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venerdì 13 dicembre 2019

Alimentazione : tossicità nell'uso dell alluminio in cucina ( fogli e contenitori )


Valutazione e comunicazione del rischio alimentare

 avviso ministeriale già dal 2017.

 Parere CNSA - Esposizione del consumatore all’alluminio derivante dal contatto alimentare: elementi di valutazione del rischio e indicazioni per un uso corretto dei materiali a contatto con gli alimenti

Parere CNSA - Esposizione del consumatore all’alluminio derivante dal contatto alimentare: elementi di valutazione del rischio e indicazioni per un uso corretto dei materiali a contatto con gli alimenti

Sommario: La via primaria di esposizione all'alluminio per la popolazione generale è quella alimentare. Il rischio tossicologico dell'alluminio è notevolmente limitato dallo scarso assorbimento e dalla rapida escrezione nei soggetti sani, quindi i gruppi di popolazione più vulnerabilialla tossicità orale dell'alluminio sono quelli con diminuita capacità escretoria renale: anziani, bambini sotto i 3 anni, soggetti con malattie renali. Inoltre, vanno considerate fra i gruppi vulnerabili anche le donne in gravidanza, per il rischio di fetotossicità.
La contaminazione del cibo per fenomeni migrazionali da utensili o imballaggi è solo una delle fonti di esposizione alimentare, tuttavia è il principale fattore direttamente prevenibile, anche perché il rilascio di alluminio dai materiali a contatto è condizionato dalle modalità di uso. In particolare, va sempre fatta attenzione a:
  • evitare di graffiare i contenitori, ledendo la patina protettiva dell'alluminio anodizzato
  • evitare il contatto diretto di alimenti acidi o salati con fogli di alluminio
  • evitare la conservazione di alimenti in contenitori di alluminio dopo la cottura e per lunghi tempi.
Data del documento: 2017
A cura di: Ministero della Salute, CNSA

Download:


Data di pubblicazione: 31 maggio 2017

 fonte :
http://www.salute.gov.it/portale/rischioAlimentare/dettaglioPubblicazioniRischioAlimentare.jsp?lingua=italiano&id=2608

martedì 25 ottobre 2016

i rischi dell'utilizzo di plastica


Collaborazione di Greta Orsi e Silvia Scognamiglio

Negli ultimi sessanta anni la plastica ha rivoluzionato la nostra vita e ormai avvolge tutto, anche il cibo che mangiamo ogni giorno. Basta pensare che il 90% degli imballaggi alimentari è in plastica, dalle bottiglie dell'acqua alle alici sott'olio, dagli utensili da cucina ai contenitori, ai piatti.
Le plastiche sono colorate, morbide, dure, trasparenti, ma per realizzarle servono plastificanti, antiossidanti, inchiostri, solventi. Una piccola dose di sostanze chimiche migra dal contenitore al cibo. Ci sono delle norme europee da rispettare e dei limiti da non superare perché alcune sostanze interferiscono col sistema endocrino, e altre sono cancerogene. Però si scopre che il limite consentito per il bisfenolo A, contenuto in molte lattine (dalla conserva al tonno), per le autorità sanitarie francesi non è sicuro, e quella sostanza in Francia è stata bandita. Un calcolo che nessuno ha fatto è sulla somma delle sostanze che a fine giornata una persona assume. Invece per quel che riguarda le dose massime giornaliere consentite, si riferiscono a un adulto di sessanta chili. Nessuno sa quale sia la dose tollerabile per un bambino. L'inchiesta ricostruirà i comportamenti quotidiani che espongono di più a questi interferenti endocrini, a partire dalle tende per doccia in pvc, e darà anche indicazioni su come limitare i danni.
fonte : http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-55b85b62-3186-4ebd-a9fe-7eb7c5cb79b1.html

martedì 13 agosto 2013

15 tra gli alimenti più adatti alla depurazione del fegato


Il fegato è l’organo principale a cui il nostro organismo deve i processi necessari al metabolismo non soltanto degli alimenti, ma anche di tossine e farmaci. Un’alimentazione ricca di frutta e verdura può contribuire ad alleggerire il lavoro del fegato, in quanto alcuni frutti e ortaggi contengono sostanze in grado di favorire l’attività del fegato e di migliorare i processi di eliminazione delle tossine.


Ecco 15 tra gli alimenti più adatti alla depurazione del fegato.

1) Aglio

Piccole quantità di aglio sono in grado di attivare quegli enzimi che a livello del fegato aiutano il corpo a liberarsi delle tossine. L’aglio presenta inoltre elevati quantitativi di selenio eallicina, due sostanze naturali che contribuiscono alla depurazione del fegato.

2) Pompelmo

Ricco sia di vitamina C che di antiossidanti, il pompelmo è in grado di migliorare i naturali processi di depurazione del fegato. Un bicchiere di succo di pompelmo appena spremuto contribuisce ad incrementare la produzione di enzimi che favoriscono la disintossicazione del fegato e l’eliminazione delle tossine.

3) Barbabietole e carote

Entrambe estremamente ricche di flavonoidi e di betacarotene, le barbabietole e le carote aiutano a migliorare e a stimolare globalmente tutte le funzioni dell’organismo che contribuiscono alla depurazione del fegato.

4) Te’ verde

Il tè verde rappresenta una delle bevande amiche del fegato, in quanto ricco di antiossidanti e dicatechina, un componente noto per la propria capacità di contribuire al funzionamento generale del fegato.

5) Rucola e spinaci

Rucola e spinaci, ma anche cicoria e tarassaco e l’insieme degli ortaggi a foglia verde scuro, sono ricchi di clorofilla e contribuiscono a purificare il sangue dalle tossine, neutralizzando metalli pesanti e pesticidi e svolgendo allo stesso tempo un’azione di tipo protettivo nei confronti del fegato.

6) Avocado

L’avocado aiuta l’organismo a produrre il glutatione, un aminoacido solforato con funzione antiossidante utile per contrastare i danni provocati dai radicali liberi e necessario al fegato al dine di liberare l’organismo da pericolose tossine. Recenti studi hanno mostrato come un consumo regolare di avocado possa contribuire a migliorare la salute del fegato.

7) Mele

Ricche di pectina, le mele contengono i componenti chimici necessari al nostro organismo per purificarsi e favorire l’eliminazione delle tossine dal tratto digestivo. Ciò rende più semplice per il fegato occuparsi del carico di tossine durante il processo di purificazione del nostro corpo.

8) Olio extravergine d’oliva


Oli spremuti a freddo come l’olio extravergine d’oliva, l’olio di semi di canapa e l’olio di semi di lino sono considerati benefici per il fegato, se utilizzati con moderazione, in quanto possono apportare una base lipidica in grado di incorporare una parte delle tossine presenti nell’organismo, alleggerendo il carico delle stesse sul fegato.

9) Cereali integrali

I cereali integrali, con particolare riferimento al riso integrale, sono ricchi di vitamine del gruppo B, nutrienti noti per essere in grado di migliorare sia il metabolismo dei grassi che il funzionamento del fegato. Dal medesimo punto di vista, è preferibile scegliere prodotti alimenti preparati con farine integrali, piuttosto che con farine raffinate.

10) Broccoli e cavolfiori


Il consumo di broccoli e cavolfiori può contribuire all’incremento della presenza di glucosinolati, degli enzimi naturali considerati in grado di contribuire all’eliminazione da parte dell’organismo di tossine, anche cancerogene, diminuendo il nostro rischio di esposizione a malattie tumorali.

11) Limoni

I limoni presentano un contenuto elevato di vitamina C, che aiuta l’organismo a sintetizzare i materiali tossici in sostanze che possano essere assorbite dall’acqua ed in seguito eliminate dall’organismo. Bere del succo fresco di limone al mattino aiuta a stimolare il fegato.

12) Noci

Le noci sono ricche di un aminoacido denominato arginina, che contribuisce ad aiutare il fegato a depurarsi e disintossicarsi, in particolare per quanto riguarda sostanze come l’ammoniaca. E’ consigliabile masticare molto bene le noci prima di inghiottirle, in modo da favorire la loro digestione.

13) Cavoli

Come avviene nel caso dei broccoli e dei cavolfiori, il consumo di cavoli permette di stimolare l’attivazione degli enzimi più cruciali nella depurazione del fegato e nell’eliminazione delle tossine.

14) Curcuma

La curcuma rappresenta la spezia da favorire per la depurazione del fegato. Essa può essere aggiunta per il condimento di pietanze a base di verdure o di legumi, per amplificarne gli effetti benefici. La curcuma assiste l’attività degli enzimi che contribuiscono attivamente all’eliminazione delle tossine, con particolare riferimento a sostanze dal potere cancerogeno.

15) Asparagi

Studi recenti hanno rilevato come gli asparagi, con particolare riferimento alle loro foglie, siano da considerare un alimento utile alla protezione del fegato, con particolare riferimento al consumo eccessivo di alcol ed al loro prezioso contenuto di amminoacidi e sali minerali. Il consumo di asparagi può offrire un ottimo contributo nel facilitare la depurazione del fegato.

  Fonte greenme.it/

martedì 6 agosto 2013

Germania, proposta dei Verdi : Vegetariani per legge (un giorno alla settimana)

Il progetto tedesco: niente carne né salsicce per educare i bambini a un'alimentazione sostenibile.


BERLIN- Il nome l'hanno già trovato: «Veggie Day». Il resto potrebbe succedere dopo le elezioni tedesche di settembre.
Se i verdi andranno al governo, promettono di istituire - scritto tra i punti del programma - la «giornata vegetariana». Un giorno in cui - un po' come i venerdì delle campagne cattoliche delle nostre nonne - la carne sarà bandita dalle mense degli uffici pubblici e delle scuole tedesche. L'obiettivo dichiarato è di ridurre il consumo della carne, che vede la Germania tra i maggiori consumatori d'Europa, con 98 chili di carne a testa all'anno.

«Un Veggie Day è una giornata fantastica per provare come ce la possiamo cavare senza salsicce - dice Renate Kunast, il capogruppo verde -. Cucinare vegetariano è molto di più che lasciare da parte la carne». Non a caso la Germania, patria del più grande partito ecologista d'Europa, è da anni un supermarket mondiale del bio. Ci sono mercatini bio, caffè bio, ristoranti bio, anche la Bionade - una bibita gassata naturale nei sapori di varia frutta esotica -, che anni fa insidiò il primato di vendite della Coca Cola.


L'obiettivo dei verdi è duplice.
Da una parte, un'alimentazione più sana, che protegga l'uomo dalle malattie cardiovascolari, obesità e altro. Dall'altra, si mira a proteggere l'ambiente. Gli animali da pascolo, infatti, sono visti dagli ecologisti come uno dei responsabili del cambiamento climatico.
Il ragionamento degli anti-carne è lineare.
Il 30 per cento della superficie sfruttabile della Terra è coperta da pascoli, contro il 4% usato dall'agricoltura.
Non solo.
La biomassa prodotta dagli animali è doppia rispetto a quella creata dagli uomini, ed è responsabile del 5% delle emissioni di diossido di carbonio e del 40% del metano - un gas serra ben più pericoloso. Inoltre, se i consumi di carne dei Paesi emergenti (Cina e India, in primo luogo) cresceranno con i trend attuali, nel 2050 gli animali da pascolo produrranno emissioni pari a metà del traffico stradale e aereo.
Una tendenza che - credono anche i verdi tedeschi - bisogna cominciare a contenere.
E il «Veggie Day»?
In Germania ha scatenato una valanga di reazioni, finendo tra gli argomenti del giorno, e intasando le communità in rete dei giornali, dalla Zeit a Handelsblatt .
A leggerle, però - «lo Stato vuole spiarmi anche nel piatto?» o «sono quasi vegetariano, ma non se me lo ordina lo Stato» - l'idea dei verdi (con diversi esponenti politici costretti ieri a spiegarsi o a precisare) più che adepti ha trovati contestatori. In rivolta non solo contro la «dittatura dei vegetariani», ma anche contro l'idea stessa di uno Stato (etico) che, fin nella composizione del menù, si prende attivamente cura - con una serie di prescrizioni - del benessere dei cittadini. L'idea che, per capirci, manda in bestia G.Ferrara, ma che dalla Francia (dove lo Stato ha aumentato le tasse su una certa bevanda), viene in più modi sperimentata. Non fosse altro, ed è l'approccio inglese, perché l'obesità pesa sulla sanità e sullo Stato sociale.
I verdi tedeschi dicono:
«È bene per tutti mangiare più sano». Nel 2011 ci provarono già. A Stoccarda, capitale dell'auto e loro roccaforte. Ma l'opposizione dei dipendenti pubblici fu tale che il decreto, già scritto, venne ritirato.

fonte : corriere.it

lunedì 3 giugno 2013

CHLORELLA: rimuovi il mercurio dal tuo corpo in poche settimane



Agenti chimici e metalli pesanti sembrano essere presenti ovunque

Antibiotici e altri medicinali sono presenti nelle carni.
I pesticidi ricoprono una gran parte del nostro cibo vegetale fresco, le sostanze chimiche vengono immesse quotidianamente dagli aerei nell’aria e nell’acqua,  le amalgame di mercurio che riempiono i denti possono rilasciare mercurio ogni volta che mastichiamo del cibo.
Il pesce negli oceani è pieno di metalli pesanti e mercurio e queste sostanze seguono la catena alimentare fino ad arrivare nel nostro piatto.
L’acqua del sottosuolo è inquinata da composti chimici, di sintesi e pesticidi di scarico e dai camini delle fabbriche e dagli scarti delle nuove tecnologie.
In pratica, un livello accettabile di veleni viene fatto entrare nella nostra casa attraverso l’acqua che si utilizza per bere e lavarsi, inclusi fluoro, cloro e bassi livelli di metalli pesanti, non ci vuole molta immaginazione per vedere che il nostro corpo è sotto attacco dell’inquinamento ambientale ogni singolo giorno. L'uso di filtri ai carboni attivi sono utili, ma eliminare dagli scaffali delle nostre case i prodotti contententi fluoro, gli zuccheri  raffinati, il latte,  ecc, è un buon primo passo. Molto importante è anche limitare l'uso di apparecchiature senza fili ( router/modem wifi , telefoni, cellulari, ecc), spegnerli quando non abbiamo necessità di una determinata tecnologia.

Si può cercare di proteggersi e combattere questa situazione mangiando cibo libero da pesticidi e chimici ma non si può rimuovere tutte le fonti di tossine dall’ambiente. Il danno al mondo è diffuso e pervasivo. Si possono prendere misure personali per proteggersi dalla tossicità del mondo e una delle migliori risorse per rimuovere queste sostanze tossiche dal corpo è una alga verde chiamata clorella.
In breve:
  • La clorella, una mcro-alga unicellulare, è uno dei più potenti strumenti di disintossicazione per l’eliminazione delle tossine accumulate nell’organismo, compreso il mercurio.
  • Il grasso corporeo accumula da 10 a 100 volte più tossine del sangue. Uno dei modi migliori per rimuovere queste tossine è l’utilizzo di cibi disintossicanti come i concentrati di proteine del siero del latte che contengono precursori del glutatione, esercizio fisico e l’utilizzo della sauna ad infrarossi.
  • La clorella integrale è assolutamente indigesta e quindi, per utilizzarla come disintossicante, bisogna romperne la membrana cellulare durante il processo di produzione.
  • La clorella contiene anche proteine complete, così che può essere utilizzata, sia da vegani che da vegetariani, aumenta l’apporto di vitamina B e di proteine.
COME SI FA A COMBATTERE L’INQUINAMENTO SISTEMICO
L’organismo mette in atto un piano di protezione contro gli agenti chimici indesiderati e nocivi provenienti dal cibo, dall’aria e dall’acqua. Una delle parti più efficaci di questo piano è la disintossicazione dalle tossine già incamerate nel corpo.
Il corpo è naturalmente capace di rimuovere molti degli agenti patogeni, agenti chimici e veleni con i quali possiamo venire in contatto nell’ambiente.
Ma, nel 21° secolo, si sta assistendo a un’esplosione di malattie collegate all’accumulo di tossine come il cancro, le disfunzioni auto-immunitarie, disturbi cerebrali, come l’autismo, l’Alzheimer e il Parkinson disturbi neurologici e problemi più comuni come depressione, difficoltà di apprendimento e fatica cronica. Così diventa relativamente facile sovraccaricare l’organismo riducendone la capacità di rimuovere queste tossine. Alcuni sintomi di uno stato tossico dovuto a esposizione cronica di metalli:
  • stanchezza
  • problemi digestivi e ridotta abilità di assorbimento e utilizzo dei grassi
  • dolori articolari
  • depressione
  • problemi di regolazione dello zucchero nel sangue
  • problemi di infertilità femminile
Il mercurio è anche una potente tossina che può danneggiare il cervello, il sistema nervoso centrale e i reni; è particolarmente dannoso per i bambini, i nascituri, le donne incinte e in allattamento, per chiunque abbia alti livelli di mercurio. È evidentemente importante disintossicare l’organismo dalle tossine accumulate per migliorare lo stato di salute incrementando la capacità di rimozione delle tossine a cui si è esposti quotidianamente.
SAUNA AGLI INFRAROSSI
Nel grasso corporeo c’è un accumulo di tossine da 10 a 100 volte superiore rispetto a quello nel sangue perciò, uno dei modi migliori per rimuovere le tossine è perdere peso. Questa è la difesa principale. Scegliere il cibo giusto e fare attività fisica sono le chiavi per migliorare lo stato di salute. Dopo questo uno dei metodi più efficaci che conosco è l’uso della sauna agli infrarossi che può essere fatta per circa un’ora al giorno per un mese. È molto importante idratarsi bene prima e durante il trattamento per evitare la disidratazione.
In aggiunta si può fare esercizio fisico per 30-60 minuti immediatamente prima per liberare parte delle tossine contenute nelle cellule adipose.
Alcuni specialisti hanno scoperto che l’uso della niacina – del tipo NON a rilascio ritardato – aiuta a liberare le tossine dal grasso. Ma sono richieste dosi elevate: circa 5.000 mg. Queste dosi così elevate richiedono un’assunzione lenta e progressiva perché la niacina può provocare vampate. E, comunque, circa un quarto della popolazione non è in grado di tollerare le vampate da niacina. Evitate, quindi, la niacina a rilascio lento perché può potenzialmente portare a epatiti di origine chimica.

LA CLORELLA UN POTENTE STRUMENTO DI DISINTOSSICAZIONE
È una delle risorse nutrizionali disponibili dalle proprietà più sbalorditive che può aiutare il corpo a combattere naturalmente l’inquinamento ambientale è un integratore a base di un cibo integrale: la clorella. La clorella è uno degli integratori più utilizzato in Giappone dove più di 10 milioni di persone la  usano regolarmente. I giapponesi usano la clorella molto più diffusamente di quanto i nord americani usano la vitamina C, l’integratore più popolare.
I giapponesi sanno qualcosa che non sappiamo?
Una delle ragioni per cui la clorella ha un alto valore per i giapponesi è la capacità di disintossicare naturalmente. La clorella è un “alimento verde”, una micro-alga unicellulare grande circa da 2 a 10 micron. È molto piccola con una proprietà unica: permette la chelazione di metalli, sostanze chimiche e di alcuni pesticidi.
Quando la clorella è introdotta nell’organismo, agisce legandosi naturalmente ai metalli pesanti, alle sostanze chimiche e ai pesticidi che trova lungo il tratto digestivo che è la strada per arrivare al flusso sanguigno attraverso il quale queste pericolose tossine vengono trasportate e depositate nelle cellule.
La clorella principalmente aiuta l’organismo a eliminare i metalli pesanti e le tossine indesiderate. Ma fa molto di più.
La clorella non si lega ai minerali indispensabili per il funzionamento ottimale del corpo. Non si lega alle sostanze benefiche come calcio, magnesio o zinco. È come se la clorella sapesse quali metalli fanno parte dell’organismo e quali sostanze chimiche devono essere rimosse. L’integrazione con la clorella liberare un piccolo esercito dentro al vostro organismo che combatte la battaglia della rimozione e dell’eliminazione delle tossine dai tessuti.
LA STORIA DELLA CLORELLA
La clorella e uno degli integratori alimentari più studiati nel mondo. Oltre ad essere oggetto di ricerca medica in USA, Russia, Germania, Giappone, Francia, Inghilterra e Israele la clorella è stata studiata a fondo come risorsa alimentare perché costituita da un 50% di proteine nobili ed è considerato un alimento a base di amminoacidi completo.
Anche la NASA ha studiato l’utilizzo della clorella come uno degli alimenti completi da utilizzare nella stazione spaziale internazionale.
Degli studi svolti in Giappone hanno dimostrato che la clorella può aiutare a ridurre la percentuale di grasso corporeo e può essere utile a combattere l’obesità e il diabete dipendente dal sovrappeso. Può aiutare anche a ridurre il colesterolo e l’ipertensione. L’azione purificante della clorella sull’intestino e sugli altri canali di eliminazione, così come l’azione epatoprotettiva, favorisce la purificazione del sangue. E un sangue puro fa sì che i rifiuti metabolici vengano efficientemente eliminati dai tessuti.
La clorella disintossica così efficientemente perché è ricca di clorofilla, conosciuta per:
  • favorire il processo di ossigenazione del corpo
  • depurare i principali organi di smaltimento come intestino, fegato e sangue
  • aiutare la depurazione del sangue dalle tossine
  • favorire una pressione sanguigna ottimale
  • aiutare la neutralizzazione dell’aria “cattiva” respirata
  • promuove la crescita e la riparazione dei tessuti
Oltre all’effetto disintossicante la clorella ha numerosi altri effetti benefici sulla salute:
  • rinforzare il sistema immunitario
  • migliorare la digestione, specialmente se ci sono problemi di costipazione
  • fornisce Vitamina B di origine animale
  • migliorare la capacità di concentrazione
  • aumenta il livello di energia
  • bilanciare il ph del corpo
  • normalizza il livello di zucchero nel sangue e la pressione
  • riduce i rischi di tumore
  • rinfresca l’alito
Uno studio in doppio cieco sulla disintossicazione da metalli, durato tre anni, cosu un campione di 350 persone condotto in una fonderia russa, sono stati utilizzati più di 20 composti naturali per la rimozione dei metalli pesanti da persone esposte a livelli molto alti di quattro metalli principali: antimonio, piombo, cadmio e arsenico.
Quali sono stati i risultati del test della clorella come agente disintossicante per i metalli pesanti? Nello studio russo, utilizzando la clorella con la parete cellulare rotta combinata con il cilandro (coriandolo) ha eliminato TUTTI i metalli pesanti, incluso il mercurio! Senza segnalare effetti collaterali! Infatti, il fatto che i metalli pesanti si legassero con la polvere di clorella è stato scoperto per primi dall’industria mineraria. Mescolata con l’acqua, la clorella è pompata nei pozzi delle miniere per raccogliere i residui metallici alla fine del processo di estrazione.
NON TUTTA LA CLORELLA È UGUALE
Differentemente da molti integratori alimentari, la clorella, per come supplemento, ha una caratteristica che rende problematico il processo di produzione finalizzato. La clorella è assolutamente non digeribile dagli esseri umani che, semplicemente, non hanno gli enzimi per rompere la membrana cellulare.
Masticare e digerire la clorella non permette di sfruttare i benefici di quest’alga perché la sua dura membrana esterna, indispensabile per il legame con le tossine, non può essere rotta dalle nostre risorse biologiche.
Perciò è assolutamente necessario che il processo di lavorazione rompa la membrana cellulare della clorella rendendola così biologicamente disponibile e attiva nel nostro corpo.
Inoltre è molto importante che l’acqua dove cresce l’alga sia incontaminata.
Un altro aspetto che bisogna conoscere della clorella è che non viene sempre ben tollerata dalle persone.
È consigliato iniziare gradualmente, prendendo una piccola dose per vedere come il corpo tollera questo potente disintossicante. Alcune persone riportano benefici iniziando la disintossicazione assumendo prima piccole quantità di cilantro per pochi giorni. Il cilantro provoca una risposta di disintossicazione del corpo ma di minore intensità e questo può attenuare i disagi provocati dalla clorella.
Sono stati documentati ottimi risultati dall’uso di clorella mescolata con cilantro. Si raccomanda di usare una fonte naturale di cilantro in modo da essere sicuri di non introdurre altre sostanze chimiche indesiderate.
TROPPO FERRO?
Un’altra attenzione da porre nell’uso della clorella deriva dal fatto che questa alga verde contiene ferro in alta concentrazione. Il livello di ferro nella donna non dovrebbe rappresentare un problema data la perdita che avviene durante il ciclo mestruale ma, nell’uomo e nelle donne dopo la menopausa un eccesso di ferro può rappresentare un problema.
Quindi, per gli uomini che utilizzano la clorella, si deve controllare regolarmente che il livello di ferro nel sangue rimanga entro i limiti. L’indice più indicato è la ferritina che il cui livello dovrebbe essere compresa tra 20 e 80 ng/ml. Livelli più alti possono causare problemi e dovrebbero essere gestiti con donazioni del sangue o salassi terapeutici.
CLORELLA PER VEGETARIANI E VEGANI
La clorella è anche un’importante fonte di aminoacidi completi così sia i vegani che i vegetariani possono beneficiare non solo degli effetti detossificanti ma possono anche aumentare i livelli di proteine e del complesso vitaminico B.
Molti dicono che la clorella può essere una fonte di vitamina B12. Sebbene la clorella contenga questa vitamina, molte persone sviluppano carenze perché perdono la capacità di assorbirla. Infatti ingoiarla non dà gli stessi benefici dell’iniezione, dell’assunzione sublinguale o via spray.
Secondo quanto ho appreso, la clorella non è un’alternativa valida alla vitamina B12 di provenienza animale che può essere un problema per i vegani.
 CONSIDERAZIONI FINALI
Qualche volta, vivere nel mondo moderno ci fa sentire come se fossimo in guerra con l’ambiente circostante e le fonti di inquinamento sono spesso silenziose e inevitablili. Ci si può sforzare per evitare inquinanti e tossine, mangiare solo cibi naturali salutari, bere solo acqua filtrata, evitare l’esposizione agli agenti chimici e ritrovarsi esposti, ogni giorno, a forti quantità di pericolosi inquinanti incontrollabili.
Mantenere il benessere ottimale comprende meccanismi di difesa per combattere questi assalti ambientali alla salute, invasivi e incontrollabili.
Applicando un programma di disintossicazione si può aiutare il corpo a rimuovere naturalmente i metalli pesanti, le sostanze chimiche e i pesticidi introdotti involontariamente. Ed è dimostrato che la riduzione del carico tossico migliora molti disturbi comuni come il calo di energie, l’insonnia, la digestione lenta, l’abbassamento delle difese immunitarie e l’affaticamento mentale.
Infatti praticamente tutto all’interno del corpo, compresi tutti gli organi, funziona meglio riducendo il livello delle tossine a livello sistemico.
La rimozione delle tossine evitando l’accumulo a livelli pericolosi può aiutare l’organismo a difendersi da cancro, diabete e ipertensione, oltre che ai comuni disturbi neurologici che possono manifestarsi a distanza di molto tempo.
È importante iniziare piano, magari usando prima il cilantro, e poi aumentare gradatamente l’assunzione di clorella in modo che il corpo riesca a tollerarla.
Ci è voluto molto tempo per accumulare nel corpo queste tossine e ora ci vorrà molto tempo per rimuoverle dal nostro sistema. Se provi indigestione o fastidio assumendo clorella, probabilmente ne stai prendendo troppa e troppo velocemente.
È cruciale diminuire il grasso corporeo il più possibile questo permette di eliminare una grande quantità di tossine dal corpo. Ci si può aiutare con la sauna agli infrarossi in abbinamento all’esercizio fisico e alla niacina.
Siate pazienti, introducete l’integrazione con la clorella, e in poche settimane inizierete a notare un miglioramento complessivo della salute come conseguenza della rimozione dei metalli pesanti, delle sostanze chimiche e pesticidi dal corpo.

CLORELLA CONTRO SPIRULINA

La Spirulina è un alga che viene spesso confusa con la clorella. Anche se hanno molte caratteristiche in comune, ci sono alcune differenze nutrizionali tra le due alghe.
La differenza più importante è che la spirulina non ha la capacità di chelare le tossine dei metalli pesanti come fa la clorella, la spirulina però viene usata per trattare avvelenamento da arsenico.
Nutrizionalmente parlando, spirulina è una buona fonte di proteine ​​complete. Infatti contiene 65-70 proteine​​ e batte Chlorella in termini di contenuto proteico. Essa ha anche una maggiore quantità di B12, acidi grassi essenziali e la superossido dismutasi antiossidante.
Chlorella, invece, contiene livelli più elevati di clorofilla, nucleotidi RNA e DNA e beta carotene.
Idealmente ha senso prenderle entrambe, difatti questa combinazione può trasformare il nostro corpo in una centrale elettrica nutrizionale.

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mercoledì 8 maggio 2013

Principali differenze tra il sale marino raffinato e integrale


Le principali differenze tra il sale marino raffinato e il sale marino integrale sono che:

Il sale raffinato è quasi al 97,5% puro cloruro di sodio. Il rimanente 2,5% è composto di sostanze chimiche: sbiancanti,antiagglomeranti e stabilizzanti,lo iodio nel caso di prodotti contenenti iodio. Viene depurato di moltissimi minerali come calcio,magnesio,potassio,ferro ecc..ecc.. Queste “impurità” vengono vendute all'industria chimica ottenendo un guadagno superiore a quella dello stesso sale.

Il sale marino integrale contiene 70 delle 84 sostanze che sono presenti nell'acqua di mare Secondo il Laboratorio d'Analisi Chimiche di Nantes (Francia).

Rispetto al sale raffinato il sale marino integrale è un prodotto più completo.

Il sale marino contiene oltre al sodio, preziosi minerali e oligoelementi.

Inoltre nel sale marino si trovano "impurità" minerali come solfati, calcio, magnesio, potassio, ferro e minerali traccia come stronzio, manganese, iodio, zinco, fluoruri, argento, boro, silicio, rame a altri ancora), molto preziose per la salute. Queste, lavorano in sinergia tra loro e con altri minerali e vitamine presenti nel nostro corpo. Per l'utilizzo dello iodio (tiroide) abbiamo bisogno del rame per esempio, mentre il magnesio, il manganese e il potassio aiutano il silicio (ossa, connettivo). Qualcuno afferma che questi elementi, soprattutto quelli traccia, siano più importanti delle stesse vitamine nella prevenzione delle malattie. Queste "impurità" con la raffinazione vengono sottratte e vendute separatamente all'industria chimica. In fondo pare che il guadagno ottenuto dalla vendita delle "impurità" sia superiore a quello dello stesso sale.

C'è da fare attenzione, però perché non tutto il sale in commercio con la dicitura "marino" è davvero integrale. Il più delle volte, si tratta di sale di mare raffinato. Il vero sale marino integrale viene raccolto a mano, asciugato al sole e al vento, ed ha un colore leggermente grigio e a volte rosato, ma mai bianco! Può avere diversa granulazione. Viene percepita una certa umidità mettendo le dita sotto la superficie. Contiene decine d'impurità che bilanciano l'effetto del solo cloruro di sodio e costituiscono fino al 16% del peso del sale. Il tipico colore grigiastro deve mantenersi anche quando lo maciniamo finemente. Conservandolo in un barattolo ben chiuso e non facendolo asciugare, si avrà la disattivazione del suo prezioso contenuto di iodio organico.

Inoltre è bene ricordare che il cosiddetto "sale iodato" non ha nulla a che fare con il sale marino integrale. E' semplicemente sale raffinato a cui è stato aggiunto dello iodio. Io preferisco gli alimenti nella loro interezza e poco o nulla manipolati dall'uomo.

L'Italia produce ottimi sali marini integrali, ma difficilmente li trovate nella grande distribuzione. Importiamo sale grezzo anche dall'estero, soprattutto dalla Francia. Il mare di provenienza può condizionare la composizione di minerali.

Il sale marino grezzo si colloca perfettamente in una dieta naturale, nel senso di consumare alimenti il più vicino possibile a come Madre Natura li ha creati. Come ho detto, l'apporto di sodio (Na) sarà bilanciato dagli altri minerali, cosa che non succede utilizzando il sale raffinato. l'importante è non esagerare comunque, un po' di sale per insaporire le pietanze fa quindi bene.Il regolare consumo di ortaggi e di frutta ma anche di alcune carni e pesci garantirà il potassio (K) necessario per ottenere un buon rapporto K:Na che dovrebbe essere superiore a 5:1.

Se oggi l'uomo moderno assume troppo sale (circa 10-15 g al giorno), non è a causa di quello che aggiunge alle insalate, sulla carne o nelle minestre, ma quello che assume in modo occulto dai cibi preparati dall'industria alimentare (cibi pronti per essere cotti, ecc)che è sempre sale raffinato e quindi "sbilanciato". Questo porta ad un consumo di sodio che può essere il doppio del potassio.
   
Consumo Consapevole
BioSee.it

martedì 16 aprile 2013

Cibi Alcalini, Acidi e basici

  Quali sono i Cibi acidi cibi alcalini e gli alimenti neutri ?

Quando ingeriamo un determinato cibo, questo può dare una reazione acida e tende a sottrarre sali minerali all'organismo, mentre un alimento alcalino basico, è mineralizzante non sottrae sali minerali all'organismo. vediamo quali sono questi alimenti.


Premessa fondamentale per stabilire se un alimento è acido o basico a livello metabolico.
Alle volte ci si può confondere tra alimenti che al gusto sono acidi ( dovuto alla grande presenza di acidi organici) come il limone ad es, ma che nelle tabelle appartengono alla categoria degli alcalini ; in questo caso bisogna sapere che gli acidi organici una volta assorbiti producono come rifiuti anidride carbonica e acqua ma il contenuto, ad es nel limone , di minerali alcalini compensa quel poco di acidità generata dei contenuti organici.
Come orientarsi per mantenere un buon equilibrio acido basico ?
Orientativamente l'80% in peso del cibo dovrebbe essere costituito da vegetali alcalini, il resto da cibi generatori di acidità, il che vuol dire per 100 gr di cereali ingeriti bisognerebbe consumare 400 grammi tra verdura e frutta; ma nella società occidentale succede il contrario, e questa è la base alimentare su cui poggia la grande via che porta a tutti i tipi di patologie.
Elenco alimenti acidi e basici
Frutta dal sapore Acido ma con effetto alcalinizzanteAnanas, arancia, clementino, limone, mandarino, melograno, pompelmo, ribes
Frutta dal sapore acido semi-acido ma con effetto alcalinoAlbicocca, ciliegia, fragola, mela, uva, pera, pesca, prugna
Frutta neutra alcalinizzanteMelone, cocomero
Frutta SeccaAlbicocca, prugna acidificante
Banana matura, fico, mela, pera,uva: alcalinizzante
Frutti oleosi ( la maggioranza sono acidi)Arachidi, noce scura, nocciola, pistacchio: acidificante
Mandorla secca, alcalinizzante

Frutta dolce
Dattero, Mela dolce, uva dolce, Banana, fico: effetto alcalinizzante
Verdura alcalinizzante a bassa concentrazione di amido
Asparago, broccoli, cardo, cavolo, invidia, lattuga, peperone dolce, porro, pomodoro, rabarbaro, cetriolo, cicoria, crescione, fagiolino, ravanelli, scarola, spinacio, valeriana, zucca, zucchine
Verdura alcalinizzante a media concentrazione di amidoBarbabietola, carciofo, carota, cavolo di bruxelles, cipolla, piselli, prezzemolo, rapa , sassifraga, scalogno, sedano rapa, tarassaco
Verdura alcalinizzante a forte concentrazione di amidoCastagna, topinambur, patata
Grassi alcalinizzanti:Avocado, oli vegetali, olio oliva
Cereali e derivati: sostanzialmente acidi e acidificantiAvena, farina bianca, farina di avena, farina di mais, fecola di patate, grano saraceno, mais, orzo integrale, pane bianco, pane integrale, pasta, riso, riso integrale, segale integrale, pasta, soia, semola
Legumi secchi: alimenti acidiFave, fagioli secchi, piselli rotti, lenticchie secche
Latte e derivati- uovaBurro, panna fresca : acidificanti
Latte vaccino ; alcalinizzante
Uova: alcalinizzante
Proteine magre:caglio di latte, formaggio bianco, yougurt scremato : alcalinizzante
Proteine grasse del formaggio: acidificantiComtè, groviera, Emmenthal, formaggio di capra
Carne pesce e proteine animali: acidificantiCarne di manzo, crostacei, pesce, pollame
Alimenti fortemente acidificanti e particolarmente dannosiAlcolici, bevande industriali, cacaco, caffè, the nero, condimenti, dolcificanti artificiali, oli raffinati, prodotti di pasticceria, spezie
I cibi che ingeriamo possono dare reazione acida, alcalina o neutra
Quando ingeriamo un determinato cibo, questo può dare una reazione acida e quindi tende a sottrarre
sali minerali all'organismo, mentre un alimento alcalino basico, è mineralizzante non sottrae sali minerali all'organismo e bilancia o neutralizza gli effetti degli acidi. I cibi acidificanti e gli acidi contenuti negli alimenti.
I cibi che danno reazione ACIDA sono i fagioli, la carne, il pesce, il formaggio, i cereali ed alcune noci, gli alimenti raffinati e industriali, zucchero bianco, arachidi, uova, salmone fresco, ostriche, crackers integrali, noci, pane e farina integrale, formaggi, ricotta (vecchia di 1 giorno), pane bianco, riso cotto, pasta cotta, frutta secca, tè caffè, cioccolato, miele, olio, burro. Gli alimenti acidi che contengono l'acido citrico sono il limone ed il ribes nero, l'acido malico è contenuto nella prugna, nel ribes, nella cotogna e nella mela, altri tipi di acido sono il tartarico, l'ossalico, il succinico, il fumarico, l'acetico, l'amilico. La frutta e le verdure contengono questi acidi che se non sono in eccesso sono benefici per la salute e mineralizzanti, attivano la ventilazione polmonare.
Arachidi , mandorle ,noci, pistacchi nocciole sono acidificanti perchè contengono molti olii che metabolizzati producono rifiuti acidi ( anidride carbonica ecc..).
Sono dannosi per l'organismo l'acido urico e le purine presenti nelle carni, l'acido lattico e cadaverico delle carni, l'acido butirrico dei grassi animali. Per chi soffre di calcoli renali è bene evitare i cibi che contengono acido ossalico che troviamo negli spinaci, nelle bietole, nel cacao, nella barbabietola rossa nella cioccolata ed in alcuni ortaggi.

Acido benzoico
 e reumatismi.Per chi soffre di gotta e di reumatismi sarebbe bene evitare il consumo di prugne che contengono acido benzoico In più l'acido tannico ad alte dosi è dannoso per il nostro organismo, contenuto nel caffè, nella frutta non matura, nel vino rosso e nel tè, un suo eccesso provoca denutrizione proteica ed il cancro. Per contrastare un eccesso di acidità che provoca demineralizzazione è bene assumere carote, cavolo, sedano, frumento germogliato, insalate crude, l'acqua delle verdure bollite, succhi di arancia, e frutta come ananas, ciliegia, fragola, mela, uva.
L' eccesso di cibi acidi
Sarebbe bene nella alimentazione naturale dare la preferenza ai cibi alcalini. Ma senza scartare i cibi acidi, dei quali abbiamo comunque bisogno.
 
Un eccesso di cibi acidi sottrae minerali al nostro organismo, a lungo andare le ossa perdono la loro consistenza, i denti si cariano, il sangue diventa anemico, la pelle si rovina e si spacca, si possono formare i calcoli ai reni o alla cistifellea, debolezza generale, senso di freddo, infezioni, disturbi digestivi, alle vie respiratorie, alla pelle, unghie macchiate di bianco che sono indice di demineralizzazione, un’alimentazione troppo acida può provocare acetone, è bene quindi evitare anche certe bevande acide, come la coca-cola, e tenere  in considerazione che un eccesso di cibo acidifica.

L' apparente alcalisi dei forti mangiatori di carne
Un caso a parte di cui non ho parlato è l'apparente alcalinità anche del ph delle urine dei forti mangiatori di carne che eliminando forti quantità di ammoniaca generano un ph urinario alcalino pur essendo metabolicamente in uno stato di forte acidosi.

fonte : naturopataonline.org

giovedì 10 gennaio 2013

Lievito di birra: proprietà e benefici

Il lievito di birra si ottiene attraverso la selezione di microrganismi viventi, i Saccharomyces Cerevisiae, funghi microscopici unicellulari che vengono coltivati e fatti fermentare in appositi fermentatoi, dove si moltiplicano moltissime volte. Si chiama “di birra” perché è un residuo della fermentazione della birra, ma si può trovare anche altrove, per esempio sulla buccia di alcuni frutti.
Il lievito di birra secco è più ricco di nutrienti rispetto a quello fresco, cioè a quello che si usa comunemente per fare il pane o la pizza. Si può acquistare in farmacia, in erboristeria e nella grande distribuzione. Si trova in varie forme: in compresse o bustine da assumere direttamente, oppure in scaglie, che possono essere aggiunte a minestre o insalate.

Lievito di birra, alleato di  Fegato, pelle, capelli, cuore, vasi, capelli, unghie, intestino.

Proprietà del lievito di birra
Il lievito di birra contiene molte proteine ad alto valore biologico e tutte le vitamine del gruppo B. È inoltre ricco di minerali, tra cui magnesio, fosforo, potassio, ferro, calcio e selenio; ha quindi un’azione rimineralizzante e aiuta a combattere l’astenia.
Ha potere disintossicante nei confronti del fegato ed è alleato di tutto l’apparato tegumentario, cioè di capelli, pelle, ciglia, unghie. Aiuta a combattere alcuni inestetismi cutanei, in particolare l’acne e le dermatiti. È utile al sistema cardiovascolare e metabolico perché contribuisce a tenere pulite le arterie e facilita l’azione dell’insulina. Aiuta a ripristinare la flora batterica intestinale.

Sapevate che: le proprietà del lievito di birra erano note già nell’antichità. Esistono chiari riferimenti a questo prodotto, che veniva utilizzato per depurare l’organismo e per combattere le malattie epidemiche, già in un testo del 3.500 a.C.

Una ricetta nella manica
Il lievito di birra secco è perfetto per la preparazione di maschere naturali, sia per la pelle del viso sia per i capelli. Per ottenere una maschera per la pelle mista o tendenzialmente grassa basta versare un cucchiaino di lievito di birra in polvere in mezzo vasetto di yogurt naturale. Si otterrà una maschera cremosa da mettere sul viso (tranne contorno occhi) e tenere in posa per circa 10 minuti. Risciacquare con acqua tiepida.
fonte : cure-naturali.it

venerdì 4 gennaio 2013

La Polonia vieta Mais e Patate OGM. Sfida alla CEE.

Il premier Polacco : la CEE vorrebbe il nostro via libera in "banco"

La Polonia ha imposto ieri nuovi divieti sulla coltivazione di alcune varietà di mais e di patate geneticamente modificati, il giorno dopo il via libera dell'Unione europea alle colture di Ogm (Organismi geneticamente modificati).
Stando ad una dichiarazione del governo di mercoledì, il governo del primo ministro Donald Tusk ha imposto il bando alla coltivazione diei seguenti prodotti :
 patate Amflora della tedesca BASF ;
mais e/o del grano MON 810 della statunitense Monsanto.
Il divieto di ceppi specifici utilizza essenzialmente una scappatoia legale per aggirare l'accettazione dell'Unione europea di questo genere di prodotti. 
Greenpeace, sentinella mondiale a livello ambientale, ha commentato il provvedimento, che entrerà in vigore il 28 gennaio. "Il governo ha mantenuto le promesse", ha scritto la sede polacca dell'associazione internazionale.
Tusk aveva promesso di vietare gli Organismi geneticamente modificati nel mese di novembre sulla scia di un via libera del Senato alla registrazione e alla vendita di piante geneticamente modificate, vietate in Polonia fino ad allora. Secondo il primo ministro, in base alle norme comunitarie, i legislatori erano stato costretto a far approvare in bianco le colture OGM entrate in vigore il primo gennaio di quest'anno.
fonte : nelcuore.org

domenica 23 dicembre 2012

Peperoncino : le sue proprietà conosciute fin dai tempi antichi.


Fin da tempi antichissimi, il peperoncino è un condimento molto popolare e presente nella dieta di popolazioni molto diverse e lontanissime tra loro nel tempo e nello spazio, un successo che si spiega non solamente a causa delle sue proprietà organolettiche ma che ha come elementi fondanti le proprietà benefiche di questa bacca sulla salute.

Quattro composti del peperoncino, tra cui i flavonoidi e i capsaicinoidi, hanno un effetto antibatterico, cosicché cibi cotti col peperoncino possano essere conservati relativamente a lungo.

Questo spiega anche perché più ci si sposta in regioni dal clima caldo, maggiore sia l'uso di peperoncino ed altre spezie. I peperoncini sono ricchi in vitamina C e si ritiene abbiano molti effetti benefici sulla salute umana, purché usati con moderazione ed in assenza di problemi gastrointestinali.

Alcuni medici ne consigliano l'assunzione fino a cinque volte la settimana anche ai bambini dai 7 ai 16 anni. Il peperoncino ha un forte potere antiossidante, e questo gli è valso la fama di anti tumorale. Inoltre, il peperoncino si è dimostrato utile nella cura di malattie da raffreddamento come raffreddore, sinusite e bronchite, e nel favorire la digestione.

Queste virtù sono dovute principalmente alla capsaicina, in grado di aumentare la secrezione di muco e di succhi gastrici. In ultimo il peperoncino stimolando la peristalsi intestinale favorisce il transito e l'evacuazione, il più rapido passaggio intestinale in sinergia col potere antibatterico ed antimicotico evita la fermentazione e la formazione di gas intestinali e di tossine, particolarmente le tossine della candida albicans.

Tra le altre cose è anche un potente alcalinizzante cosi da contrastare l'acidosi terreno fertile a tumori e leucemie.

Particolarmente interessante l'effetto di regolarizzazione della circolazione sanguigna che il peperoncino rosso svolge nel corpo umano unito ad un effetto benefico in caso di infiammazioni. Se somministrata per via orale, la capsaicina sollecita una secrezione maggiore di enzimi digestivi favorendo appunto il processo digestivo. Sembra, inoltre, che il peperoncino, oltre a favorire la circolazione sanguigna, sia un efficace vasodilatatore, e renda elastici i capillari sanguigni; si è riscontrato che nelle regioni dove è diffuso il suo uso, malattie come gli infarti, l'arteriosclerosi e l'eccesso di colesterolo siano notevolmente limitate.
In ultimo pare che anche i capelli traggano beneficio dall'uso del peperoncino rosso; infatti una miglior circolazione sanguigna avrebbe effetti positivi anche sulla vita dei bulbi capilliferi. E' importante ricordare che come per tutti gli alimenti, non bisogna abusarne rischiando di tramutare un alimento da salutare in dannoso per la nostra salute.

In troppi invece sono convinti che il peperoncino faccia male. È un antico pregiudizio.

Probabilmente è dovuto alla somiglianza dei nomi pepe e peperoncino che ha fatto supporre una stretta parentela e quindi ha trasferito al peperoncino gli aspetti negativi del pepe che notoriamente fa male alla salute.

La verità è che nessun rapporto esiste fra pepe e peperoncino; nonostante la somiglianza linguistica. Il primo appartiene alla famiglia delle Piperacee che niente hanno a che fare con le Solanacee che comprendono il peperoncino.

Può darsi invece che a determinare i giudizi negativi sia stato il piccante.

In ogni caso le maggiori preoccupazioni sono per lo stomaco. Molti affermano di non poter mangiare peperoncino perché "brucia lo stomaco" o causa "bruciori allo stomaco".
Non c'è niente di più sbagliato.

Sicuramente il peperoncino è stomachico cioè favorisce la secrezione dei succhi gastrici e quindi la digestione. Molte regioni meridionali conservano nella tradizione popolare un infuso digestivo fatto di camomilla calda con l'aggiunta di un cucchiaino di polvere di peperoncino e un po' di miele come dolcificante.

In Calabria, nella Riviera dei cedri, si prepara un ottimo digestivo di cedro e peperoncino. Si ottiene mettendo in infusione nell'alcool corteccia di cedro e polvere di peperoncino piccante. Si chiama Zafarà.

E si deve alla genialità di un maestro - gastronomo come Vincenzo Buonassisi la creazione di una "bomba" digestiva fatta di alcool, bucce di limone e peperoncino.

Ma il "capsicum" non è utile soltanto per la buona digestione. Sgombrati i pregiudizi, bisogna esaminare da vicino le straordinarie qualità di questo ortaggio.

Vediamole una per una elencando in ordine alfabetico le principali malattie per le quali svolge azione benefica:


Alcolismo

Il celebre medico fitoterapeuta Henri Leclerc dice di aver guarito molti alcolisti incalliti somministrando ogni tre ore un cucchiaio da cucina da lui preparato miscelando 4 gr. di tintura madre di capsicum annuum con 180 gr. di acqua.

D'altra parte l'utilizzazione del peperoncino contro l'alcolismo ha riscontri puntuali presso varie culture popolari.

Chi ha abusato di alcool starà subito meglio con una tisana amara (assenzio, gauriana) con l'aggiunta di 2 o 3 gocce di tintura madre di peperoncino.


Arteriosclerosi


Le proprietà vasodilatatrici e anticolesterolo sono riconosciute da tutti. Ad esse si aggiunge l'azione della vitamina PP che rende elastici i capillari e della vitamina E che aumenta l'ossigenazione nel sangue. Per questi motivi il peperoncino è utilissimo per la prevenzione e la cura dell'arteriosclerosi.


Artrite, reumatismi

Usato sul corpo, all'esterno, il peperoncino ha un effetto revulsivo cioè dilata i capillari e riscalda.

Per artriti e reumatismi procedere così: far macerare per 2 giorni 6 peperoncini rossi in 100 gr. di alcool a 60° e con questo poi fare impacchi sulle parti dolo-ranti.


Artrosi, lombaggine

Castore Durante, un botanico vissuto nel XVII secolo, indica il peperoncino come revulsivo nell'artrosi, nella lombaggine e nella sciatica.

In caso di necessità si può preparare una lozione lasciando macerare una parte di peperoncino in 6 di alcool a 33°.

Aggiungendo 15/20 gocce di questa lozione in mezzo bicchiere d'acqua si otterrà un ottimo rimedio per artrosi e lombaggini (da frizionare sulle parti).

Allo stesso scopo si potranno preparare dei cataplasmi di argilla e peperoncini da spennellare sul corpo.

Ci vuole l'argilla verde e il peperoncino da unire sempre in ragione di 6 parti di argilla e una di peperoncino. Sia con le lozioni che con l'argilla procedere con cautela e massima attenzione perché se si esagera il peperoncino causa irritazioni gravi ed anche ustioni.

Il consiglio è di sperimentare prima il grado personale di tollerabilità: fare un'applicazione all'interno del braccio; se dopo dodici ore il rossore sparisce senza conseguenze significa che la preparazione scelta può essere usata tranquillamente. Nel caso contrario diminuire la dose di peperoncino.


Caduta di capelli


Il potere stimolante del "capsicum" ha un'azione benefica sul cuoio capelluto.

La tradizione popolare calabrese attribuisce poteri miracolosi al peperoncino contro la caduta dei capelli.

La lozione si prepara così: far macerare al buio per otto giorni 3 peperoncini in un litro di alcool. Filtrarla e frizionare due volte al giorno. Con pazienza. Avendo come riferimento una certezza: nei popoli che consumano peperoncino la calvizie è rara.


Cancro

Il peperoncino anti-cancro è un'affascinante teoria, sostenuta da studiosi autorevoli.

Per il prof. Giulio Tarro, oncologo di fama internazionale, sono proprio le sostanze presenti nel capsicum ad assicurare un rafforzamento delle difese immunologiche contro le degenerazioni tumorali.

Il prof. Umberto Veronesi, presidente dell'Unione Internazionale contro il cancro, riconosce il contributo dei conservanti alimentari antiossidanti nella lotta al cancro dello stomaco. E il peperoncino è uno dei più potenti anti-ossidanti a nostra disposizione.

La dieta Moerman anti-cancro, sperimentata in Olanda dal 1930, in pratica somministra ai pazienti cibi nei quali ci sia iodio, acido citrico, vitamine del gruppo B, ferro, zolfo, vitamina A, vitamina E, vitamina C. Secondo la teoria che questi elementi, ristabilendo una giusta ossigenazione e riequilibrando il metabolismo, siano in grado di prevenire i tumori.

Ora, come si sa, molte delle sostanze preferite dalla dieta Moerman sono presenti in quantità ottimali nel peperoncino. Soprattutto le vitamina A, E, C e il ferro.

In particolare poi l'importanza e il ruolo della vitamina C nella lotta ai tumori è stata sottolineata da molti studiosi e ricercatori, primi fra tutti, quelli del centro on-cologico americano di Bethesda.

Ed è solo il caso di ricordare che la quantità di vitamina C presente nel peperoncino è elevata. Tant'è che proprio studiando la paprika il prof. Szent-György riuscì a scoprirla ottenendo per questo il premio Nobel per la medicina nel 1937.


Digestione difficile

Delle qualità stomatiche del peperoncino si è detto all'inizio del capitolo.

La preferenza è senz'altro per i digestivi al peperoncino che sono in commercio.

In caso di necessità vanno bene anche 2 gr. di polvere di peperoncino chiusi in una cialda e ingoiati con un po' d'acqua.

Come cura preventiva è bene cospargere di peperoncino in polvere le pietanze per le quali si prevede una difficile digestione.


Depressione

In Cina il peperoncino rosso viene normalmente utilizzato contro la depressione, soprattutto quando questa si accoppia all'inappetenza.

Non sono da meno in India dove la medicina ayurvedica sostiene che il peperoncino "stimola lo spirito e il sangue".

Senza ricorrere a queste lontane tradizioni non c'è dubbio che un buon piatto di pasta aglio, olio e peperoncino, mangiato in compagnia, aiuta a superare in allegria tutti i piccoli problemi depressivi.


Distorsioni

La tradizione popolare indica un rimedio rapido contro le "brutte storte".

Sbollentare in acqua calda, per un attimo, alcuni peperoncini. Spezzettarli e farne un cataplasma da applicare sulla parte dolorante.


Emorroidi

Molti rinunciano al piccante perché temono le ... conseguenze delle emorroidi.

Tutto a causa di vecchi pregiudizi e disinformazione.

Già nel 1857 l'Accademia medica francese sanciva ufficialmente la validità del peperoncino contro ogni tipo di emorroidi.

Una cosa è certa, nel giro di poche settimane spariscono congestione e dolore.

L'azione terapeutica è dovuta alla vitamina K2 che è antiemorragica e alla capacità caratteristica del peperoncino che per "chiudere" le ferite "chiama in soccorso" le piastrine, la fibrina e tutti i materiali di riparazione. Si ottiene così un aumento di sangue nelle zone interessate fino alla cicatrizzazione.

Ettore Liuni consiglia di iniziare la cura con una dose massiccia di peperoncino in polvere sui cibi (più di un gr. ogni 10 kg. di peso corporeo al giorno). All'inizio potrà verificarsi una recrudescenza dei sintomi, poi nel giro di un mese i fenomeni della malattia scompaiono.


Ferite

Per le ferite in genere c'è un'azione simile a quella delle emorroidi.

Sempre la medicina antica prescrive impacchi con acqua sterilizzata nella quale è stato sciolto un pizzico di peperoncino. Il bruciore è forte... la cicatrizzazione assicurata.


Fermentazioni intestinali

Nell'intestino il peperoncino svolge un'azione antiputrefattiva e antifermentativa. Impedisce che le tossine passino nel sangue.

È un'azione preventiva particolarmente utile in un tipo di alimentazione come quella moderna con cibi raffinati, senza scorie e una lunga permanenza del cibo nell'intestino.


Insufficienza epatica

Le cucine orientali usano abbondantemente il peperoncino e superano così ogni problema di fegato e di cistifellea.

L'uso abbondante di peperoncino in cucina ha dato anche da noi ottimi risultati. Addirittura anche contro la cirrosi epatica.


Laringite

Il peperoncino funziona bene come decongestionante e antinfiammatorio contro laringiti, raucedini e tossi spasmodiche.

Una ricetta semplice per i gargarismi. Fare macerare in alcool a 90° 2 gr. di polvere di peperoncino, per 12 ore. Filtrare e usare 10 gocce del liquido ottenuto in mezzo bicchiere di acqua calda.


Malattie cardiovascolari

Ottimi servizi il peperoncino offre come cura preventiva dell'infarto e delle malattie cardiocircolatorie.

L'uso costante di peperoncino abbassa il livello di colesterolo nel sangue; aiuta il cuore; agisce come vasodilatatore con grossi benefici per i capillari e per le arterie coronarie.

Il seme del peperoncino contiene molti acidi polinsaturi che eliminano dalle arterie il colesterolo in eccesso e i trigliceridi.

L'attività fibrinolitica stimolata dal "capsicum" diminuisce l'insorgere di "trombi" che, oltre all'infarto, causano anche le "trombosi".

Nella rivista "Salve" di Ottobre 1985 è scritto a questo riguardo: "Studiosi thailandesi riferiscono che il capsico, una specie di peperoncino rosso, caro alla cucina del loro paese, stimola l'attività fibrinolitica... probabilmente sufficiente a prevenire la formazione di coaguli e trombi e a contribuire alla bassa incidenza delle malattie trombo-emboliche che è caratteristica del popolo thailandese".

A questo riguardo è senz'altro straordinaria la scoperta di Ettore Liuni.


Prostatite

La medicina popolare cinese prescrive brodo di pollo al peperoncino per stimolare l'emissione dell'urina nelle persone sofferenti per l'ingrossamento della prostata.

Questa malattia si può prevenire e curare con un'alimentazione in cui sia quotidianamente presente il peperoncino.



Tabagismo

Il peperoncino è una solanacea, come il tabacco. Su questo si basano le molte teorie del peperoncino come anti-fumo.

In pratica l'organismo tabacco-dipendente riceve col peperoncino, sostanze simili senza il danno della carbonizzazione. E in più la vitamina C preziosa per un fumatore.



Ulcera gastrica


In Europa un ammalato di ulcera gastrica viene quasi sempre messo a dieta. In Medio-Oriente viene curato con acquavite e peperoncino.

La tradizione medio-orientale si sta diffondendo in molte parti del mondo.

Il problema dell'ulcera gastrica è dovuto ad un indebolimento della mucosa dello stomaco.

Dice Ettore Liuni: "Il peperoncino ha un apporto vitaminico che ristabilisce un equilibrio di sostanze nella circolazione sanguigna quindi il sangue porterà alle cellule che producono la mucosa intestinale più "materiale da costruzione", permettendo quindi di riformare quella parte di mucosa che si era lacerata".

Nel caso dell'ulcera gastrica però bisogna stare attenti a mangiare peperoncino.

La Capsor ha ideato per questo delle capsule gastroresistenti che sciogliendosi direttamente nell'intestino, danno il loro apporto benefico, senza provocare bruciori.


Vene varicose

Molte testimonianze documentano la guarigione in soggetti sofferenti di varici.

Il miglioramento è senz'altro determinato dalla diminuzione del colesterolo nel sangue e da un maggiore equilibrio nella pressione che si ottengono con una dieta al peperoncino.


CHI NON PUO' MANGIARLO

Il peperoncino non ha controindicazioni precise. A patto che venga usato con equilibrio e moderazione.

E' da sconsigliare sicuramente ai bambini per i quali è bene aspettare che abbiano almeno 12/13 anni.

Non ne devono abusare quelli che soffrono di acidità di stomaco, di ulcera, di epatite, di cistite, di emorroidi. L'eccesso può provocare irritazioni alla mucosa intestinale, infiammazioni gastrointestinali allo stomaco e anche ai reni.

C'è da precisare comunque che, in dosi terapeutiche, può addirittura essere utile proprio per guarire dalle malattie sopra elencate.

Non bisogna dimenticare che il peperoncino è un antifermentativo e quindi utile per la digestione e la prevenzione di infezioni intestinali.

Nell'uso esterno, un impiego eccessivo può provocare arrossamenti prolungati e anche la formazione di ulcere e vesciche.

In ogni caso il consumo di peperoncino non deve mai essere eccessivo e deve essere determinato dalla tolleranza personale.



PER PREPARARE LA TINTURA MADRE

Le tinture madri sono la base di partenza di molti rimedi omeopatici.

Il principio su cui si basano è l'estrazione alcolica per macerazione delle sostanze medicamentose; in genere da piante fresche o da frutti macinati subito dopo il raccolto.

Questa pratica consente un'utilizzazione delle sostanze medicamentose con dosaggi costanti in qualsiasi momento dell'anno.

La tintura madre del peperoncino si ottiene mettendo a macerare in alcool i peperoncini freschi. Il rapporto deve essere di uno a sei cioè a 100 gr. di peperoncino devono corrispondere 600 gr. di alcool.

La tintura madre viene utilizzata per la preparazione di lozioni o pomate per uso interno ed esterno.

La dose consigliata per uso interno è da 1 a 4 gocce in un po' d'acqua. Per gargarismi ne bastano solo 3 gocce in mezzo bicchiere d'acqua.

Per le utilizzazioni specifiche vedere le ricette indicate in questo capitolo. Con la ripetuta raccomandazione di procedere sempre con attenzione e cautela.