accompagnata da un senso di notevole prostrazione (imposto saggiamente dal cervello) per impedire che usciamo di casa, quindi preferiamo stare a cuccia nella caverna.
Esistono interessanti esperimenti fatti sulle lucertole, animali a sangue freddo, quindi senza sistema di termoregolazione autonomo.
Se ai rettili in questione viene iniettata una soluzione batterica e se nella loro gabbietta si trova una lampada calda le lucertole approfittano istintivamente per surriscaldare il loro corpo, guarendo. A lampada spenta invece deperiscono.
Come vedete la febbre ha radici lontanissime nell’evoluzione.
Per risparmiare spazio vi elenco prima i maggiori vantaggi, poi vi spiegerò come gestirla al meglio.
Quelle che seguono sono osservazioni riferite ad organismi sani:
1) la febbre attiva l’intero compartimento immunitario come per esempio le cellule killer (=cellule immunitarie che spazzano via gli invasori; virus e batteri – avete notato come siamo sempre “bellici” nel linguaggio medico? andrebbe modulato questo vizio!);
2) ricerche del prof. Zeisberger dell’Università di Giessen hanno evidenziato che la febbre attiva specifiche proteine che tolgono temporaneamente il ferro dal sangue, perché i batteri non riescono a moltiplicarsi in assenza di ferro (sotto questa luce sarebbe interessante rivedere l’anemia delle donne gravide, e se questa, ovviamente entro un certo limite, non possa far parte della logica immunitaria che è specificamente modulata in gravidanza);
3) aumenta la circolazione periferica e si abbassa la pressione (così magari ci si reca finalmente a letto); per far sì che questo accada aumenta leggermente la frequenza cardiaca, e finalmente l’intero organismo viene inondato dal benefico calore che in teoria e in pratica può raggiungere 41 Gradi (e voi sarete già svenuti dalla paura);
4) lo stato generale del malato può cambiare notevolmente; bambini sani giocano e girano per casa tranquillamente con 39-39.5 gradi. Chi è debole di energia tende a fermarsi invece molto prima;
5) con la febbre molto alta è facile che compaiano stati simil-onirici che non sono pericolosi;
6) la febbre compare/sale spesso significativamente nel tardo pomeriggio, quando inizia il cosiddetto Vagotono o Parasimpatico, cioè quella funzione corporea che gestisce praticamente il sistema immunitario (=il nostro medico-interno);
7) inizialmente compaiono brividi e senso di freddo; mani e piedi a volte diventano ghiacciati; tutto ciò significa che la febbre sta crescendo. Una volta raggiunta la temperatura desiderata, il corpo si assesta sulla temperatura da viaggio, ovviamente in base alla gravità dell’affezione;
8) un dato curioso che merita l’attenzione: se la temperatura corporea normale è poco più di 36 gradi la febbre può salire fino a 41 gradi; quindi 5 gradi!… ora provate scendere 5 gradi (36 – 5 = 31; decisamente una temperatura incompatibile con la vita!). In giù possiamo quindi scendere 1-1,5 gradi, poi scattano seri problemi di ossigenazione dei tessuti, molti sistemi enzimatici si bloccano e si rischia la vita.
Per questo motivo ci svegliamo durante la notte quando abbiamo freddo: per provvedere ad una fonte di calore migliore e sopravvivere. Meditate bene su questo dato per favore!
9) la temperatura ascellare è mezzo grado sotto quella presa per via anale. La temperatura reale (interna nel corpo) è quindi il valore anale;
10) è importante comprendere che lo stato di prostrazione ha unicamente la funzione di costringerci a riposare (per non perdere inutilmente preziosa energia). Per il medesimo motivo sparisce spesso l’appetito, sempre per non perdere energia nella digestione. Quindi il nostro sistema corporeo viaggia semplicemente e furbamente con le sue riserve energetiche.
11) un’ultimo aspetto mi sembra meritevole di essere menzionato per la febbre dei bambini; dopo ogni febbre importante (specie quellle relative alle malattie infantili) il bambino è cambiato profondamente, ha fatto un importante salto di crescita: inizia ad esempio a gattonare o a camminare, o finalmente parla, o finalmente dorme tutta la notte; succede perfino nei grandicelli, che magari all’improvviso comprendono meglio la matematica. Questi dati derivano da generazioni di osservazioni attente e curiose. In natura non esite crescità graduale; tutto procede a salti quantici. La primavera non arriva gradualmente: uno, poi due, poi tre margherite: vi alzate una mattina e la primavera è arrivata. Così è la crescità umana, irrompente, a volte violenta.
Anche da adulti succede cosi; la vita vi mette nella “lavatrice dei problemi”, e quando ne uscite siete profondamente maturati.
Le regole per gestire la febbre al meglio:
a) controllare *sempre* le gambe e i piedi; sono caldi?
Non poche volte sono addirittura ghiacciati, quindi vanno scaldati al più presto con i mezzi a disposizione; coperta di lana, borsa dell’acqua calda, pediluvio caldo, bagno intero a 37 gradi.
Per essere veramente chiari vi faccio un esempio; se fate sedere un bambino in acqua calda (36/37 gradi) e il bimbo ha la febbre (per esempio a 39 gradi), chi scalda l’altro? L’acqua scalda il bambino ulteriormente o il bambino scalda l’acqua (cedendo il bambino appunto temperatura) fermatevi e ragionate un’attimo.
Ovviamente la risposta giusta è la seconda (eh eh… la legge di termodiffusione)!
Dall’esperienza pratica attenta sappiamo che le convulsioni avvengono nella stramaggior parte dei casi quando c’è una notevole differenza di temperatura tra il torace e l’addome: testa, torace, braccia e mani bollenti, e al contrario pancia, gambe e piedi ghiacciati; situazione pericolosa soprattutto nel bambini piccoli che va *subito* corretta con adeguate misure. Con questo semplicissimo controllo si abbatte praticamente il rischio delle convulsioni.
Un vecchio detto popolare descrive la salute con queste parole semplici e incisive: “testa fresca-piedi caldi”: infatti durante le malattie abbiamo spesso i due poli invertiti, testa bollente e piedi ghiacciati, e nel bimbo piccolo e predisposto questo può generare appunto una convulsione.
b) se il bambino è piccolo tenetelo pure in braccio; il vostro corpo ha ca 36.5 gradi, quindi non lo scalderete ulteriormente; essere coccolati fra le braccia è un calmante insostituibile con altri sistemi; un vecchissimo detto pediatrico diceva; “la prima medicina è la mamma (calma, calmina… e non agitata ovviamente);
c) l’idratazione, lo sappiamo tutti, è importantissima; se è gradita può bastare l’acqua, ma spesso soprattutto il bambino la rifiuta; allora preparate la seguente pozione super efficiente; un quarto di litro di acqua (a temperatura ambiente) + il succo di un limone bio + un pizzico di sale marino integrale + zucchero di canna (quello vero) o succo d’acero o malto di riso o d’orzo (circa 1-2 cucchiaini).
Questa bibita è una sorta di tiramisù per gli stati febbrili e sostiene il sistema idro-salino e la glicemia.
Nota; non va usato il miele, se non al limite in piccola parte: lo zucchero è più adatto nel caso di febbre. Se state bene invece leggetevi la bella ricetta di izn sul pasto nudo.
d) come è messo l’intestino? Se il malato non è andato di corpo, magari addirittura da 2 o 3 giorni, urge un clistere. La medicina popolare usava i clisteri anche nel caso di intestino regolare, perché comunque hanno un’effetto raffreddante sul corpo. Forse ricordate il freddo che ci viene quando abbiamo la diarrea; questo succede perché si perdono tante unità di calore dall’intestino. In certi casi basta anche una supposta, pur di svuotare bene il colon. L’intestino pieno e non scaricato produce molte tossine (putrefascine) che pesano soprattutto sulle capacità epatiche.
e) quali cibi sono indicati: la febbre è una situazione catabolica, cioè produce molte tossine: per questo motivo sceglierete piatti leggerissimi e senza proteine. Perfetta è la frutta, la più digeribile è la frutta cotta, e la regina in questo campo è la mela: quindi mele cotte a dadini nel tegamino (cottura con poca acqua per 7-8 minuti) volendo si aggiunge uvetta sultanina (remineralizzante e zuccherina), senza dimenticare la presina di sale marino (tonico). Vanno bene anche le pere, bene anche le pesche sciroppate della nonna.
Se invece il paziente ha fame va bene un risotto con verdure tipo zucchine, carote, zucca, dipende dalla stagione – lasciatevi guidare dall’istinto (non vanno bene però le solanacee: pomodoro-melanzana-peperoni). La cipolla è sempre indicata (disinfettante-antivirale-fluidificante). Eviterei accuratamente tutti formaggi; per dare sapore usate il sale marino integrale. La voglia di dolci invece si soddisfa bene con fette biscottate e marmellata. Ovviamente niente cioccolato, né dolci industriali.
Tecniche per modulare/abbassare la febbre se è molto alta:
Ma cosa vuol dire febbre alta mi chiederete?
La febbre è troppo alta quando abbiamo un forte disagio; cefalea-irrequietezza-forti dolori alle ossa-stato di prostrazione molto forte.
Dovremo quindi imparare a integrare varie informazioni: il dato reale della temperatura-stato del paziente-appetito-durata della febbre. Ci vuole un po’ di esperienza e buon senso. Se per esempio un bimbo che ha 40 di febbre insiste per rimanere sotto le coperte e urla e protesta quando lo volete scoprire sappiate che siete di fronte ad un piccolo wikingo in crescita che sta sperimentando il suo istinto; lasciatelo allora in pace. Diverso il caso di un bambino che sperimenta la terza febbre in un mese, che ha magari già fatto molte terapie soppressive (antibiotici-cortisone) e che sta fiacco in un angolo del divano; qui ci vuole un’attenta valutazione medica. A rinforzarlo ci si penserà dopo, una volta che si è messo in piedi.
Per abbassare/modulare la febbre esistono molti sistemi semplici fisici;
Gli antipiretici naturali, soprattutto omeopatici, vanno prescritti da un medico competente in materia e che conosca molto bene il paziente, la sua costituzione, la sua storia clinica. Un buon medico istruisce la madre pian piano a prendere delle decisioni, man mano che prende confidenza con il suo ruolo.
Purtroppo nessuno di noi ha più in casa una nonna o bisnonna che ha tirato su 4-5 figli; quelle donne avevano sviluppato un occhio infallibile per capire quando una situazione fosse tranquilla e quando rischiosa. Ma del resto siamo qui per rivedere e rivalutare tutte queste conoscenze.
Mi piace pensare che gli antipiretici chimici in realtà non servono mai, escluso rarissime eccezioni.
Credo fermamente che possiamo tornare a sperimentare che un corpo ben nutrito, cresciuto all’aperto, con relazioni familiari sane, il gioco vero, il passare pian piano le malattie dell’infanzia, l’assenza delle vaccinazioni e l’abuso di antibiotici e cortisonici, siano le migliori garanzia per un corpo e una mente sana.
Non disperatevi, si possono fare sempre e comunque dei passi importanti. In questi ultimi anni ho visto un’importante riscoperta di consapevolezza nelle giovani famiglie; ed è un piacere immenso per me poter vedere crescere i bambini bene fin dall’inizio.
Così si conclude la maratona su questo spinoso argomento; attendo i vostri commenti, le ansie, le perplessità, ma soprattutto le vostre esperienze personali.
fonte : http://www.sabineeck.com/
http://www.sabineeck.com/il-sistema-immunitario-e-il-suo-valoroso-e-caloroso-cavaliere-la-febbre-seconda-parte/
1^ parte : http://www.sabineeck.com/il-sistema-immunitario-figlio-geniale-di-madre-natura-prima-parte/
qui di seguito pubblichiamo un articolo diun medico chirurgo ricercatore in merito.
Il sistema immunitario e il suo valoroso e caloroso cavaliere: la febbre (seconda parte)
Ecco, ecco la seconda parte sul sistema immunitario; ho covato a lungo l’argomento caldo… e vi pubblico finalmente il serpentone di spiegazioni sulla febbre; alzino le mani quelli di voi che non ne sono terrorizzati!!
Ohhh, vi vedo in due, tre, forse quattro? Potete cambiare blog; agli altri consiglio di leggere fino in fondo. Ma avverto sarà impegnativo, perché vorrei dirvi proprio tutto quel che c’è da sapere :-)
Ricordate che nel primo post sul sistema immunitario vi ho spiegato che il sistema immunitario nasce *autonomo* e “autoeducante*; è cioè potenzialmente in grado di fare i conti con se stesso ed è programmato per diventare un’efficiente compagno di vita, allenandosi “caldamente” sopratutto nei primi sette anni di vita… ed ecco la febbre, la sua migliore e fedele amica.
Questo è un dato di fatto, scientificamente provato, ma è soprattutto sperimentato e verificato dalla medicina empirica-popolare, ed in seguito acquisito anche dalla pediatria fino a circa 30 anni fa; poi, per motivi che non voglio indagare, si è sparsa la voce che la febbre è pericolosa, fa venire la meningite, le convulsioni, perfino l’epilessia: questa specie di “virus-mentale-ansia-dipendente” gira nelle sale d’aspetto dei pediatri e nei cortili scolastici. Ma come si dice da queste parti: “la madre dell’ignoranza è sempre incinta”.
Con questo la febbre non va comunque presa alla leggera e il piccolo o grande paziente dovrà stare a casa, meglio a letto: la febbre alta (oltre 39°) è spesso accompagnata da un senso di notevole prostrazione (imposto saggiamente dal cervello) per impedire che usciamo di casa, quindi preferiamo stare a cuccia nella caverna.
Esistono interessanti esperimenti fatti sulle lucertole, animali a sangue freddo, quindi senza sistema di termoregolazione autonomo.
Se ai rettili in questione viene iniettata una soluzione batterica e se nella loro gabbietta si trova una lampada calda le lucertole approfittano istintivamente per surriscaldare il loro corpo, guarendo. A lampada spenta invece deperiscono.
Come vedete la febbre ha radici lontanissime nell’evoluzione.
Per risparmiare spazio vi elenco prima i maggiori vantaggi, poi vi spiegerò come gestirla al meglio.
Quelle che seguono sono osservazioni riferite ad organismi sani:
1) la febbre attiva l’intero compartimento immunitario come per esempio le cellule killer (=cellule immunitarie che spazzano via gli invasori; virus e batteri – avete notato come siamo sempre “bellici” nel linguaggio medico? andrebbe modulato questo vizio!);
2) ricerche del prof. Zeisberger dell’Università di Giessen hanno evidenziato che la febbre attiva specifiche proteine che tolgono temporaneamente il ferro dal sangue, perché i batteri non riescono a moltiplicarsi in assenza di ferro (sotto questa luce sarebbe interessante rivedere l’anemia delle donne gravide, e se questa, ovviamente entro un certo limite, non possa far parte della logica immunitaria che è specificamente modulata in gravidanza);
3) aumenta la circolazione periferica e si abbassa la pressione (così magari ci si reca finalmente a letto); per far sì che questo accada aumenta leggermente la frequenza cardiaca, e finalmente l’intero organismo viene inondato dal benefico calore che in teoria e in pratica può raggiungere 41 Gradi (e voi sarete già svenuti dalla paura);
4) lo stato generale del malato può cambiare notevolmente; bambini sani giocano e girano per casa tranquillamente con 39-39.5 gradi. Chi è debole di energia tende a fermarsi invece molto prima;
5) con la febbre molto alta è facile che compaiano stati simil-onirici che non sono pericolosi;
6) la febbre compare/sale spesso significativamente nel tardo pomeriggio, quando inizia il cosiddetto Vagotono o Parasimpatico, cioè quella funzione corporea che gestisce praticamente il sistema immunitario (=il nostro medico-interno);
7) inizialmente compaiono brividi e senso di freddo; mani e piedi a volte diventano ghiacciati; tutto ciò significa che la febbre sta crescendo. Una volta raggiunta la temperatura desiderata, il corpo si assesta sulla temperatura da viaggio, ovviamente in base alla gravità dell’affezione;
8) un dato curioso che merita l’attenzione: se la temperatura corporea normale è poco più di 36 gradi la febbre può salire fino a 41 gradi; quindi 5 gradi!… ora provate scendere 5 gradi (36 – 5 = 31; decisamente una temperatura incompatibile con la vita!). In giù possiamo quindi scendere 1-1,5 gradi, poi scattano seri problemi di ossigenazione dei tessuti, molti sistemi enzimatici si bloccano e si rischia la vita.
Per questo motivo ci svegliamo durante la notte quando abbiamo freddo: per provvedere ad una fonte di calore migliore e sopravvivere. Meditate bene su questo dato per favore!
9) la temperatura ascellare è mezzo grado sotto quella presa per via anale. La temperatura reale (interna nel corpo) è quindi il valore anale;
10) è importante comprendere che lo stato di prostrazione ha unicamente la funzione di costringerci a riposare (per non perdere inutilmente preziosa energia). Per il medesimo motivo sparisce spesso l’appetito, sempre per non perdere energia nella digestione. Quindi il nostro sistema corporeo viaggia semplicemente e furbamente con le sue riserve energetiche.
11) un’ultimo aspetto mi sembra meritevole di essere menzionato per la febbre dei bambini; dopo ogni febbre importante (specie quellle relative alle malattie infantili) il bambino è cambiato profondamente, ha fatto un importante salto di crescita: inizia ad esempio a gattonare o a camminare, o finalmente parla, o finalmente dorme tutta la notte; succede perfino nei grandicelli, che magari all’improvviso comprendono meglio la matematica. Questi dati derivano da generazioni di osservazioni attente e curiose. In natura non esite crescità graduale; tutto procede a salti quantici. La primavera non arriva gradualmente: uno, poi due, poi tre margherite: vi alzate una mattina e la primavera è arrivata. Così è la crescità umana, irrompente, a volte violenta.
Anche da adulti succede cosi; la vita vi mette nella “lavatrice dei problemi”, e quando ne uscite siete profondamente maturati.
Le regole per gestire la febbre al meglio:
a) controllare *sempre* le gambe e i piedi; sono caldi?
Non poche volte sono addirittura ghiacciati, quindi vanno scaldati al più presto con i mezzi a disposizione; coperta di lana, borsa dell’acqua calda, pediluvio caldo, bagno intero a 37 gradi.
Per essere veramente chiari vi faccio un esempio; se fate sedere un bambino in acqua calda (36/37 gradi) e il bimbo ha la febbre (per esempio a 39 gradi), chi scalda l’altro? L’acqua scalda il bambino ulteriormente o il bambino scalda l’acqua (cedendo il bambino appunto temperatura) fermatevi e ragionate un’attimo.
Ovviamente la risposta giusta è la seconda (eh eh… la legge di termodiffusione)!
Dall’esperienza pratica attenta sappiamo che le convulsioni avvengono nella stramaggior parte dei casi quando c’è una notevole differenza di temperatura tra il torace e l’addome: testa, torace, braccia e mani bollenti, e al contrario pancia, gambe e piedi ghiacciati; situazione pericolosa soprattutto nel bambini piccoli che va *subito* corretta con adeguate misure. Con questo semplicissimo controllo si abbatte praticamente il rischio delle convulsioni.
Un vecchio detto popolare descrive la salute con queste parole semplici e incisive: “testa fresca-piedi caldi”: infatti durante le malattie abbiamo spesso i due poli invertiti, testa bollente e piedi ghiacciati, e nel bimbo piccolo e predisposto questo può generare appunto una convulsione.
b) se il bambino è piccolo tenetelo pure in braccio; il vostro corpo ha ca 36.5 gradi, quindi non lo scalderete ulteriormente; essere coccolati fra le braccia è un calmante insostituibile con altri sistemi; un vecchissimo detto pediatrico diceva; “la prima medicina è la mamma (calma, calmina… e non agitata ovviamente);
c) l’idratazione, lo sappiamo tutti, è importantissima; se è gradita può bastare l’acqua, ma spesso soprattutto il bambino la rifiuta; allora preparate la seguente pozione super efficiente; un quarto di litro di acqua (a temperatura ambiente) + il succo di un limone bio + un pizzico di sale marino integrale + zucchero di canna (quello vero) o succo d’acero o malto di riso o d’orzo (circa 1-2 cucchiaini).
Questa bibita è una sorta di tiramisù per gli stati febbrili e sostiene il sistema idro-salino e la glicemia.
Nota; non va usato il miele, se non al limite in piccola parte: lo zucchero è più adatto nel caso di febbre. Se state bene invece leggetevi la bella ricetta di izn sul pasto nudo.
d) come è messo l’intestino? Se il malato non è andato di corpo, magari addirittura da 2 o 3 giorni, urge un clistere. La medicina popolare usava i clisteri anche nel caso di intestino regolare, perché comunque hanno un’effetto raffreddante sul corpo. Forse ricordate il freddo che ci viene quando abbiamo la diarrea; questo succede perché si perdono tante unità di calore dall’intestino. In certi casi basta anche una supposta, pur di svuotare bene il colon. L’intestino pieno e non scaricato produce molte tossine (putrefascine) che pesano soprattutto sulle capacità epatiche.
e) quali cibi sono indicati: la febbre è una situazione catabolica, cioè produce molte tossine: per questo motivo sceglierete piatti leggerissimi e senza proteine. Perfetta è la frutta, la più digeribile è la frutta cotta, e la regina in questo campo è la mela: quindi mele cotte a dadini nel tegamino (cottura con poca acqua per 7-8 minuti) volendo si aggiunge uvetta sultanina (remineralizzante e zuccherina), senza dimenticare la presina di sale marino (tonico). Vanno bene anche le pere, bene anche le pesche sciroppate della nonna.
Se invece il paziente ha fame va bene un risotto con verdure tipo zucchine, carote, zucca, dipende dalla stagione – lasciatevi guidare dall’istinto (non vanno bene però le solanacee: pomodoro-melanzana-peperoni). La cipolla è sempre indicata (disinfettante-antivirale-fluidificante). Eviterei accuratamente tutti formaggi; per dare sapore usate il sale marino integrale. La voglia di dolci invece si soddisfa bene con fette biscottate e marmellata. Ovviamente niente cioccolato, né dolci industriali.
Tecniche per modulare/abbassare la febbre se è molto alta:
Ma cosa vuol dire febbre alta mi chiederete?
La febbre è troppo alta quando abbiamo un forte disagio; cefalea-irrequietezza-forti dolori alle ossa-stato di prostrazione molto forte.
Dovremo quindi imparare a integrare varie informazioni: il dato reale della temperatura-stato del paziente-appetito-durata della febbre. Ci vuole un po’ di esperienza e buon senso. Se per esempio un bimbo che ha 40 di febbre insiste per rimanere sotto le coperte e urla e protesta quando lo volete scoprire sappiate che siete di fronte ad un piccolo wikingo in crescita che sta sperimentando il suo istinto; lasciatelo allora in pace. Diverso il caso di un bambino che sperimenta la terza febbre in un mese, che ha magari già fatto molte terapie soppressive (antibiotici-cortisone) e che sta fiacco in un angolo del divano; qui ci vuole un’attenta valutazione medica. A rinforzarlo ci si penserà dopo, una volta che si è messo in piedi.
Per abbassare/modulare la febbre esistono molti sistemi semplici fisici;
- pediluvio a temperatura gradita, ma mai sotto i 35 gradi, e il calore uscirà letteralmente dai piedi e la testa si libera dalla pesantezza. Utilissimo aggiungere un bicchiere di aceto nell’acqua.
- bagno intero in vasca se gradito (i bambini lo amano molto): temperatura calda, che vuol dire 36-37 gradi (se mettete un bambino con 40 di febbre in acqua a 20 gradi vi collassa immediatamente per shock termico… non ridete, c’è chi lo ha fatto!). Al bagno potete aggiungere 1o 2 bicchieri di aceto di vino bianco, oppure come al solito il sale integrale.
- impacchi freschi sui polpacci. Si procede solo a gamba calda, mi raccomando. Immergere un telo di cotone/lino in acqua a temperatura ambiente, strizzare e avvolgere uno dei due polpacci (solo una gamba). Quando il telo è diventato caldo, avendo quindi tolto calore dal corpo, si procede sull’altro polpaccio e così via. Si possono fare impacchi del genere anche sui polsi, ma sono meno gradevoli;
- mai il ghiaccio in testa: è un’errore, perché costringete il calore del corpo ad attraversare il cervello per arrivare al ghiaccio! Infatti i bambini lo odiano e lo tirano via appena possono. Molto meglio il ghiaccio nella zona inguinale (appoggiato sopra i vestiti, leggeri ovviamente); qui passano dei grossi vasi sanguigni (che trasportano letteralmente il calore), quindi avviene un buono scambio termico e la prima che ne approfitta è proprio la testa;
- spogliare il paziente; le gambe soprattutto, eventualmente le braccia, mai invece denudare: il tronco ha bisogno di una temperatura calda, quindi tenere almeno una canottiera pesantina.
Gli antipiretici naturali, soprattutto omeopatici, vanno prescritti da un medico competente in materia e che conosca molto bene il paziente, la sua costituzione, la sua storia clinica. Un buon medico istruisce la madre pian piano a prendere delle decisioni, man mano che prende confidenza con il suo ruolo.
Purtroppo nessuno di noi ha più in casa una nonna o bisnonna che ha tirato su 4-5 figli; quelle donne avevano sviluppato un occhio infallibile per capire quando una situazione fosse tranquilla e quando rischiosa. Ma del resto siamo qui per rivedere e rivalutare tutte queste conoscenze.
Mi piace pensare che gli antipiretici chimici in realtà non servono mai, escluso rarissime eccezioni.
Credo fermamente che possiamo tornare a sperimentare che un corpo ben nutrito, cresciuto all’aperto, con relazioni familiari sane, il gioco vero, il passare pian piano le malattie dell’infanzia, l’assenza delle vaccinazioni e l’abuso di antibiotici e cortisonici, siano le migliori garanzia per un corpo e una mente sana.
Non disperatevi, si possono fare sempre e comunque dei passi importanti. In questi ultimi anni ho visto un’importante riscoperta di consapevolezza nelle giovani famiglie; ed è un piacere immenso per me poter vedere crescere i bambini bene fin dall’inizio.
Così si conclude la maratona su questo spinoso argomento; attendo i vostri commenti, le ansie, le perplessità, ma soprattutto le vostre esperienze personali.
fonte : http://www.sabineeck.com/
http://www.sabineeck.com/il-sistema-immunitario-e-il-suo-valoroso-e-caloroso-cavaliere-la-febbre-seconda-parte/
1^ parte : http://www.sabineeck.com/il-sistema-immunitario-figlio-geniale-di-madre-natura-prima-parte/
martedì 20 agosto 2013
Bologna, Italia : ospedale sperimenta la “meditazione tibetana” per curare i tumori.
L’Ausl di Bologna ha deciso di consentire, prima azienda sanitaria a
livello internazionale, la sperimentazione di una terapia tibetana ai
suoi pazienti oncologici. Si chiama ‘Pratica meditativa Tong Len’,
partira’ a febbraio e sara’ condotta dall’equipe di G.Pagliaro,
direttore del reparto di Psicologia clinica dell’ospedale
Bellaria, che si occupa di meditazione da oltre vent’anni.
Nei prossimi giorni – anticipa l’edizione bolognese di ‘Repubblica’ – saranno scelti 80 pazienti, che continueranno nel frattempo il normale processo di cure: 40 saranno sottoposti alla terapia, l’altra meta’ no, in modo da valutare le differenze. Pagliaro e i 15 professori sanitari che costituiscono la sua equipe non conosceranno i nomi di chi fara’ il test: avranno solo una scheda con le iniziali del paziente, il tipo di patologia e determinati valori del sangue.
Lo studio, a costo zero, durera’ diversi mesi e, a distanza di tre e cinque anni, lo staff di medici analizzera’ i pazienti per capire se ci sono stati cambiamenti, se sono variati alcuni valori del sangue come il livello dei globuli bianchi oppure se ci sono miglioramenti negli stati d’ansia e di tensione. Una misurazione, questa, che avverra’ prima, dopo e durante il test. Il ‘Tong Len’ (‘Prendere e dare’) e’ un’antica pratica buddista che prevede, come attivita’ centrale, la meditazione.
Il comitato etico dell’Ausl ha approvato la sperimentazione e il direttore sanitario Massimo Annichiarico ha firmato la delibera che autorizza il progetto.
Ad oggi non c’e’ letteratura scientifica che possa dimostrare il reale beneficio della terapia.
fonte : lospecchiodelpensiero
Ma neanche il contrario ( commento TSM)
Nei prossimi giorni – anticipa l’edizione bolognese di ‘Repubblica’ – saranno scelti 80 pazienti, che continueranno nel frattempo il normale processo di cure: 40 saranno sottoposti alla terapia, l’altra meta’ no, in modo da valutare le differenze. Pagliaro e i 15 professori sanitari che costituiscono la sua equipe non conosceranno i nomi di chi fara’ il test: avranno solo una scheda con le iniziali del paziente, il tipo di patologia e determinati valori del sangue.
Lo studio, a costo zero, durera’ diversi mesi e, a distanza di tre e cinque anni, lo staff di medici analizzera’ i pazienti per capire se ci sono stati cambiamenti, se sono variati alcuni valori del sangue come il livello dei globuli bianchi oppure se ci sono miglioramenti negli stati d’ansia e di tensione. Una misurazione, questa, che avverra’ prima, dopo e durante il test. Il ‘Tong Len’ (‘Prendere e dare’) e’ un’antica pratica buddista che prevede, come attivita’ centrale, la meditazione.
Il comitato etico dell’Ausl ha approvato la sperimentazione e il direttore sanitario Massimo Annichiarico ha firmato la delibera che autorizza il progetto.
Ad oggi non c’e’ letteratura scientifica che possa dimostrare il reale beneficio della terapia.
fonte : lospecchiodelpensiero
Ma neanche il contrario ( commento TSM)
mercoledì 7 agosto 2013
Elettrosmog e radiazioni terrestri in casa e sul posto di lavoro
questo articolo è datato, ma dimostra che si è a conoscenza degli effetti negativi del wifi, del bluethooth ecc da parecchio tempo. tsm
Disturbi del sonno, infezioni, malattie croniche ecc. possono avere molteplici cause. Tra queste rientrano l‘elettrosmog e le radiazioni terrestri, i cui effetti nocivi su persone e animali sono noti da secoli. Un tempo erano i rabdomanti a individuare i luoghi "maligni" da evitare. Oggi al loro posto operano i geobiologi o consulenti bioedili che, oltre a pendoli e bacchette, impiegano sofisticati strumenti di rilevazione.
Possibili fattori di disturbo
Benché il fenomeno non sia ancora stato spiegato scientificamente, in varie occasioni è stato accertato che, spostando il letto o la postazione di lavoro da una zona perturbata a una neutra, i disturbi anzidetti scompaiono.
Parlando di elettrosmog occorre distinguere tra:
Come difendersi?
Tenersi il più possibile a distanza dai campi magnetici statici generati artificialmente; sostituire i materassi a molle con materassi privi di elementi metallici.
I campi magnetici statici non possono essere schermati!
Possono essere misurati con l’ausilio di appositi strumenti.
Come difendersi?
Utilizzare il più possibile materiali naturali; nelle stanze mantenere un’umidità del 50 % circa. Spegnere completamente i videoterminali quando non utilizzati oppure deviare il campo elettrico mediante la messa a terra (utilizzando tessuti murali non tessuti).
Il campo elettrico alternato viene misurato con appositi strumenti e antenne.
Come difendersi?
Mantenersi il più possibile a distanza, spegnere gli apparecchi elettrici con l’interruttore generale. I campi elettrici alternati possono essere deviati mediante appositi tessuti murali (tessuti non tessuti) o vernici schermanti (vernici speciali alla grafite) attraverso il collegamento a terra.
Si possono ridurre significativamente utilizzando collegamenti a stella sull’impianto elettrico e disgiuntori di rete per gli apparecchi e le luci elettriche. Nelle costruzioni in legno è bene impiegare cavi schermati.
Nel caso di linee dell’alta tensione, tenersi a una distanza di 1 metro ogni 1.000 Volt di tensione.
La camera da letto e il posto di lavoro, così come tutti gli ambienti in cui si trascorre molto tempo, dovrebbero trovarsi ad almeno 1,5 m dall’impianto elettrico di casa.
Possono essere misurati con appositi strumenti.
Attenzione: la corrente elettrica continua a fluire fino al trasformatore anche quando un apparecchio, per esempio la radio, è spento completamente.
Come difendersi?
Mantenersi per quanto possibile a distanza; spegnere completamente gli apparecchi elettrici inutilizzati, ove possibile staccando la spina dalla presa di corrente. I campi magnetici alternati sono molto difficili da schermare (metallo MU).
Nel caso di linee dell’alta tensione, tenersi a una distanza di 1 metro ogni 1.000 Volt di tensione.
La camera da letto e il posto di lavoro, così come tutti gli ambienti in cui si trascorre molto tempo, dovrebbero trovarsi ad almeno 1,5 m dall’impianto elettrico di casa.
Anche questi agenti dannosi possono essere localizzati e misurati mediante appositi strumenti.
Come difendersi?
Mantenersi il più possibile a distanza. Le radiazioni generate dai ripetitori per la telefonia mobile possono essere schermate o riflesse utilizzando speciali tessuti non tessuti, vernici e lamine. La camera da letto dovrebbe trovarsi ad almeno 5 metri dalla stazione base dei telefoni cordless a tecnologia DECT, tenendo presente che le radiazioni penetrano anche attraverso le pareti.
Utilizzare il telefono cellulare preferibilmente con il viva-voce.
Per ulteriori informazioni e indirizzi di consulenti bioedili:
www.centroconsumatori.it
www.archeB.ines.org
www.afb-efs.it
Attenzione!
I consulenti non professionali sono doppiamente dannosi: sia perché si fanno pagare sicuramente più del dovuto, sia perché, promettendovi di “neutralizzare” tutte le radiazioni terrestri presenti nell’abitazione, vi fanno credere di eliminare il problema, mentre ciò non è affatto vero.
Qualora individui la presenza di radiazioni dannose, il consulente professionale vi suggerirà anzitutto la soluzione più efficace e meno costosa: spostare il luogo in cui dormite.
Tariffe per la consulenza
I consulenti bioedili non hanno tariffari prestabiliti. A titolo orientativo, ricordiamo che di norma gli esperti degli istituti specializzati tedeschi chiedono 75 euro per il controllo della prima camera e 45 euro per ogni stanza aggiuntiva. A tale compenso si aggiungono le spese di trasferta.
fonte : centroconsumatori.it
approfondimenti:
http://scienzapertutti.lnf.infn.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1163:0203-si-puo-fare-un-insolamento-magnetico-con-un-materiale-che-non-sia-attratto-dal-magnete&catid=142:tutte-le-risposte&Itemid=347
http://energiaalternativa.forumcommunity.net/?t=52112466
http://asse.altervista.org/Deflettore%20di%20Flusso%20Magnetico.pdf
http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=8225
http://www.profhome.it/carta-fodere-in-tnt/carta-rivestimento-murale-tessuto-no-tessuto/
Disturbi del sonno, infezioni, malattie croniche ecc. possono avere molteplici cause. Tra queste rientrano l‘elettrosmog e le radiazioni terrestri, i cui effetti nocivi su persone e animali sono noti da secoli. Un tempo erano i rabdomanti a individuare i luoghi "maligni" da evitare. Oggi al loro posto operano i geobiologi o consulenti bioedili che, oltre a pendoli e bacchette, impiegano sofisticati strumenti di rilevazione.
Fattori di disturbo che influiscono sull’organismo umano
Ognuno di noi reagisce diversamente agli stimoli ambientali, il che offre purtroppo ampi spazi di manovra agli allarmisti in cerca di facili profitti.Possibili fattori di disturbo
A. Radiazioni terrestri
Si tratta di particolari interferenze del campo geomagnetico che danno luogo alle cosiddette “zone geopatogene”. Possono trarre origine da falde sotterranee, faglie, cavità, ma anche da reti di radiazioni – cosiddette “griglie a reticolo globale” – le più note delle quali sono la rete di Hartmann e la rete di Curry. Gli esperti non sono concordi sull’origine di queste anomalie: alcuni tendono ad attribuirle alle radiazioni cosmiche, altri a fattori insiti nelle viscere della Terra.Influenza delle radiazioni terrestri
Queste energie, in parte assai deboli, interferiscono con il mondo vegetale, animale e anche con gli esseri umani influenzandone i “circuiti di controllo” (comunicazione cellulare). Non tutti gli organismi sono in grado di compensare gli influssi nocivi protratti, specialmente in presenza dei cosiddetti “punti d’incrocio”. Ne consegue il rischio di malattie, che aumenta particolarmente nel caso di una permanenza prolungata nelle zone “geopatogene” (es. camera da letto, posto di lavoro).Benché il fenomeno non sia ancora stato spiegato scientificamente, in varie occasioni è stato accertato che, spostando il letto o la postazione di lavoro da una zona perturbata a una neutra, i disturbi anzidetti scompaiono.
Come neutralizzare le zone geopatogene?
Schermare o deviare le onde nocive è praticamente impossibile, ragione per cui non rimane che ricollocare il luogo di riposo o di lavoro.B. Elettrosmog
Il preoccupante aumento di radiazioni, campi e onde elettromagnetiche nel nostro ambiente favorisce lo stress elettromagnetico, un’alterazione energetica che a sua volta è all’origine di diverse patologie: disturbi della comunicazione cellulare, insonnia, nervosismo, aggressività, ma anche maggiore vulnerabilità alle infezioni, disfunzioni cardiovascolari e aritmie, indebolimento del sistema immunitario ecc.Parlando di elettrosmog occorre distinguere tra:
1. Campi magnetici statici
Il più noto è il campo magnetico terrestre, pari a circa 48.000 nT (nano Tesla). Il campo magnetico terrestre non dovrebbe essere alterato, cosa che invece accade a causa delle emanazioni diffuse per esempio dalle molle dei materassi, dalle armature degli edifici, dai radiatori e da altri oggetti di metallo. Tali alterazioni possono essere misurate con l’ausilio della bussola e di altri strumenti appropriati.Come difendersi?
Tenersi il più possibile a distanza dai campi magnetici statici generati artificialmente; sostituire i materassi a molle con materassi privi di elementi metallici.
I campi magnetici statici non possono essere schermati!
2. Campi elettrostatici
Anche i campi elettrostatici ci avvolgono ovunque e in qualsiasi momento. Per non essere nocivi dovrebbero aggirarsi sui 200-300 V/m (Volt per metro). I campi elettrostatici aumentano notevolmente in presenza di vento (föhn) e temporali, ma anche di materiali sintetici, schermi non collegati a terra, superfici verniciate ecc.Possono essere misurati con l’ausilio di appositi strumenti.
Come difendersi?
Utilizzare il più possibile materiali naturali; nelle stanze mantenere un’umidità del 50 % circa. Spegnere completamente i videoterminali quando non utilizzati oppure deviare il campo elettrico mediante la messa a terra (utilizzando tessuti murali non tessuti).
3. Campi elettrici alternati
Il campo elettrico alternato non esiste in natura, ma viene generato in prossimità di linee dell’alta tensione e in tutti gli apparecchi e i cavi sotto tensione. La corrente elettrica continua a fluire anche quando gli apparecchi sono spenti o addirittura staccati dalla presa.Il campo elettrico alternato viene misurato con appositi strumenti e antenne.
Come difendersi?
Mantenersi il più possibile a distanza, spegnere gli apparecchi elettrici con l’interruttore generale. I campi elettrici alternati possono essere deviati mediante appositi tessuti murali (tessuti non tessuti) o vernici schermanti (vernici speciali alla grafite) attraverso il collegamento a terra.
Si possono ridurre significativamente utilizzando collegamenti a stella sull’impianto elettrico e disgiuntori di rete per gli apparecchi e le luci elettriche. Nelle costruzioni in legno è bene impiegare cavi schermati.
Nel caso di linee dell’alta tensione, tenersi a una distanza di 1 metro ogni 1.000 Volt di tensione.
La camera da letto e il posto di lavoro, così come tutti gli ambienti in cui si trascorre molto tempo, dovrebbero trovarsi ad almeno 1,5 m dall’impianto elettrico di casa.
4. Campi magnetici alternati
Anche i campi magnetici alternati non esistono in natura, ma sono presenti ovunque fluisca della corrente elettrica (linee dell’alta tensione, trasformatori ecc.).Possono essere misurati con appositi strumenti.
Attenzione: la corrente elettrica continua a fluire fino al trasformatore anche quando un apparecchio, per esempio la radio, è spento completamente.
Come difendersi?
Mantenersi per quanto possibile a distanza; spegnere completamente gli apparecchi elettrici inutilizzati, ove possibile staccando la spina dalla presa di corrente. I campi magnetici alternati sono molto difficili da schermare (metallo MU).
Nel caso di linee dell’alta tensione, tenersi a una distanza di 1 metro ogni 1.000 Volt di tensione.
La camera da letto e il posto di lavoro, così come tutti gli ambienti in cui si trascorre molto tempo, dovrebbero trovarsi ad almeno 1,5 m dall’impianto elettrico di casa.
5. Onde, campi e radiazioni elettromagnetiche
Sono generate da tutto ciò che trasmette segnali attraverso l’atmosfera anziché via cavo (ripetitori, antenne, apparecchi radio, telefoni cordless e cellulari, apparecchi a microonde, videoterminali ecc.).Anche questi agenti dannosi possono essere localizzati e misurati mediante appositi strumenti.
Come difendersi?
Mantenersi il più possibile a distanza. Le radiazioni generate dai ripetitori per la telefonia mobile possono essere schermate o riflesse utilizzando speciali tessuti non tessuti, vernici e lamine. La camera da letto dovrebbe trovarsi ad almeno 5 metri dalla stazione base dei telefoni cordless a tecnologia DECT, tenendo presente che le radiazioni penetrano anche attraverso le pareti.
Utilizzare il telefono cellulare preferibilmente con il viva-voce.
C) Radioattività
La radioattività è presente ovunque. In quantità normali non è nociva per l’organismo umano, ma basta che aumenti anche di poco per causare vari disturbi nei soggetti che vi siano esposti regolarmente. Un’elevata concentrazione di radioattività può essere dovuta anche ai materiali presenti negli ambienti domestici e di lavoro (es. vernici delle piastrelle o pavimenti contenenti scorie di varia natura). In alcune zone dell’Alto Adige è importante tenere conto anche della presenza del radon (gas radioattivo). Per informazioni al riguardo si veda il portale della rete civica provinciale: www.provinz.bz.it/umweltagentur/2908/index_i.aspGli effetti biologici
Ognuno di noi reagisce diversamente agli stimoli ambientali. Gli eventuali effetti nocivi dovuti all’elettrosmog possono essere rilevati solo da medici e naturopati specificamente preparati. La natura e il grado dei disturbi sono determinabili anche mediante appositi apparecchi diagnostici.Quando è consigliabile far controllare l’abitazione?
Non fatevi influenzare dai soliti profittatori della situazione. Se in generale vi sentite bene, non c’è motivo di far controllare la casa. Per capire se una camera da letto è “geopatogena”, si può notare per esempio se chi la usa soffre regolarmente di uno o più dei seguenti disturbi e se questi scompaiono o diminuiscono spostandosi a dormire in un’altra stanza:- problemi di sonno
- mal di testa
- difficoltà di concentrazione
- stanchezza e contrazioni muscolari al risveglio
- depressione, nervosismo
- dolori muscolari e articolari
- sensazioni di brivido o sudore a letto
- malattie croniche
- resistenza a medicinali e terapie
Per ulteriori informazioni e indirizzi di consulenti bioedili:
www.centroconsumatori.it
www.archeB.ines.org
www.afb-efs.it
Come riconoscere i consulenti seri?
Prima di prendere appuntamento con un consulente bioedile o un geobiologo si dovrebbe considerare quanto segue:- la qualifica di consulente bioedile non è protetta e quindi ciascuno può avvalersene. Anche gli attestati professionali non sono difficili da ottenere e pertanto non costituiscono una garanzia di serietà assoluta. La scelta del “giusto” consulente è un po’ una questione di fiducia;
- il mestiere di “rabdomante” è faticoso. Un consulente onesto non controllerà più di quattro locali al giorno, sapendo che poi le misurazioni divengono imprecise;
- in linea generale il consulente dovrebbe rilevare e documentare tutti i fattori di disturbo sopra menzionati;
- la rilevazione delle radiazioni perturbanti richiede circa mezz’ora per ciascuna stanza;
- chi sostiene che i fattori di disturbo possono essere schermati o neutralizzati usando certi apparecchi o dispositivi (da acquistarsi a prezzi vantaggiosi), racconta bugie. Proprio nel caso delle radiazioni terrestri non si è ancora trovato il sistema per eliminarle permanentemente;
- un consulente professionale evita di informarsi sui vostri
problemi di salute prima di aver eseguito le misurazioni. Egli
documenta il proprio lavoro riportando su una planimetria
dell’abitazione i punti contaminati e la direzione dei flussi
potenzialmente nocivi; inoltre fornisce indicazioni dettagliate
sulle possibilità di risanamento attuabili.
Attenzione!
I consulenti non professionali sono doppiamente dannosi: sia perché si fanno pagare sicuramente più del dovuto, sia perché, promettendovi di “neutralizzare” tutte le radiazioni terrestri presenti nell’abitazione, vi fanno credere di eliminare il problema, mentre ciò non è affatto vero.
Qualora individui la presenza di radiazioni dannose, il consulente professionale vi suggerirà anzitutto la soluzione più efficace e meno costosa: spostare il luogo in cui dormite.
Tariffe per la consulenza
I consulenti bioedili non hanno tariffari prestabiliti. A titolo orientativo, ricordiamo che di norma gli esperti degli istituti specializzati tedeschi chiedono 75 euro per il controllo della prima camera e 45 euro per ogni stanza aggiuntiva. A tale compenso si aggiungono le spese di trasferta.
fonte : centroconsumatori.it
approfondimenti:
http://scienzapertutti.lnf.infn.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1163:0203-si-puo-fare-un-insolamento-magnetico-con-un-materiale-che-non-sia-attratto-dal-magnete&catid=142:tutte-le-risposte&Itemid=347
http://energiaalternativa.forumcommunity.net/?t=52112466
http://asse.altervista.org/Deflettore%20di%20Flusso%20Magnetico.pdf
http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=8225
http://www.profhome.it/carta-fodere-in-tnt/carta-rivestimento-murale-tessuto-no-tessuto/
domenica 21 luglio 2013
il bisturi intelligente che fiuta i tumori
Progettato da un ricercatore ungherese evita ai chirurghi di lasciare tessuti malati sul malato
Ci mette appena tre secondi a riconoscere le cellule tumorali e a comunicarlo al chirurgo. E lo fa con un'accuratezza del 100%. È stato battezzato «iKnife», il «l'elettrobisturi intelligente». Lavora più o meno come fanno i segugi e scova il tumore del tessuto «cattivo» che via via polverizza con il calore. Un aiuto non da poco per i chirurgi perché la rimozione chirurgica di un tumore è un processo molto delicato e il rischio che parte del tessuto malato non venga asportato e possa quindi provocare una nuova diffusione è reale. Lo strumento, dotato di uno spettometro di massa, è stato ideato da un chimico ungherese, Zoltan Takats dell'Imperial College di Londra.
LA SPERIMENTAZIONE - L'annuncio è stato pubblicato qualche giorno fa sulla rivista Science Translational Medicine. Le prime sperimentazioni su 91 pazienti hanno dato esito positivo e partiranno adesso altri test che coinvolgeranno pazienti in tre ospedali londinesi, il St Mary, l'Hammersmith e il Charing Cross. Il bisturi intelligente è capace di riconoscere se si tratta di tessuto benigno o no, eliminando in molti casi il passaggio della biopsia per l'analisi dei tessuti, perdendo così ulteriore tempo nella diagnosi e nella cura.fontre : corriere.it
lunedì 3 giugno 2013
CHLORELLA: rimuovi il mercurio dal tuo corpo in poche settimane
Agenti chimici e metalli pesanti sembrano essere presenti ovunque
Antibiotici e altri medicinali sono presenti nelle carni.
I pesticidi
ricoprono una gran parte del nostro cibo vegetale fresco, le sostanze chimiche vengono
immesse quotidianamente dagli aerei nell’aria e nell’acqua, le amalgame di mercurio che
riempiono i denti possono rilasciare mercurio ogni volta che mastichiamo del
cibo.
Il pesce
negli oceani è pieno di metalli pesanti e mercurio e queste sostanze seguono la
catena alimentare fino ad arrivare nel nostro piatto.
L’acqua del
sottosuolo è inquinata da composti chimici, di sintesi e pesticidi di scarico e dai camini delle fabbriche e
dagli scarti delle nuove tecnologie.
In pratica,
un livello accettabile di veleni viene fatto entrare nella nostra casa
attraverso l’acqua che si utilizza per bere e lavarsi, inclusi fluoro, cloro e
bassi livelli di metalli pesanti, non ci vuole molta immaginazione per vedere
che il nostro corpo è sotto attacco dell’inquinamento ambientale ogni singolo
giorno. L'uso di filtri ai carboni attivi sono utili, ma eliminare dagli scaffali delle nostre case i prodotti contententi fluoro, gli zuccheri raffinati, il latte, ecc, è un buon primo passo. Molto importante è anche limitare l'uso di apparecchiature senza fili ( router/modem wifi , telefoni, cellulari, ecc), spegnerli quando non abbiamo necessità di una determinata tecnologia.
Si può
cercare di proteggersi e combattere questa situazione mangiando cibo libero da
pesticidi e chimici ma non si può rimuovere tutte le fonti di tossine
dall’ambiente. Il danno al mondo è diffuso e pervasivo. Si possono prendere
misure personali per proteggersi dalla tossicità del mondo e una delle migliori
risorse per rimuovere queste sostanze tossiche dal corpo è una alga verde
chiamata clorella.
In breve:
- La clorella, una mcro-alga unicellulare, è uno dei più potenti strumenti di disintossicazione per l’eliminazione delle tossine accumulate nell’organismo, compreso il mercurio.
- Il grasso corporeo accumula da 10 a 100 volte più tossine del sangue. Uno dei modi migliori per rimuovere queste tossine è l’utilizzo di cibi disintossicanti come i concentrati di proteine del siero del latte che contengono precursori del glutatione, esercizio fisico e l’utilizzo della sauna ad infrarossi.
- La clorella integrale è assolutamente indigesta e quindi, per utilizzarla come disintossicante, bisogna romperne la membrana cellulare durante il processo di produzione.
- La clorella contiene anche proteine complete, così che può essere utilizzata, sia da vegani che da vegetariani, aumenta l’apporto di vitamina B e di proteine.
COME SI FA A
COMBATTERE L’INQUINAMENTO SISTEMICO
L’organismo
mette in atto un piano di protezione contro gli agenti chimici indesiderati e
nocivi provenienti dal cibo, dall’aria e dall’acqua. Una delle parti più
efficaci di questo piano è la disintossicazione dalle tossine già incamerate
nel corpo.
Il corpo è
naturalmente capace di rimuovere molti degli agenti patogeni, agenti chimici e
veleni con i quali possiamo venire in contatto nell’ambiente.
Ma, nel 21°
secolo, si sta assistendo a un’esplosione di malattie collegate all’accumulo di
tossine come il cancro, le disfunzioni auto-immunitarie, disturbi cerebrali,
come l’autismo, l’Alzheimer e il Parkinson disturbi neurologici e problemi più
comuni come depressione, difficoltà di apprendimento e fatica cronica. Così
diventa relativamente facile sovraccaricare l’organismo riducendone la capacità
di rimuovere queste tossine. Alcuni sintomi di uno stato tossico dovuto a
esposizione cronica di metalli:
- stanchezza
- problemi digestivi e ridotta abilità di assorbimento e utilizzo dei grassi
- dolori articolari
- depressione
- problemi di regolazione dello zucchero nel sangue
- problemi di infertilità femminile
Il mercurio
è anche una potente tossina che può danneggiare il cervello, il sistema nervoso
centrale e i reni; è particolarmente dannoso per i bambini, i nascituri, le
donne incinte e in allattamento, per chiunque abbia alti livelli di mercurio. È
evidentemente importante disintossicare l’organismo dalle tossine accumulate
per migliorare lo stato di salute incrementando la capacità di rimozione delle
tossine a cui si è esposti quotidianamente.
SAUNA AGLI
INFRAROSSI
Nel grasso
corporeo c’è un accumulo di tossine da 10 a 100 volte superiore rispetto a
quello nel sangue perciò, uno dei modi migliori per rimuovere le tossine è
perdere peso. Questa è la difesa principale. Scegliere il cibo giusto e fare
attività fisica sono le chiavi per migliorare lo stato di salute. Dopo questo
uno dei metodi più efficaci che conosco è l’uso della sauna agli infrarossi che
può essere fatta per circa un’ora al giorno per un mese. È molto importante idratarsi
bene prima e durante il trattamento per evitare la disidratazione.
In aggiunta
si può fare esercizio fisico per 30-60 minuti immediatamente prima per liberare
parte delle tossine contenute nelle cellule adipose.
Alcuni
specialisti hanno scoperto che l’uso della niacina – del tipo NON a rilascio
ritardato – aiuta a liberare le tossine dal grasso. Ma sono richieste dosi
elevate: circa 5.000 mg. Queste dosi così elevate richiedono un’assunzione
lenta e progressiva perché la niacina può provocare vampate. E, comunque, circa
un quarto della popolazione non è in grado di tollerare le vampate da niacina.
Evitate, quindi, la niacina a rilascio lento perché può potenzialmente portare
a epatiti di origine chimica.
LA CLORELLA UN POTENTE STRUMENTO DI DISINTOSSICAZIONE
È una delle
risorse nutrizionali disponibili dalle proprietà più sbalorditive che può
aiutare il corpo a combattere naturalmente l’inquinamento ambientale è un
integratore a base di un cibo integrale: la clorella. La clorella è uno degli
integratori più utilizzato in Giappone dove più di 10 milioni di persone
la usano regolarmente. I giapponesi usano la clorella molto più
diffusamente di quanto i nord americani usano la vitamina C, l’integratore più
popolare.
I giapponesi
sanno qualcosa che non sappiamo?
Una delle
ragioni per cui la clorella ha un alto valore per i giapponesi è la capacità di
disintossicare naturalmente. La clorella è un “alimento verde”, una micro-alga
unicellulare grande circa da 2 a 10 micron. È molto piccola con una proprietà unica:
permette la chelazione di metalli, sostanze chimiche e di alcuni pesticidi.
Quando la
clorella è introdotta nell’organismo, agisce legandosi naturalmente ai metalli
pesanti, alle sostanze chimiche e ai pesticidi che trova lungo il tratto
digestivo che è la strada per arrivare al flusso sanguigno attraverso il quale
queste pericolose tossine vengono trasportate e depositate nelle cellule.
La clorella
principalmente aiuta l’organismo a eliminare i metalli pesanti e le tossine
indesiderate. Ma fa molto di più.
La clorella
non si lega ai minerali indispensabili per il funzionamento ottimale del corpo.
Non si lega alle sostanze benefiche come calcio, magnesio o zinco. È come se la
clorella sapesse quali metalli fanno parte dell’organismo e quali sostanze chimiche
devono essere rimosse. L’integrazione con la clorella liberare un piccolo
esercito dentro al vostro organismo che combatte la battaglia della rimozione e
dell’eliminazione delle tossine dai tessuti.
LA STORIA
DELLA CLORELLA
La clorella
e uno degli integratori alimentari più studiati nel mondo. Oltre ad essere
oggetto di ricerca medica in USA, Russia, Germania, Giappone, Francia,
Inghilterra e Israele la clorella è stata studiata a fondo come risorsa
alimentare perché costituita da un 50% di proteine nobili ed è considerato un
alimento a base di amminoacidi completo.
Anche la
NASA ha studiato l’utilizzo della clorella come uno degli alimenti completi da
utilizzare nella stazione spaziale internazionale.
Degli studi
svolti in Giappone hanno dimostrato che la clorella può aiutare a ridurre la
percentuale di grasso corporeo e può essere utile a combattere l’obesità e il
diabete dipendente dal sovrappeso. Può aiutare anche a ridurre il colesterolo e
l’ipertensione. L’azione purificante della clorella sull’intestino e sugli
altri canali di eliminazione, così come l’azione epatoprotettiva, favorisce la
purificazione del sangue. E un sangue puro fa sì che i rifiuti metabolici
vengano efficientemente eliminati dai tessuti.
La clorella
disintossica così efficientemente perché è ricca di clorofilla, conosciuta per:
- favorire il processo di ossigenazione del corpo
- depurare i principali organi di smaltimento come intestino, fegato e sangue
- aiutare la depurazione del sangue dalle tossine
- favorire una pressione sanguigna ottimale
- aiutare la neutralizzazione dell’aria “cattiva” respirata
- promuove la crescita e la riparazione dei tessuti
Oltre
all’effetto disintossicante la clorella ha numerosi altri effetti benefici
sulla salute:
- rinforzare il sistema immunitario
- migliorare la digestione, specialmente se ci sono problemi di costipazione
- fornisce Vitamina B di origine animale
- migliorare la capacità di concentrazione
- aumenta il livello di energia
- bilanciare il ph del corpo
- normalizza il livello di zucchero nel sangue e la pressione
- riduce i rischi di tumore
- rinfresca l’alito
Uno
studio in doppio cieco sulla disintossicazione da metalli, durato tre anni,
cosu un campione di 350 persone condotto in una fonderia russa, sono stati
utilizzati più di 20 composti naturali per la rimozione dei metalli pesanti da
persone esposte a livelli molto alti di quattro metalli principali: antimonio,
piombo, cadmio e arsenico.
Quali sono
stati i risultati del test della clorella come agente disintossicante per i
metalli pesanti? Nello studio russo, utilizzando la clorella con la parete
cellulare rotta combinata con il cilandro (coriandolo) ha eliminato TUTTI i
metalli pesanti, incluso il mercurio! Senza segnalare effetti collaterali!
Infatti, il
fatto che i metalli pesanti si legassero con la polvere di clorella è stato
scoperto per primi dall’industria mineraria. Mescolata con l’acqua, la
clorella è pompata nei pozzi delle miniere per raccogliere i residui metallici
alla fine del processo di estrazione.
NON TUTTA LA
CLORELLA È UGUALE
Differentemente
da molti integratori alimentari, la clorella, per come supplemento, ha una
caratteristica che rende problematico il processo di produzione finalizzato. La
clorella è assolutamente non digeribile dagli esseri umani che, semplicemente,
non hanno gli enzimi per rompere la membrana cellulare.
Masticare e
digerire la clorella non permette di sfruttare i benefici di quest’alga perché
la sua dura membrana esterna, indispensabile per il legame con le tossine, non
può essere rotta dalle nostre risorse biologiche.
Perciò è
assolutamente necessario che il processo di lavorazione rompa la membrana
cellulare della clorella rendendola così biologicamente disponibile e attiva
nel nostro corpo.
Inoltre è
molto importante che l’acqua dove cresce l’alga sia incontaminata.
Un altro
aspetto che bisogna conoscere della clorella è che non viene sempre ben
tollerata dalle persone.
È
consigliato iniziare gradualmente, prendendo una piccola dose per vedere come
il corpo tollera questo potente disintossicante. Alcune persone riportano
benefici iniziando la disintossicazione assumendo prima piccole quantità di
cilantro per pochi giorni. Il cilantro provoca una risposta di
disintossicazione del corpo ma di minore intensità e questo può attenuare i
disagi provocati dalla clorella.
Sono stati
documentati ottimi risultati dall’uso di clorella mescolata con cilantro. Si
raccomanda di usare una fonte naturale di cilantro in modo da essere sicuri di
non introdurre altre sostanze chimiche indesiderate.
TROPPO
FERRO?
Un’altra
attenzione da porre nell’uso della clorella deriva dal fatto che questa alga
verde contiene ferro in alta concentrazione. Il livello di ferro nella donna
non dovrebbe rappresentare un problema data la perdita che avviene durante il
ciclo mestruale ma, nell’uomo e nelle donne dopo la menopausa un eccesso di
ferro può rappresentare un problema.
Quindi, per
gli uomini che utilizzano la clorella, si deve controllare regolarmente che il
livello di ferro nel sangue rimanga entro i limiti. L’indice più indicato è la
ferritina che il cui livello dovrebbe essere compresa tra 20 e 80 ng/ml.
Livelli più alti possono causare problemi e dovrebbero essere gestiti con
donazioni del sangue o salassi terapeutici.
CLORELLA PER
VEGETARIANI E VEGANI
La clorella
è anche un’importante fonte di aminoacidi completi così sia i vegani che i
vegetariani possono beneficiare non solo degli effetti detossificanti ma
possono anche aumentare i livelli di proteine e del complesso vitaminico B.
Molti dicono
che la clorella può essere una fonte di vitamina B12. Sebbene la clorella
contenga questa vitamina, molte persone sviluppano carenze perché perdono la
capacità di assorbirla. Infatti ingoiarla non dà gli stessi benefici
dell’iniezione, dell’assunzione sublinguale o via spray.
Secondo
quanto ho appreso, la clorella non è un’alternativa valida alla vitamina B12 di
provenienza animale che può essere un problema per i vegani.
CONSIDERAZIONI
FINALI
Qualche
volta, vivere nel mondo moderno ci fa sentire come se fossimo in guerra con
l’ambiente circostante e le fonti di inquinamento sono spesso silenziose e
inevitablili. Ci si può sforzare per evitare inquinanti e tossine, mangiare
solo cibi naturali salutari, bere solo acqua filtrata, evitare l’esposizione
agli agenti chimici e ritrovarsi esposti, ogni giorno, a forti quantità di
pericolosi inquinanti incontrollabili.
Mantenere il
benessere ottimale comprende meccanismi di difesa per combattere questi assalti
ambientali alla salute, invasivi e incontrollabili.
Applicando
un programma di disintossicazione si può aiutare il corpo a rimuovere
naturalmente i metalli pesanti, le sostanze chimiche e i pesticidi introdotti
involontariamente. Ed è dimostrato che la riduzione del carico tossico migliora
molti disturbi comuni come il calo di energie, l’insonnia, la digestione lenta,
l’abbassamento delle difese immunitarie e l’affaticamento mentale.
Infatti
praticamente tutto all’interno del corpo, compresi tutti gli organi, funziona
meglio riducendo il livello delle tossine a livello sistemico.
La rimozione
delle tossine evitando l’accumulo a livelli pericolosi può aiutare l’organismo
a difendersi da cancro, diabete e ipertensione, oltre che ai comuni disturbi
neurologici che possono manifestarsi a distanza di molto tempo.
È importante
iniziare piano, magari usando prima il cilantro, e poi aumentare gradatamente
l’assunzione di clorella in modo che il corpo riesca a tollerarla.
Ci è voluto
molto tempo per accumulare nel corpo queste tossine e ora ci vorrà molto tempo
per rimuoverle dal nostro sistema. Se provi indigestione o fastidio assumendo
clorella, probabilmente ne stai prendendo troppa e troppo velocemente.
È cruciale
diminuire il grasso corporeo il più possibile questo permette di eliminare una
grande quantità di tossine dal corpo. Ci si può aiutare con la sauna agli
infrarossi in abbinamento all’esercizio fisico e alla niacina.
Siate
pazienti, introducete l’integrazione con la clorella, e in poche settimane
inizierete a notare un miglioramento complessivo della salute come conseguenza
della rimozione dei metalli pesanti, delle sostanze chimiche e pesticidi dal
corpo.
CLORELLA
CONTRO SPIRULINA
La Spirulina
è un alga che viene spesso confusa con la clorella. Anche se hanno molte
caratteristiche in comune, ci sono alcune differenze nutrizionali tra le due
alghe.
La differenza
più importante è che la spirulina non ha la capacità di chelare le tossine dei
metalli pesanti come fa la clorella, la spirulina però viene usata per trattare
avvelenamento da arsenico.
Nutrizionalmente
parlando, spirulina è una buona fonte di proteine complete. Infatti contiene
65-70 proteine e batte Chlorella in termini di contenuto proteico. Essa ha
anche una maggiore quantità di B12, acidi grassi essenziali e la superossido
dismutasi antiossidante.
Chlorella,
invece, contiene livelli più elevati di clorofilla, nucleotidi RNA e DNA e beta
carotene.
Idealmente
ha senso prenderle entrambe, difatti questa combinazione può trasformare il
nostro corpo in una centrale elettrica nutrizionale.
mercoledì 29 maggio 2013
Nocività delle onde wifi sperimentata da studenti danesi
Un gruppo di
cinque giovani studentesse della scuola danese di Hjallerup ha condotto un
esperimento sui semi di crescione.
Queste studentesse erano interessate a determinare se le onde wifi influenzato o meno lo sviluppo di alcune piante.
I risultati sono impressionanti.
Queste studentesse erano interessate a determinare se le onde wifi influenzato o meno lo sviluppo di alcune piante.
I risultati sono impressionanti.
Per 12
giorni, hanno studiato dei semi di crescione.
Il primo gruppo di semi è stato esposto a microonde wireless, il secondo invece è stato isolato da qualsiasi radiazione.
Risultato: i semi esposti alle radiazioni hanno appena germogliato e alcuni sono persino mutati, mentre quelli non esposti alle radiazioni, si sono sviluppati senza problemi (come mostrato nelle due foto qui sotto).
Il primo gruppo di semi è stato esposto a microonde wireless, il secondo invece è stato isolato da qualsiasi radiazione.
Risultato: i semi esposti alle radiazioni hanno appena germogliato e alcuni sono persino mutati, mentre quelli non esposti alle radiazioni, si sono sviluppati senza problemi (come mostrato nelle due foto qui sotto).
Questi
giovani studenti hanno preparato la loro esperienza, disponendo i loro semi in
12 piatti, in due stanze separate, la prima esposta a onde di un router
standard 802.11g WiFi IEEE, la seconda invece isolata. Illuminazione e
irrigazione sono state identiche per tutti.
L'idea di questo esperimento è venuto per la difficoltà di concentrazione in classe.
L'idea di questo esperimento è venuto per la difficoltà di concentrazione in classe.
Uno di
questi ragazzi spiega: "Abbiamo pensato che la difficoltà di
concentrazione e talvolta insonnia a scuola, derivasse dal fatto che avevamo
dormito con i nostri telefoni cellulari accanto alla testa". Da questa
osservazione, hanno elaborato l’esperimento che mostra l'effetto delle onde .
Aggiunge infine che "è davvero spaventoso osservare un simile effetto e
siamo rimasti veramente colpiti da tali risultati"
Questo
esperimento semplice e geniale ha sùbito attirato l'attenzione degli esperti di
onde elettromagnetiche. Alcuni seri ricercatori nel Regno Unito, Svezia e Paesi
Bassi hanno mostrato interesse per il progetto. Alcuni hanno deciso di ripetere
l'esperimento nei loro laboratori.
Il prof. Olle Johansson del Karolinska Institute di Stoccolma ha detto: "nei limiti delle loro competenze, le ragazze hanno sviluppato e documentato un lavoro di grande eleganza. La ricchezza dei dettagli e la precisione è esemplare, la scelta di crescione è stata molto intelligente"
Il prof. Olle Johansson del Karolinska Institute di Stoccolma ha detto: "nei limiti delle loro competenze, le ragazze hanno sviluppato e documentato un lavoro di grande eleganza. La ricchezza dei dettagli e la precisione è esemplare, la scelta di crescione è stata molto intelligente"
a Sinistra Semi di
crescione non esposti al Wifi
a destra Semi di
crescione esposto alle radiazioni Wifi
Alla fine,
gli studenti hanno ricevuto il premio "Giovani Ricercatori".
Forti delle conclusioni del loro esperimento, hanno deciso di togliere i telefoni cellulari dalle loro stanze, e spegnere i loro computer prima di coricarsi.
Forti delle conclusioni del loro esperimento, hanno deciso di togliere i telefoni cellulari dalle loro stanze, e spegnere i loro computer prima di coricarsi.
In tutto il
mondo il wifi sta diventando sempre più comune, potente e veloce.
Recentemente, la Samsung ha battuto un record di velocità ottenendo una connessione di rete wireless dalla velocità di 40 Gb/s. Con tale velocità si è in grado di trasferire 10 filmati HD in un secondo.
Recentemente, la Samsung ha battuto un record di velocità ottenendo una connessione di rete wireless dalla velocità di 40 Gb/s. Con tale velocità si è in grado di trasferire 10 filmati HD in un secondo.
un tester di campo :
http://de.flukenetworks.com/enterprise-network/network-testing/AirCheck-Wi-Fi-Tester
francoise :
English :
http://abcnews.go.com/blogs/technology/2013/05/can-wifi-signals-stunt-plant-growth/
lunedì 6 maggio 2013
Antipiretici, sono realmente opportuni ?
Ma è giusto sopprimere quella che è una difesa naturale dell’organismo contro gli agenti patogeni?Secondo uno studio del 2006 pubblicato sulla rivista "Nature Immunology", la febbre è in grado di raddoppiare il numero di linfociti T (le cellule che fungono da "scudo" protettivo contro virus e batteri) presenti nei linfonodi. Tutte le sostanze di difesa del nostro organismo sembrano essere in grado di funzionare solo in ambiente caldo. Addirittura, secondo alcuni studi, mentre il nostro sistema immunitario ci sta difendendo attraverso l’ausilio della febbre contro diversi microorganismi, sembra produrre anche fattori antitumorali.
«Il meccanismo della febbre è una difesa dell'organismo contro le aggressioni. Le cellule del sistema immunitario vengono stimolate dal calore a produrre citochine, cioè sostanze che
combattono tutto ciò che è alterato rispetto alla norma (cellule malate, virus, batteri). Spaventa le persone perché dà malessere. Difatti le sostanze liberate dal sistema immunitario danno uno stato di malessere generale accompagnato spesso da inappetenza. La febbre andrebbe combattuta solo quando, troppo elevata in tutto l'organismo, può dare problemi» spiega il dr. Carlo Pastore, specialista in oncologia medica e perfezionato in Ipertermia Clinica Oncologica.
«Le reazioni infiammatorie e febbrili nei confronti di agenti intossicanti e infettivi sono da considerarsi reazioni “biologicamente opportune”, cioè salutari e orientate alla distruzione ed eliminazione dell’agente aggressore» afferma il dr. Francesco Perugini Billi «Il processo di calore mette i tessuti e tutto l’organismo nelle condizioni di reagire nel modo migliore possibile. Gli enzimi e molte altre sostanze di difesa prodotte dalle cellule funzionano solo in un ambiente acido e caldo. Inoltre, mentre il nostro corpo reagisce verso un’infezione, contemporaneamente produce anche fattori antitumorali. "Raffreddare" in modo intempestivo l’organismo con farmaci antipiretici, antinfiammatori e antibiotici potrebbe non essere sempre una buona idea. Sulle lunghe, questo processo di calore non adeguatamente espresso potrebbe dar via a malattie più “fredde”, striscianti, poco sintomatiche, almeno inizialmente, come lo sono le malattie degenerative, sclerotiche e tumorali», prosegue Perugini Billi.
È evidente, quindi, che non sempre è corretto adoperare farmaci antipiretici e che questi andrebbero usati solo quando strettamente indispensabile.
«Alla luce di quanto detto, appare quanto mai sbagliato tacitare tout court una febbre o un'infiammazione. I farmaci naturali (omeopatia, fitoterapia ecc.) possono rappresentare uno straordinario aiuto nella maggioranza di questi processi. Lasciano che la “reazione biologicamente opportuna” possa esprimersi in modo adeguato ed efficace, tenendola sotto controllo, ma senza mai sopprimerla e spesso evitando le complicazioni. A questi farmaci naturali il medico può aggiungere, per esempio quando la febbre è troppo alta o ci sono gravi infezioni, dei farmaci allopatici (antipiretici, antibiotici ecc.)» continua il dr. Francesco Perugini Billi.
Sembra vi sia anche una relazione tra febbre, tumore e malattie degenerative. «Diversi studi hanno indagato la relazione febbre-tumore. Uno di questi ha preso in considerazione 603 pazienti affetti da melanoma e li ha comparati con 627 persone sane. I ricercatori hanno verificato che esisteva una relazione inversa tra tumore e febbre. Infatti, il rischio di melanoma si riduceva del 40% tra coloro che avevano avuto tre o più infezioni accompagnate da una febbre che superava i 38.5°C (Melanoma Res. 1999; 9:511-9). In una meta-analisi si è indagato il rapporto tra infezioni e morte per tumore in Italia tra il 1890 e il 1960. E’ stato calcolato che una riduzione del 2% delle infezioni si accompagnava a un incremento del 2% di tumori nella decade successiva (Eur J Epidemiol 1999; 14:749-54)» spiega Perugini Billi «La comparsa di febbre è anche alla base dei casi di spontanea guarigione da tumore. Su questo si è scritto e discusso fin dal 1700. Secondo il dr. Rohdenburg, che pubblicò un esauriente studio nel 1918, la maggioranza delle guarigioni spontanee si accompagna a episodi acuti con febbre molto alta. Spesso si trattava di erisipela, un’infezione da streptococco, ma sono stati osservati anche casi di tubercolosi acuta, varicella, polmonite e malaria (J Cancer Res, 1918; 3193-225). Anche il dr. William Coley (1862-1936) fu testimone di una clamorosa guarigione spontanea in un caso di cancro avanzato della gola. Il paziente si riprese perfettamente dopo un’infezione di erisipela. L’interesse per il fenomeno fu tale che Coley mise a punto la sua famosa "tossina": un miscuglio di due batteri, Streptococcus pyogenes e Serratia marcescens, che iniziò ad usare con i suoi pazienti tumorali fin dal 1893 (Am J Med Sc, 1893;105:487-511). Negli USA, la "tossina di Coley" fu poi riconosciuta come farmaco per la ricerca clinica solo nel 1963. La letteratura riporta altri esempi di guarigione dal cancro in seguito a febbre e infezione. Per esempio, nelle remissioni spontanee da leucemia infantile la febbre si è manifestata nell’80% dei casi (Am J Med 1951; 10: 238-9), mentre nelle remissioni da melanoma la febbre era presente nel 31% dei casi (Onkologie, 1998; 21: 14-8). La sensibilità delle cellule tumorali nei confronti del calore è cosa nota da tempo. Per altro, questa sensibilità è decisamente superiore a quella delle cellule sane. Quando la temperatura si porta da 37°C a 42°C, inizia una vera e propria moria di cellule cancerose. Questo effetto è attualmente sfruttato dalla terapia Ipertemica antitumorale, che in sostanza si sostituisce alle stesse capacità dell’organismo di produrre una salutare reazione febbrile. Inoltre, diversi studi hanno anche dimostrato che cellule tumorali sottoposte per circa sei ore ad una temperatura di 41°C iniziavano a produrre linfociti T, che sono fondamentali per le difese immunitarie (Int Immunol, 2003;15:1053-61)» conclude Perugini Billi.
In Italia vi sono alcuni centri specialistici che curano i tumori proprio con una sorta di febbre indotta con microonde. Tale terapia viene definita Ipertermia. Si tratta di una terapia non invasiva effettuata con un apparecchio che produce una radiofrequenza allo scopo di direzionare il calore direttamente sull'organo malato.
Il Synchrotherm RF 13.56, questo il nome dell’apparecchio, provoca un riscaldamento localizzato a una temperatura di circa 42°-43° C. «L'ipertermia è impiegata nella cura dei tumori poiché le cellule tumorali avendo una membrana aberrante temono il calore. La loro membrana cellulare non riesce a smaltirlo adeguatamente e quindi si innesca un meccanismo di morte cellulare denominato apoptosi. Inoltre localmente il danno da chemioterapia e/o radioterapia concomitante viene amplificato. Non da ultimo il calore attiva localmente le cellule del sistema immunitario potenziando la risposta contro il tumore. Può essere impiegata nella cura di tutti i tumori solidi a patto che non vi sia imponente versamento ascitico o pleurico» spiega il dr. Carlo Pastore.
http://www.synchrotherm.com/index.php?option=com_content&view=article&id=4&catid=8
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