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martedì 25 ottobre 2016

i rischi dell'utilizzo di plastica


Collaborazione di Greta Orsi e Silvia Scognamiglio

Negli ultimi sessanta anni la plastica ha rivoluzionato la nostra vita e ormai avvolge tutto, anche il cibo che mangiamo ogni giorno. Basta pensare che il 90% degli imballaggi alimentari è in plastica, dalle bottiglie dell'acqua alle alici sott'olio, dagli utensili da cucina ai contenitori, ai piatti.
Le plastiche sono colorate, morbide, dure, trasparenti, ma per realizzarle servono plastificanti, antiossidanti, inchiostri, solventi. Una piccola dose di sostanze chimiche migra dal contenitore al cibo. Ci sono delle norme europee da rispettare e dei limiti da non superare perché alcune sostanze interferiscono col sistema endocrino, e altre sono cancerogene. Però si scopre che il limite consentito per il bisfenolo A, contenuto in molte lattine (dalla conserva al tonno), per le autorità sanitarie francesi non è sicuro, e quella sostanza in Francia è stata bandita. Un calcolo che nessuno ha fatto è sulla somma delle sostanze che a fine giornata una persona assume. Invece per quel che riguarda le dose massime giornaliere consentite, si riferiscono a un adulto di sessanta chili. Nessuno sa quale sia la dose tollerabile per un bambino. L'inchiesta ricostruirà i comportamenti quotidiani che espongono di più a questi interferenti endocrini, a partire dalle tende per doccia in pvc, e darà anche indicazioni su come limitare i danni.
fonte : http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-55b85b62-3186-4ebd-a9fe-7eb7c5cb79b1.html

mercoledì 7 agosto 2013

Elettrosmog e radiazioni terrestri in casa e sul posto di lavoro

 questo articolo è datato, ma dimostra che si è a conoscenza degli effetti negativi del wifi, del bluethooth ecc da parecchio tempo. tsm

Disturbi del sonno, infezioni, malattie croniche ecc. possono avere molteplici cause. Tra queste rientrano l‘elettrosmog e le radiazioni terrestri, i cui effetti nocivi su persone e animali sono noti da secoli. Un tempo erano i rabdomanti a individuare i luoghi "maligni" da evitare. Oggi al loro posto operano i geobiologi o consulenti bioedili che, oltre a pendoli e bacchette, impiegano sofisticati strumenti di rilevazione.

Fattori di disturbo che influiscono sull’organismo umano

Ognuno di noi reagisce diversamente agli stimoli ambientali, il che offre purtroppo ampi spazi di manovra agli allarmisti in cerca di facili profitti.

Possibili fattori di disturbo

A. Radiazioni terrestri

Si tratta di particolari interferenze del campo geomagnetico che danno luogo alle cosiddette “zone geopatogene”. Possono trarre origine da falde sotterranee, faglie, cavità, ma anche da reti di radiazioni – cosiddette “griglie a reticolo globale” – le più note delle quali sono la rete di Hartmann e la rete di Curry. Gli esperti non sono concordi sull’origine di queste anomalie: alcuni tendono ad attribuirle alle radiazioni cosmiche, altri a fattori insiti nelle viscere della Terra.

Influenza delle radiazioni terrestri

Queste energie, in parte assai deboli, interferiscono con il mondo vegetale, animale e anche con gli esseri umani influenzandone i “circuiti di controllo” (comunicazione cellulare). Non tutti gli organismi sono in grado di compensare gli influssi nocivi protratti, specialmente in presenza dei cosiddetti “punti d’incrocio”. Ne consegue il rischio di malattie, che aumenta particolarmente nel caso di una permanenza prolungata nelle zone “geopatogene” (es. camera da letto, posto di lavoro).
Benché il fenomeno non sia ancora stato spiegato scientificamente, in varie occasioni è stato accertato che, spostando il letto o la postazione di lavoro da una zona perturbata a una neutra, i disturbi anzidetti scompaiono.

Come neutralizzare le zone geopatogene?

Schermare o deviare le onde nocive è praticamente impossibile, ragione per cui non rimane che ricollocare il luogo di riposo o di lavoro.

B. Elettrosmog

Il preoccupante aumento di radiazioni, campi e onde elettromagnetiche nel nostro ambiente favorisce lo stress elettromagnetico, un’alterazione energetica che a sua volta è all’origine di diverse patologie: disturbi della comunicazione cellulare, insonnia, nervosismo, aggressività, ma anche maggiore vulnerabilità alle infezioni, disfunzioni cardiovascolari e aritmie, indebolimento del sistema immunitario ecc.

Parlando di elettrosmog occorre distinguere tra:

1. Campi magnetici statici

Il più noto è il campo magnetico terrestre, pari a circa 48.000 nT (nano Tesla). Il campo magnetico terrestre non dovrebbe essere alterato, cosa che invece accade a causa delle emanazioni diffuse per esempio dalle molle dei materassi, dalle armature degli edifici, dai radiatori e da altri oggetti di metallo. Tali alterazioni possono essere misurate con l’ausilio della bussola e di altri strumenti appropriati.

Come difendersi?
Tenersi il più possibile a distanza dai campi magnetici statici generati artificialmente; sostituire i materassi a molle con materassi privi di elementi metallici.
I campi magnetici statici non possono essere schermati!

2. Campi elettrostatici

Anche i campi elettrostatici ci avvolgono ovunque e in qualsiasi momento. Per non essere nocivi dovrebbero aggirarsi sui 200-300 V/m (Volt per metro). I campi elettrostatici aumentano notevolmente in presenza di vento (föhn) e temporali, ma anche di materiali sintetici, schermi non collegati a terra, superfici verniciate ecc.
Possono essere misurati con l’ausilio di appositi strumenti.

Come difendersi?
Utilizzare il più possibile materiali naturali; nelle stanze mantenere un’umidità del 50 % circa. Spegnere completamente i videoterminali quando non utilizzati oppure deviare il campo elettrico mediante la messa a terra (utilizzando tessuti murali non tessuti).

3. Campi elettrici alternati

Il campo elettrico alternato non esiste in natura, ma viene generato in prossimità di linee dell’alta tensione e in tutti gli apparecchi e i cavi sotto tensione. La corrente elettrica continua a fluire anche quando gli apparecchi sono spenti o addirittura staccati dalla presa.
Il campo elettrico alternato viene misurato con appositi strumenti e antenne.

Come difendersi?
Mantenersi il più possibile a distanza, spegnere gli apparecchi elettrici con l’interruttore generale. I campi elettrici alternati possono essere deviati mediante appositi tessuti murali (tessuti non tessuti) o vernici schermanti (vernici speciali alla grafite) attraverso il collegamento a terra.

Si possono ridurre significativamente utilizzando collegamenti a stella sull’impianto elettrico e disgiuntori di rete per gli apparecchi e le luci elettriche. Nelle costruzioni in legno è bene impiegare cavi schermati.
Nel caso di linee dell’alta tensione, tenersi a una distanza di 1 metro ogni 1.000 Volt di tensione.

La camera da letto e il posto di lavoro, così come tutti gli ambienti in cui si trascorre molto tempo, dovrebbero trovarsi ad almeno 1,5 m dall’impianto elettrico di casa.

4. Campi magnetici alternati

Anche i campi magnetici alternati non esistono in natura, ma sono presenti ovunque fluisca della corrente elettrica (linee dell’alta tensione, trasformatori ecc.).
Possono essere misurati con appositi strumenti.

Attenzione: la corrente elettrica continua a fluire fino al trasformatore anche quando un apparecchio, per esempio la radio, è spento completamente.

Come difendersi?
Mantenersi per quanto possibile a distanza; spegnere completamente gli apparecchi elettrici inutilizzati, ove possibile staccando la spina dalla presa di corrente. I campi magnetici alternati sono molto difficili da schermare (metallo MU).
Nel caso di linee dell’alta tensione, tenersi a una distanza di 1 metro ogni 1.000 Volt di tensione.
La camera da letto e il posto di lavoro, così come tutti gli ambienti in cui si trascorre molto tempo, dovrebbero trovarsi ad almeno 1,5 m dall’impianto elettrico di casa.

5. Onde, campi e radiazioni elettromagnetiche

Sono generate da tutto ciò che trasmette segnali attraverso l’atmosfera anziché via cavo (ripetitori, antenne, apparecchi radio, telefoni cordless e cellulari, apparecchi a microonde, videoterminali ecc.).
Anche questi agenti dannosi possono essere localizzati e misurati mediante appositi strumenti.

Come difendersi?
Mantenersi il più possibile a distanza. Le radiazioni generate dai ripetitori per la telefonia mobile possono essere schermate o riflesse utilizzando speciali tessuti non tessuti, vernici e lamine. La camera da letto dovrebbe trovarsi ad almeno 5 metri dalla stazione base dei telefoni cordless a tecnologia DECT, tenendo presente che le radiazioni penetrano anche attraverso le pareti.
Utilizzare il telefono cellulare preferibilmente con il viva-voce.

C) Radioattività

La radioattività è presente ovunque. In quantità normali non è nociva per l’organismo umano, ma basta che aumenti anche di poco per causare vari disturbi nei soggetti che vi siano esposti regolarmente. Un’elevata concentrazione di radioattività può essere dovuta anche ai materiali presenti negli ambienti domestici e di lavoro (es. vernici delle piastrelle o pavimenti contenenti scorie di varia natura). In alcune zone dell’Alto Adige è importante tenere conto anche della presenza del radon (gas radioattivo). Per informazioni al riguardo si veda il portale della rete civica provinciale: www.provinz.bz.it/umweltagentur/2908/index_i.asp

Gli effetti biologici

Ognuno di noi reagisce diversamente agli stimoli ambientali. Gli eventuali effetti nocivi dovuti all’elettrosmog possono essere rilevati solo da medici e naturopati specificamente preparati. La natura e il grado dei disturbi sono determinabili anche mediante appositi apparecchi diagnostici.

Quando è consigliabile far controllare l’abitazione?

Non fatevi influenzare dai soliti profittatori della situazione. Se in generale vi sentite bene, non c’è motivo di far controllare la casa. Per capire se una camera da letto è “geopatogena”, si può notare per esempio se chi la usa soffre regolarmente di uno o più dei seguenti disturbi e se questi scompaiono o diminuiscono spostandosi a dormire in un’altra stanza:
  • problemi di sonno
  • mal di testa
  • difficoltà di concentrazione
  • stanchezza e contrazioni muscolari al risveglio
  • depressione, nervosismo
  • dolori muscolari e articolari
  • sensazioni di brivido o sudore a letto
  • malattie croniche
  • resistenza a medicinali e terapie

Per ulteriori informazioni e indirizzi di consulenti bioedili:
www.centroconsumatori.it
www.archeB.ines.org
www.afb-efs.it

Come riconoscere i consulenti seri?

Prima di prendere appuntamento con un consulente bioedile o un geobiologo si dovrebbe considerare quanto segue:
  • la qualifica di consulente bioedile non è protetta e quindi ciascuno può avvalersene. Anche gli attestati professionali non sono difficili da ottenere e pertanto non costituiscono una garanzia di serietà assoluta. La scelta del “giusto” consulente è un po’ una questione di fiducia;
  • il mestiere di “rabdomante” è faticoso. Un consulente onesto non controllerà più di quattro locali al giorno, sapendo che poi le misurazioni divengono imprecise;
  • in linea generale il consulente dovrebbe rilevare e documentare tutti i fattori di disturbo sopra menzionati;
  • la rilevazione delle radiazioni perturbanti richiede circa mezz’ora per ciascuna stanza;
  • chi sostiene che i fattori di disturbo possono essere schermati o neutralizzati usando certi apparecchi o dispositivi (da acquistarsi a prezzi vantaggiosi), racconta bugie. Proprio nel caso delle radiazioni terrestri non si è ancora trovato il sistema per eliminarle permanentemente;
  • un consulente professionale evita di informarsi sui vostri problemi di salute prima di aver eseguito le misurazioni. Egli documenta il proprio lavoro riportando su una planimetria dell’abitazione i punti contaminati e la direzione dei flussi potenzialmente nocivi; inoltre fornisce indicazioni dettagliate sulle possibilità di risanamento attuabili.

Attenzione!
I consulenti non professionali sono doppiamente dannosi: sia perché si fanno pagare sicuramente più del dovuto, sia perché, promettendovi di “neutralizzare” tutte le radiazioni terrestri presenti nell’abitazione, vi fanno credere di eliminare il problema, mentre ciò non è affatto vero.

Qualora individui la presenza di radiazioni dannose, il consulente professionale vi suggerirà anzitutto la soluzione più efficace e meno costosa: spostare il luogo in cui dormite.

Tariffe per la consulenza
I consulenti bioedili non hanno tariffari prestabiliti. A titolo orientativo, ricordiamo che di norma gli esperti degli istituti specializzati tedeschi chiedono 75 euro per il controllo della prima camera e 45 euro per ogni stanza aggiuntiva. A tale compenso si aggiungono le spese di trasferta.

fonte : centroconsumatori.it



approfondimenti:


 http://scienzapertutti.lnf.infn.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1163:0203-si-puo-fare-un-insolamento-magnetico-con-un-materiale-che-non-sia-attratto-dal-magnete&catid=142:tutte-le-risposte&Itemid=347

 http://energiaalternativa.forumcommunity.net/?t=52112466

http://asse.altervista.org/Deflettore%20di%20Flusso%20Magnetico.pdf

http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=8225

http://www.profhome.it/carta-fodere-in-tnt/carta-rivestimento-murale-tessuto-no-tessuto/


giovedì 2 agosto 2012

Tutto regolare per Curiosity, tra 3 giorni e 20 ore su Marte

Curiosity continua il suo viaggio che ormai è agli ultimi giorni. Anche conosciuto come Mars Science Laboratory, il rover è già in modalità automatica. Inoltre l’intera discesa su Marte, un’operazione molto rischiosa per Curiosity, sarà gestita autonomamente dai sistemi di bordo.


Intanto le squadre di ingegneri e fisici che osserva il gioiello tecnologico della NASA continuano a monitorare i parametri della navicella e la sua traiettoria.

Non ci sono operazioni in tempo reale le attività previste oggi.

Nel caso in cui sia necessaria una manovra di correzione della traiettoria, necessaria per perfezionare ulteriormente il percorso della sonda per raggiungere il cratere Gale, la squadra di volo dovrà fare alcuni  preparativi.

Se necessario, la manovra verrà eseguita venerdì 3 agosto. Infine, gli ingegneri della NASA comunicano che Curiosity non ha attualmente problemi significativi su cui stanno lavorando.

Dati :

Curiosity, grande come un’automobile e molto più pesante dei suoi fratellini Opportunity e Spirit che lo hanno preceduto, pesa 900 chilogrammi e avrà il compito di scoprire se su Marte ci sia mai stata dell’acqua e quindi la vita.

Il viaggio di Curiosity è durato ben nove mesi e il 6 agosto alle 6:30 del mattino, chi seguirà l’atteraggio rimarra con il fiato sospeso.

Infatti i segnali radio che comunicano dal rover alla stazione a terra ci mettono 7 minuti a percorrere la distanza. Perciò quando il Rover Curiosity sarà atterrato, dopo aver impattato con l’atmosfera marziana, che è mille volte meno densa di quella della terra, grazie ad una sorta di cordone la navicella che lo ospita lo farà scendere a terra.

Ci vorranno ben 7 minuti per sapere se il processo completamente automatizzato non sia andato a buon fine. Non c’è la possibilità di intervento dalla Terra in quanto i segnali radio impiegherebbero troppo tempo per giungere fino a Marte.

La punta di diamante dell’esplorazione spaziale americana ha un costo non esiguo, 2,5 miliardi di dollari, in un contesto di tagli sui progetti marziani che vanno dai 587 milioni di dollari di quest’anno ad appena i 189 del 2015.   Gaianews

giovedì 26 luglio 2012

alternative naturali allo zucchero? Ecco tutti i dolcificanti naturali

Una nostra lettrice ci ha chiesto se esistessero dolcificanti naturali da utilizzare come alternativa allo zucchero: la risposta è si, lo zucchero che noi aggiungiamo alla nostra tazzina di caffè dopo pranzo infatti non è che uno dei tanti tipi di zuccheri che esistono in natura.
Nel campo delle bio-molecole gli zuccheri costituiscono la classe dei carboidrati. Sì, proprio quelli che troviamo nella pasta e nel pane. I cibi che quotidianamente mangiamo ci permettono di assumere una certa quantità di carboidrati (o zuccheri) che costituisce la fonte primaria di energia indispensabile per il funzionamento del nostro corpo.

Secondo i nutrizionisti il fabbisogno giornaliero di zuccheri è di circa 90 gr e viene soddisfatto in gran parte attraverso lanormale alimentazione. Le linee guida per una corretta alimentazione escludono quali fonti di zuccheri i dolci e le bevande zuccherate perché essi costituiscono un surplus. L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera un consumo eccessivo di zucchero tra le probabili cause di carie, diabete e obesità.
Ma senza arrivare a tanto, un sovradosaggio accentua la sonnolenza (quella tipica dopo-pasto), causa sbalzi di umore che portano ad un bisogno inconscio di assumere altro zucchero e irritabilità, origina disagi intestinali come produzione di gas, tensioni addominali e alterazione della flora batterica. Le ultime ricerche scientifiche sembrano anche dimostrare un collegamento tra una spropositata assunzione di zuccheri e malattie come il cancro, l’ulcera e alcuni disagi psicologici.
Oltre al sovradosaggio, la dannosità del comune zucchero da cucina può derivare anche dai processi di raffinazione chimica a cui è sottoposto per ottenere la sua colorazione bianca.
Forse non è pensabile di eliminare i dolci dalla nostra dieta né tantomeno bere bevande amare. Esistono fortunatamente valide alternative naturali allo zucchero senza dover rinunciare al gusto dolce di alimenti e bevande. Ecco la lista delle 10 alternative:
  1. LO ZUCCHERO DI CANNA INTEGRALE: costituisce una valida alternativa allo zucchero bianco nel tea e nel caffè. Si presenta come una pasta morbida e leggermente umida, contiene magnesio e potassio e possiede un retrogusto di liquirizia
  2. IL MIELE: è meno calorico dello zucchero; possiede inoltre numerosissime proprietà, tra quali antibiotiche, antisettiche, diuretiche, lassative, calmanti, depurative, disintossicanti del fegato, antianemiche e ricostituenti; viene utilizzato nella preparazione di dolci.
  3. IL MALTO: viene estratto dalla germinazione ed essicazione dell’orzo e contiene maltosio, amminoacidi, potassio, sodio e magnesio. Il malto ricavato dal riso o dal mais è rientra in realtà nella categoria degli sciroppi.
  4. stevia, alternativa naturale allo zucchero. Clicca sull'immagine per scoprire le altrestevia, alternativa naturale allo zucchero. 


    LO SCIROPPO D’ACERO: possiede uno dei più bassi contenuti calorici (250 calorie per 100 g); contiene potassio e vitamine del gruppo B; ottimo nel latte e negli impasti dei biscotti e, come vediamo nei film americani, con i pancakes.
  5. LA STEVIA: è un piccolo arbusto del Sud America dal quale si ricava un dolcificante (in polvere non solubile nei liquidi, a meno di non trasformalo in sciroppo) 300 volte più efficace dello zucchero senza contenere calorie. Alla stevia è riconosciuta un’azione digestiva e di protezione della cute e delle mucose del tratto orale, rendendola efficace nella prevenzione della carie. L’assenza di studi che certificassero il suo estratto come additivo alimentare ‘sicuro’ ha limitato in Europa il suo utilizzo ma la Commissione Europea ne autorizzerà in maniera definitiva l’uso molto probabilmente già in autunno.

lunedì 28 maggio 2012

Isaac Newton 'battuto' dal sedicenne tedesco di origine indiana , Shourryya Ray

Dopo circa 350 anni è stato risolto un enigma matematico posto per la prima da Isaac Newton. A riuscirci è stato Shourryya Ray, uno studente di 16 anni, tedesco di origine indiana. Il giovane è riuscito, sorprendetemente, a calcolare la traiettoria di un proiettile sottoposto a forza di gravità e alla resistenza dell'aria. Inoltre è riuscito a stimare con precisione il tipo d’impatto e di rimbalzo che segue quando un determinato corpo sbatte contro un muro.

Quando l'impresa è salita agli onori della cronaca, il 'piccolo genio' ha dichiarato alla stampa: "Quando i miei professori mi hanno detto che questi quesiti non avevano soluzioni, ho pensato tra me e me: Bene, non c'è nulla di male nel provare. Alla fine questa ingenuità da scolaretto mi ha aiutato".

Che Shourryya fosse uno studente speciale era già emerso. La passione per la matematica arriva dal padre ingegnere che lo stimola sin da piccolo a risolvere calcoli matematici tanto che a sei anni il giovane genio era già in grado di risolvere complicate equazioni.

Arrivato in Germania, ha appreso in brevissimo tempo la lingua e la sua incredibile intelligenza è stata subito notata a scuola e per questo gli insegnanti hanno deciso di inserirlo in una classe dove la maggior parte degli alunni ha almeno due anni più di lui.

fone : diregiovani.it

giovedì 24 maggio 2012

Chi uccise i Neanderthal ?

Premessa TSM :  Postiamo questo articolo storico scientifico per instillarVi un dubbio, per stimolarvi al ragionamento. Le conoscenze Storiche sulla  Pre-Historia sono in parte scientifiche e molto ipotetiche, si perchè oltre al fatto del paragone e dell'esame del C 14, tutto il resto sono supposizioni, non esistendo alcuna testimonianza dell'epoca e nessuno ancora viaggia nel tempo..
Il quesito che vi ponimo è questo : se il "Neanderthal com il Cro Magnon" erano specie/razze precedenti l'homo sapiens e si sono evoluti fino al punto di produrre utensili di certo non saranno stati 10 esemplari  ma migliaia se non centinia di migliaia per singola specie  sul pianeta. Allora, perchè ne troviamo solo alcuni esemplari per specie ? Non è che Cro Magnon e Neanderthal non sono null'altro che ..


articolo :





La scomparsa dell'Uomo di Neanderthal solleva fin dalla scoperta dei primi scheletri di questa razza evoluta parallela alla nostra inquietanti interrogativi. Fu davvero il Crô-Magnon il responsabile di questo genocidio?

Un'ombra infamante sembra aleggiare sull'Uomo, almeno da quando, nella seconda metà del XIX Secolo, furono scoperti i primi resti dell'Uomo di Neanderthal. Un essere umano a tutti gli effetti, più forte, più robusto, più intelligente dei nostri antenati: un particolare tipo umano che abitava l'Europa e l'Asia in un periodo compreso tra i 380mila e i 24mila anni fa. Una specie più antica della nostra attuale, l'Homo Sapiens Sapiens, che convisse con la stirpe degli uomini detti di Crô-Magnon, caratterizzati da una struttura fisica e mentale moderna, per almeno diecimila anni. La nostra specie comparve, secondo i paleoantropologi, circa 200mila anni fa in Africa e si differenziava nettamente dalla già esistente specie dei Neanderthaliani per alcune caratteristiche fisiche minori ma comunque significative. La forma del cranio, alcune ossa disposte in modo diverso, particolari anatomici differenti hanno fatto ritenere agli scienziati che il Neanderthal fosse una specie a parte dalla nostra e in parte è così. Ma poiché oggi di questo abitante del Pleistocene non vi è traccia, sparendo misteriosamente a partire da circa 30mila anni fa, resta l'interrogativo di che fine abbia fatto. La convivenza con il Sapiens di Crô-Magnon, che iniziò ad abitare l'Eurasia proprio in quel periodo, può in qualche modo averne segnato la fine? Gli indizi in merito di una "colpa" umana relativa all'estinzione di questi nostri fratelli evoluti esistono e sono tanti, ma nessuno pare essere decisivo. E non è una questione da poco, perché se la nostra specie avesse distrutto un'altra cultura per molti aspetti superiore alla nostra, avremmo nella coscienza collettiva una macchia difficile da cancellare. Ma fu veramente l'Uomo a uccidere i Neanderthal? E se non è così, chi fu l'assassino genocida della prima specie evoluta e civilizzata esistente su questo pianeta?Parlare di civilizzazione certo pare essere eccessivo, perché i Neanderthal non ci hanno lasciato città o scrittura o miti. Non abbiamo neppure la certezza che avessero coscienza di se stessi come specie autonoma, di essere un popolo. Ma queste considerazioni riflettono l'enorme razzismo che fin dalla scoperta del primo teschio ad opera del paleontologo Johann Fuhlrott nel 1856 (avvenuta in una grotta di Feldhofer nella valle di Neander in Germania, nella zona di Düsserdorf) attanagliano gli studi in merito questi uomini. 
E dall'800 ad oggi il pregiudizio è duro a morire: si è detto che questi umani non erano umani ma cannibali mostruosi, che si nutrivano dei loro stessi bambini, che non sapevano parlare e non avevano un linguaggio, che mangiavano carne cruda perché non conoscevano il fuoco e altre amenità. Più recentemente, quando si è attribuito ai Neanderthal un ampio novero di facoltà intellettive, c'era sempre chi metteva in dubbio queste capacità, ad esempio "sapevano parlare, sì, ma come un bimbo di cinque anni". Ancor oggi di tanto in tanto emergono studi che tendono sempre, a nostro avviso in cattiva fede, a sminuire la statura dei nostri predecessori. 
Ma per fortuna emergono anche ricerche condotte in modo più neutrale che non svalutano le conoscenze dei Neanderthal, ma realizzano scoperte sconvolgenti sulle loro caratteristiche fisiche e le loro capacità. Ad esempio la notizia, datata 30 dicembre 2008, in cui un gruppo di ricercatori spagnoli del Csic, il Consiglio nazionale delle ricerche, che attraverso il Dna di alcuni fossili di due Homo Neanderthalensis datati 200mila anni fa e trovati nella caverna di El Sidron, nelle Asturie, ha identificato il tipo di sangue che scorreva nelle loro vene. Come gli umani primigeni, anche i Neanderthal possedevano un sangue di Tipo 0, ossia caratteristico di popolazioni particolarmente atte alla digestione di carne e prodotti della caccia. In un certo senso era prevedibile che un'etnia di cacciatori potesse avere delle caratteristiche simili a quelle che oggi analogamente sono tipiche di esseri umani che si procurano il cibo allo stesso modo, come ad esempio i Boscimani, i Pigmei, gli Eschimesi e tutti i Nativi Americani dall'Alaska alla Patagonia. Il sistema immunitario era forte e reattivo, in grado di distruggere qualunque aggressivo biologico, tanto germi patogeni quanto la benefica flora intestinale. 


(foto) I Neanderthal seppelivano i loro morti in posizione fetale, come per restituire alla Madre Terra i suoi figli defunti. Ciò implicava una fede nella reincarnazione e nei cicli vitali dell'Universo.

Il gruppo 0 si adatta male ai cambiamenti di dieta e di ambiente e predilige sempre i soliti cibi, richiedendo quindi una vita sostanzialmente stanziale. Per star bene l'organismo si deve sentire pieno di energia e quindi necessita di una grande quantità di carne, pesce, pochi tipi di verdure e di frutta, dimostrando una forte intolleranza sia verso i latticini che verso i legumi e i cereali.
Queste informazioni, ricavate attraverso il lavoro genetico degli studiosi spagnoli, ci dimostra già da queste poche frasi una caratteristica essenziale dei Neanderthal, in un certo senso assimilabili alle popolazioni cosiddette "primitive" umane, che trovavano nell'equilibrio con la Natura e con l'ambiente circostante la chiave della propria sopravvivenza. I Neanderthal perciò "naturalmente" svilupparono un'armonia con le creature che cacciavano, con la Natura e i ritmi stagionali, in modo diverso da quello dei nostri antenati pagani, legati maggiormente al ciclo estate-inverno perché legato all'agricoltura. Non vi sono divinità che risorgono ciclicamente, né una Madre Terra che nutre i suoi figli, ma il Dio e a Dea diventano gli stessi animali cacciati, in modo simile ai totem nordamericani. Nel totem relativo ad un animale specifico, facciamo l'esempio del bisonte, si rinviene un miscuglio di riverenza e utilitarismo, di spiritualità e di necessità. L'animale viene ucciso perché mangiandolo si può vivere, ma lo si rispetta, perché si sa che dalla sua fine potrebbe dipendere la sopravvivenza dell'intera specie. Non fu un caso che il declino delle popolazioni Native nordamericane, i c.d. Pellirosse, iniziò quando i coloni bianchi iniziarono a comprendere che l'uccisione delle sterminate mandrie di bisonti avrebbe ridotto drasticamente la prolificità delle tribù. Senza guerrieri, senza figli, i Nativi sarebbero stati costretti ad accettare la semi-schiavitù delle Riserve. L'esempio di Buffalo Bill, che si racconta nella sua vita abbia sparato un milione di proiettili contro i bisonti, in tal senso è esemplificativo. Quindi questo rispetto, questa venerazione verso le sue vittime e i nemici naturali dell'Uomo di Neanderthal lo portarono a sviluppare una religiosità manifestata attraverso forme artistiche enormemente superiori a quelle umane contemporanee. 


Come sostengono alcuni antropologi, è da notare come le più antiche pitture rupestri dell'Homo Sapiens Sapiens ritraggano individui stilizzati, schizzati nelle loro forme, come se non vi fosse una forma di autoconsapevolezza. Più tardi si iniziarono a dipingere, nelle grotte e nelle caverne, pitture che raffiguravano esseri umani deformi, bizzarri, quasi caricature. Anche quando si riproducono gli Dei, essi hanno fattezze strane, se non sconcertanti. Nelle pitture murali dei Neanderthal, invece si rinviene una precisione delle forme, un'abilità artistica definibile come "impressionista", capaci com'erano di riprodurre in maniera precisa tanto se stessi, le forme umane, quanto gli animali che cacciavano. Una precisione pittorica raggiunta poi dagli esseri umani solo intorno al 35mila BCE, con i primi esempi rupestri del tipo rinvenibile ad Altamira, Lascaux e così via. Settantamila anni di differenza tra i graffiti caricaturali dell'Uomo di Combe-Capelle, la razza si Sapiens Sapiens di quel tempo, e la grazia armoniosa delle creazioni di artisti sublimi come quei Crô-Magnon che forse poterono imparare dai loro vicini Neanderthal la tecnica visiva. Le due specie convissero in Europa per oltre 10mila anni e il livello tecnologico iniziale era a vantaggio senza dubbio dei Neanderthal. La professoressa M.Eren, dell'Università di Exeter, in Gran Bretagna, spiega che "Quando pensiamo ai Neanderthal, dobbiamo finirla di farlo in termini di 'stupido' o 'meno avanzato' e più in termini di 'differente'. […]

 Anzi, in alcune situazioni l'uso degli utensili a forma di lama [dei Neanderthal] era superiore a quelli a forma di scaglia [dell'Homo Sapiens]". Del resto, la capacità cranica dei neanderthaliani era superiore in media di circa il 10% rispetto a quella umana, andando dai 1200 ai 1750 cm³. 
Il che implicava una maggiore capacità di razionalizzazione e al contempo una grande capacità artistica "matematica" e non è un caso che si siano trovati strumenti musicali a fiato realizzati in osso o corno dai Neanderthal: come il flauto rinvenuto in Slovenia, perfettamente intonato con quattro note della scala diatonica greca! A nostro avviso è chiaro che tanto, molto di questi vicini di casa sia stato trasmesso ai nostri antenati. In un'Europa coperta per metà dai ghiacci, è credibile che i Crô-Magnon abbiano sterminato senza pietà una popolazione spiritualmente più evoluta, più intelligente, più tecnologica della loro?

La robustezza dei neanderthaliani, la loro adattabilità all'ambiente non rende molto logica la possibilità di una guerra, di un genocidio, anche perché mancano i segni di queste battaglie, le armi, le ossa fracassate da lance umane con la punta in selce scheggiata che invece sono così presenti nei resti delle prede e dei nemici naturali come gli orsi delle caverne. E' chiaro che non vi fu uno scontro diretto con loro. E se tale scontro fosse stato economico? Le ipotesi più moderne parlano di una competizione economica tra una società basata esclusivamente sulla caccia per i neanderthaliani e una di tipo commerciale per i Crô-Magnon. Questa idea è stata proposta nel 2005 da J.Shogren, economista dell'Università del Wyoming. Al prof. Shogren vorremmo chiedere come mai parli di economia commerciale in un'epoca, il 30.000 anni fa, in cui secondo i suoi colleghi scienziati gli esseri umani erano cannibali semiprimitivi. Se esisteva una società organizzata a quei tempi (e probabilmente è così) non si comprende come potesse interagire così profondamente con quella dei neanderthaliani, poiché anche le culture moderne industriali non hanno avuto impatti completamente devastanti con le culture primitive-aborigene dei vari paesi conquistati ad esempio dalla Gran Bretagna imperiale coloniale. 
Non ci sembra che una civiltà commerciale debba necessariamente escludere l'altra venatoria, a meno che non esistesse un tale grado di estensione di questa cultura Crô-Magnon da poter essere considerata globale e assolutizzante, e non crediamo che fosse questo il caso. 

D'altronde, se non è una causa genetica, se non è una causa economica, allora perché i Neanderthal si sono estinti?

La domanda andrebbe girata. Siamo veramente sicuri che i Neanderthal si sono estinti? Non è possibile che il loro Dna sia confluito in quello umano moderno? A questo quesito la Scienza risponde no in modo categorico. Analisi condotte da scienziati americani, da tedeschi e svedesi presso il Max Plank Insitute di Leipzig, in Germania e da italiani, il gruppo di genetisti coordinati dal Prof. G.Barbujani del Dipartimento di Biologia dell'Università di Ferrara e da D.Caramelli, dell'Università di Firenze, sono espliciti nell'affermare che non esiste traccia di Dna neanderthaliano in quello umano. 

Anzi, le due specie differiscono per lo 0,5% (il che significa che il 99,5% del Dna è identico), un tasso di divergenza che indica che discendono da un antenato comune esistito 516mila anni fa e da allora si sono distinte geneticamente. Ulteriori ricerche, condotte da Edward Rubin del Lawrence National Laboratory di Berkeley in California, indicano che il genoma dei Neanderthal è simile al nostro al 99,9%. Una differenza di 0,1% può spiegare la nascita di una nuova specie? O invece si tratta solo ed esclusivamente di una razza distinta dalle caratteristiche estremizzate? Un gruppo di ricercatori coordinato da ETrinkaus della Washington University of Saint Louis, ha descritto il ritrovamento in Romania di resti fossili caratterizzati da una mescolanza dei tratti anatomici distintivi dell'uomo moderno e dei Neanderthal. "La stretta apertura del naso e gli archi sopraciliari poco sviluppati sono riconducibili alla nostra specie mentre la fronte sfuggente e la protuberanza occipitale richiamano al Neanderthal", afferma il prof. Trinkhaus. 
Le ossa, rinvenute presso Pestera Muierii, nel sud della Romania, sono state datate con il metodo del radiocarbonio: risalirebbero a 30 mila anni fa, e fanno il paio con i resti identificati a Vindija, in Croazia, datati fra 42mila e 38mila anni fa, che mostrano analogamente lineamenti più aggraziati di quelli dei Neanderthal classici. Una spiegazione potrebbe essere quella secondo cui questi Neanderthal si stavano ibridando con i Crô-Magnon presenti nella regione. Gli scavi hanno anche rivelato che i Neanderthal di Vindija stavano sviluppando metodi di fabbricazione di utensili in pietra del tutto simili a quelli delle tribù Sapiens Sapiens. Quindi pare dimostrabile l'esistenza di contatti, anche fisici, tra le due popolazioni. Sebbene qualcuno consideri i figli di Sapiens e Neanderthal come sterili (in pratica come i muli), non vi sono prove che lo fossero realmente e senza troppi traumi le due stirpi avrebbero potuto fondersi. Ma a nostro avviso esiste un fatto sconcertante e probabilmente risolutivo in questa controversia: il fatto che i Neanderthaliani, perlomeno in Europa, avessero i capelli rossi e una pelle molto bianca, analogamente ai Crô-Magnon che anche in tempi recenti sono caratterizzati da questi particolari. 
Tutte le popolazioni discendenti dai Crô-Magnon hanno capelli castano-rossicci, pelle molto bianca e caratteristiche minori come molti nei, lentiggini e così via. 
Non si tratta di un carattere fisico necessario in natura, anzi gli svantaggi dei fenotipi chiari sono maggiori di quelli scuri, ma evidentemente si tratta di un carattere tipico, legato a fattori ambientali non ancora conosciuti. Se in teoria i Crô-Magnon provenivano originariamente dall'Africa (e presumibilmente erano scuri), come questa particolare colorazione ha potuto divenire lo standard di questa stirpe? Secondo noi solo attraverso la trasmissione ereditaria di questa particolare modifica genetica dal Dna dei neanderthaliani. Una modifica di poco conto, per giunta recessiva e quindi non particolarmente rilevante per essere visibile dai genetisti moderni!
Ma la prova al momento più interessante la fornisce J.Hardy del National Human Genome Research Institute di Bethesda. Il prof. Hardy studia le mutazioni genetiche che provocano i cosiddetti "gomitoli neurofibrillari", caratteristici di alcune patologie neurodegenerative come ad esempio l'Alzehimer. Queste mutazioni colpiscono inspiegabilmente la sola popolazione caucasica e la causa più probabile è che qualcuno portatore della malattia l'abbia trasmessa agli antenati Crô-Magnon. La sola popolazione plausibile è quella dei Neanderthal, che evidentemente soffrivano in tempi antichissimi di queste patologie.
I Neanderthal dunque non si sono estinti: la soluzione più logica è che si sono mischiati con i Sapiens Sapiens, costituendo un nucleo umano uniforme. Le loro caratteristiche genetiche di quando in quando emergerebbe tra i nati. Chi non ha amici, parenti, conoscenti che assomigliano in modo impressionante a un neanderthaliano disegnato sui libri di preistoria? Sono le tracce della nosta eredità, il Dna dei nostri antenati che affiora, con la loro cultura e la loro sensibilità, dalle pieghe del nostro passato.
AGGIORNAMENTO
Un articolo della rivista scientifica Science pubblicato sul numero di maggio 2010 e diffuso con ampio risalto anche in Italia, rilancia la nostra tesi dell'ibridazione, ma non solo: aggiunge particolari eccezionali come il fatto che i Neanderthal erano intolleranti al lattosio e che l'alterazione di un loro gene provoca malattie mentali come la schizofrenia e l'autismo, che nella specie umana originaria non erano presenti. Nel contempo però i Neanderthal, a questo punto definibili tutti gli effetti nostri antenati, ci diedero un corpo di forte e robusto, un sistema immunitario migliore e una migliorata capacità di cicatrizzazione. 
L.R.

fonte : satorws.com

lunedì 21 maggio 2012

Hack : se una civiltà extraterrestre ci chiamasse non la sentiremmo

Se Et ci avesse chiamati solo 50 anni fa non lo avremmo sentito. Che la vita extraterrestre esista, l'astrofisica Margherita Hack ne è certa, ma sulla probabilità di averne un segno o addirittura un dialogo lo scetticismo è grande. Pianeti alieni e possibilità di vita nell'universo è il tema di un incontro organizzato a Roma, dall'Accademia dei Lincei.
“Non ci si può stupire di non essere ancora entrati in contatto con forme di vita extraterrestri: sarebbe strano il contrario!”, ha detto l'astrofisica.

Le probabilità che esistano altre forme di vita nell'universo sono molto elevate e le più recenti osservazioni hanno dimostrato l'esistenza di un grandissimo numero di pianeti, anche adatti alla vita. Secondo Hack, ''pensare di essere i soli non è affatto ragionevole. Riuscire a entrarci in contatto con eventuali civiltà aliene è invece un aspetto molto più complesso. Bisogna pensare da un lato alla possibilità di aver sviluppato tecnologie comuni e allo stesso livello di sviluppo, dall'altro all'indovinare il momento giusto per essere contattati: solo 50 anni fa un segnale elettromagnetico non lo avremmo potuto sentire''.

La ricerca di forme di vita all'interno del Sistema Solare non ha dato finora risposte positive, nonostante il dibattito si sia parzialmente riaperto grazie al recentissimo studio da parte dell'Universita' di Siena sui dati raccolti negli anni '70 dalle sonde Viking sul pianeta rosso. ''Marte continua a rimanere l'unico pianeta conosciuto in grado di poter ospitare forse forme di vita, ma - ha osservato - anche la più grande luna di Saturno, Titano, presenta alcune delle caratteristiche necessarie alla vita. Forse un giorno - ha concluso - riusciremo a inviare una sondo per fare studi per la ricerca di vita anche su questo satellite di Saturno''.

fonte : Ansa

mercoledì 11 aprile 2012

Gatti e nodi di Hartmann

Vi siete mai chiesti perché il vostro gatto predilige determinati posti dove il vostro cane non si metterebbe mai? Perché le formiche percorrono sempre una certa strada e non un’altra? Perché in un pioppeto si può riscontrare un filare malato, senza che tutto il bosco lo sia? Perché i fulmini cadono sempre nello stesso posto?

Da tempo immemorabile i rabdomanti sanno che la terra è immersa in un reticolo globale e che i punti geoenergetici sono distribuiti sulla superficie terrestre, seguendo linee parallele su assi nord-sud ed est-ovest. Come scienza però la geobiologia è nata nel 1935 dalle ricerche mediche del dottor Ernst Hartmann, dell'università di Heidelberg, e da allora si occupa delle influenze, positive o negative, sulla salute dell'uomo di certi fenomeni tellurici. Dato che ogni sistema vivente sulla Terra è sottoposto ad influenze cosmiche e telluriche, l'organismo subisce le variazioni di frequenza e d'intensità del campo elettromagnetico del pianeta, dovute alla rotazione del globo terrestre su sé stesso e alla sua rivoluzione intorno al sole.

Il nostro pianeta si comporta insomma come la piastra negativa di un immenso condensatore, l'altra parte del quale, il cosmo, costituisce la carica positiva. Questa cosmo coppia provoca un campo di natura elettromagnetica, il cui punto di origine è il centro della terra. Esso si manifesta sotto forma di una vasta griglia invisibile, definita rete, griglia o reticolo di Hartmann, che copre tutta la superficie del pianeta e in corrispondenza della quale si verifica l'emissione di particolari radiazioni.

Gli studi hanno confermato le teorie, soprattutto per i seguenti due aspetti:

1. Esiste un rapporto molto stretto fra determinati luoghi e l'insorgenza di certe malattie (ciò è anche confermato da diversi studi epidemiologici);

2. Vivendo per lunghi periodi in particolari zone geopatiche, il corpo umano reagisce per adeguarsi alle variazioni, ma così facendo può facilmente sviluppare malattie.

Gli edifici più pericolosi:
Sono quelli costruiti sopra fessure geologiche del terreno, falde acquifere, sorgenti sotterranee, falde freatiche, concentrazioni di metano o altri gas; in corrispondenza di nodi della rete di Hartmann, tutte le radiazioni generate da questi elementi sono riportate in superficie e risultano dannose alla nostra salute. La situazione si aggrava ulteriormente se, in corrispondenza del nodo, abbiamo il pilastro delle fondamenta in cemento armato poiché esso condurrà le radiazioni per tutto l'edificio.

Altrettanto grave è se, sempre in corrispondenza del nodo, passano delle tubazioni dell'acqua o si trova anche un nodo del reticolo di Curry.

I risultati delle ricerche:
Hanno evidenziato la gravità delle conseguenze per la nostra salute e vale quindi la pena di approfondire il discorso, affinché ognuno possa imparare a schermare i luoghi in cui vive. Su tutta la terra, dalla superficie del suolo alla biosfera, esiste dunque un vero e proprio reticolo, le cui maglie si trovano ogni due metri circa sulla direzione nord-sud e perpendicolarmente ogni 2,5 metri circa su quella est-ovest. Lo spessore della “maglia” (detta anche “parete” della rete) è di circa 21 centimetri che, come la distanza dall'una all'altra, può variare a seconda della natura del suolo.

Il pericolo per la salute è massimo nei punti di incrocio fra le maglie. Così come le correnti marine alterano la forma delle reti da pesca, la forma dei reticoli si modifica in corrispondenza di corsi d'acqua, materiale elettrico, ferroso o metallico in genere o altro ancora che vedremo più avanti.

Il reticolo ha quindi tre zone di intensità diversa:

1. La zona neutra: essa è compresa fra i limiti di ciascun riquadro; in essa non vi sono radiazioni rilevanti e le attività vitali vi si svolgono senza alterazioni. È la zona ideale per la vita dell'uomo, specie per rimanervi lunghi periodi e per il sonno.

2. Le pareti: per tutta la loro lunghezza costituiscono una zona di prima intensità, la cui debole azione non può nuocere all'uomo, a meno che l'intensità non sia aumentata da fenomeni diversi.

3. I nodi: le zone di massima intensità di radiazioni telluriche; si trovano all'intersezione delle pareti e dunque sono dei riquadri di circa 21 cm di lato; anche qui le dimensioni possono variare notevolmente e sono aumentate da oggetti metallici, specie se collegati alla corrente elettrica, da corsi d’acqua e da faglie sotterranee e cavità del sottosuolo.

Come succede nei corsi d'acqua di superficie, l'acqua piovana filtrata dal terreno scorre fino a che le vene acquifere secondarie confluiscano in una vena principale e dal rigagnolo sotterraneo si formi un ruscello. Strati di argilla, rocce o altro possono frapporsi al suo corso, ma l'acqua si cerca un passaggio e forma il suo alveo. Incontra delle strettoie davanti alle quali ristagna e poi spinge con forza per superarle, producendo turbolenze e attriti e quindi un'energia che si irradia verso l'alto. La velocità della corrente e la portata d'acqua determinano l'intensità di quest'ultimo fenomeno. Altri tipi di perturbazione sono causati da accumuli di metano, radon, petrolio e altro.

Per avere un quadro completo della situazione dobbiamo chiarire ancora alcuni punti:

1. Tutti i materiali vibrano e irradiano;

2. Il campo radiante naturale è la base per la genesi e la conservazione della vita;

3. Oggi, alle radiazioni naturali (onde Spherics, onde di Schumann, etc.) si aggiungono quelle create dall'uomo con inevitabili interferenze reciproche, che sono risultate nocive alla salute dell'uomo;

4. Gli organismi viventi sono sensibili a campi elettromagnetici (CEM) di diversa frequenza e, cosa che inizialmente ha molto stupito, anche di intensità fortemente minore di quella che veniva considerata percepibile dall'organismo. Il nostro corpo infatti utilizza delle frequenze base per comunicare al suo interno. Quindi se un'onda esterna è molto debole, ma utilizza una frequenza simile o uguale a quella del nostro sistema neurovegetativo, potrà interferire con il funzionamento dell'organismo ed essere altamente dannosa se vi siamo sottoposti a lungo, sicuramente più dannosa di un’altra più intensa, ma con frequenza dissimile da quella fisiologica.

Ne consegue che:

1. Non tutte le zone perturbate sono patogene;

2. Gli effetti variano da persona a persona, ma si acuiscono se l'individuo è ammalato;

3. Nell'uomo moderno abbiamo una diminuzione delle resistenze ai campi patogeni a causa dello stato di intossicazione generale, causato dalla vita innaturale che conduciamo, piena di interferenze energetiche e alimentari;

4. Più lungo è il periodo di esposizione, maggiore è la probabilità di ammalarsi, soprattutto se non si introducono nella propria vita cambiamenti che permettano di scaricare l'inquinamento accumulato e interventi che schermino le nostre abitazioni;

5. I disturbi iniziali sono del tutto aspecifici e di tipo funzionale, ma hanno una forte tendenza alla cronicizzazione (insonnia, astenia, cefalea, depressione, vertigini, scarsa concentrazione, etc.). Dopo diversi anni possono insorgere malattie cardiovascolari, degenerazioni cellulari, tumori.

I riscontri sono ormai migliaia, ottenuti sia tramite esami di laboratorio che tramite statistiche. Ne citerò alcuni fra i più significativi.

* Uno degli esperimenti più interessanti è quello del Dr. Petschke. Egli scelse tre punti di un tavolo, uno neutro, uno lungo la parete e uno sul punto di incrocio della rete di Hartmann. In questi punti, scrupolosamente, effettuò 62 esperimenti sulla velocità di sedimentazione del sangue. Si ebbero enormi variazioni del risultato, dipendenti dalla posizione delle provette, certamente non ascrivibili alla casualità. La sedimentazione risultò ritardata sul reticolo e sull’incrocio e normale nel punto neutro.

* Famosissimo l'esperimento di Hartmann stesso su 24.000 topi di laboratorio. Dopo aver rilevato il reticolo nella zona dell'esperimento, Hartmann collocò delle gabbie con 12.000 topolini nelle zone neutre della rete, mentre posizionò le gabbie con i restanti 12.000 sui nodi del reticolo, poi inoculò in tutti i topolini la stessa quantità di cellule tumorali. Nelle settimane successive constatò che i topolini che vivevano sui nodi si ammalarono tutti di cancro e morirono nel giro di 40 giorni, mentre la malattia crebbe durante i primi giorni nei topolini posizionati in zona neutra poi si stabilizzò per un lungo periodo. Alla fine del periodo di osservazione erano sopravvissuti 8.000 topolini. L'organismo, non indebolito dal campo di disturbo geopatico, era riuscito a vincere la malattia.

* Nel 1963 a Moulins in Francia al dott. Picard capitò una strana coincidenza. Dopo aver avuto in cura una ragazzina, poi morta per un cancro alla regione destra del pube, il medico ebbe in cura una signora ammalata di cancro all'utero che abitava al piano di sotto della sua paziente deceduta; poi gli si presentò un uomo con tumore alla prostata che abitava in quella casa, nella quale tutte le camere da letto erano sovrapposte e i letti in posizione obbligata. Nella famiglia che andò ad abitare l'appartamento della prima paziente, il figlio cominciò ad avere dolore nel muovere la gamba destra. Quando il dott. Picard venne a sapere che un altro inquilino, cinque anni prima, era morto di cancro alla prostata, non ne poté più e fece venire dalla Svizzera una delle prime geobiologhe europee, Blanche Merz, che rilevò nella zona dei letti maledetti un incrocio fra un nodo di Hartmann e un corso d'acqua sotterraneo.

Cosa succede in casa

Qualunque apparecchio che funziona ad energia elettrica emette un campo elettrico e un campo magnetico a bassa frequenza. All'interno dell'abitazione i campi elettrici e i campi magnetici di questo tipo più rilevanti sono generati dagli elettrodomestici. Il campo magnetico, che si misura in microtesla (mT) dipende dalla corrente e si ha quando l'apparecchio è acceso e circola corrente. Il campo elettrico, che si misura in volt per metro (V/m), dipende dalla tensione e viene emesso anche quando l'apparecchio è spento ma ha il cavo collegato alla presa elettrica. Il campo elettrico e il campo magnetico sono generati da apparecchi fissi, come lavatrici e lavastoviglie, e da apparecchi portatili come il rasoio elettrico e il phon.

Dalle misurazione effettuate nelle case, in genere, il campo elettrico è inferiore a 5 V/m. Sul guanciale del letto, se è appoggiato a un muro in cui passano i fili elettrici dell'impianto, si possono rilevare 10-15 V/m. Quindi anche schermando la vostra abitazione, dovete mettere in pratica i seguenti accorgimenti contro le problematiche elettromagnetiche.

naturopataonline

lunedì 9 gennaio 2012

Tanti auguri, prof Hawking ma alla festa dei 70 non c'è

Lo scienziato britannico, ricoverato in ospedale da venerdì, deve disertare i festeggiamenti di compleanno - la conferenza sullo "stato dell'universo", con il gotha della fisica mondiale ad attenderlo. Ma manda un messaggio: "Guardate le stelle invece dei vostri piedi"

La SUA festa di compleanno a Cambridge - una conferenza scientifica su "Lo stato dell'universo" - ha dovuto lasciare la sedia vuota. Non si sentiva troppo bene ed è rimasto a casa. Ma questo non basta a sminuire l'impresa del professor Stephen Hawking, che ha raggiunto i 70 anni accompagnato dal morbo di Lou Gehrig, costretto su una sedia a rotelle e incapace di parlare se non per mezzo di un sintetizzatore vocale. "L'immagine del nostro universo è cambiata molto negli ultimi 50 anni, e sono contento di aver dato il mio contributo", ha detto in un videomessaggio trasmesso alla platea. "Per quanto difficile possa essere la vita, c'è sempre qualcosa che è possibile fare. Guardate le stelle invece dei vostri piedi".

Anche se ha deluso il gotha della fisica mondiale, venuto ad ascoltarlo domenica pomeriggio all'università di Cambridge, Hawking in realtà di parlare non ha smesso mai. Quando da giovane ha dimostrato che i buchi neri non sono fantascienza, ma oggetti reali presenti in quasi ogni galassia. Scrivendo bestseller di divulgazione scientifica da vari milioni di copie (ma anche un libro di fiabe insieme a sua figlia Lucy). Scommettendo con i suoi colleghi sulle questioni più calde della fisica teorica (un elenco, con le foto dei foglietti firmati da Hawking con l'impronta digitale, è sul sito www.keplero.org 1). Lanciando proposte fantasmagoriche, come quella di andare a colonizzare un altro pianeta prima che la Terra ("pianeta fragile") diventi inabitabile. E non da ultimo, sostenendo ad alta voce le sue tesi sulla non esistenza del dio ebraico o di una vita dopo la morte, pur restando fino a oggi membro della Pontificia Accademia delle Scienze.

"Stephen non sta bene, è stato dimesso dall'ospedale venerdì e il suo recupero non è stato sufficientemente rapido", ha spiegato domenica alla platea Leszek Borysiewicz, vicepresidente dell'università di Cambridge. Un paio di settimane fa il grande fisico autore del best seller "Dal big bang ai buchi neri" aveva pubblicato un annuncio per cercare un tecnico capace di riparare la sua sedia a rotelle unica al mondo e il sintetizzatore che gli permette di continuare a far sentire la sua voce, ormai completamente metallica e assai lenta, fino ad arrivare nei giorni difficili a una parola al minuto.

Il morbo di Lou Gehrig - una malattia che gradualmente paralizza tutti i muscoli del corpo - venne diagnosticato ad Hawking quando aveva 21 anni e studiava per il dottorato a Cambridge. Molti dei pazienti a quell'epoca morivano nel giro di qualche anno, lui invece sta per raggiungere il mezzo secolo di sopravvivenza. Il fisico britannico, oltre a rivoluzionare molte teorie nel suo settore di competenza, ne ha ribaltata anche una in fatto di medicina. E la sua forma di sclerosi, fortunatamente per la fisica, si è dimostrata a progressione molto lenta.

"Ho incontrato per la prima volta Stephen nel 1965 - ha raccontato domenica a Cambridge il suo collega e collaboratore storico Kip Thorne - e posso dire che è la persona più ostinata che abbia mai conosciuto". Per il suo 70esimo compleanno, i giornali britannici hanno speso metafore fisico-letterarie come "l'uomo guidato da una forza di volontà cosmica" e "la stella più brillante nell'universo della scienza". Hawking in effetti fu ammesso a 32 anni nella Royal Society e nominato professore di matematica a Cambridge in quella che era stata la cattedra di Isaac Newton. Apparso in una puntata dei Simpsons e in una di Star Trek, protagonista di un documentario della Bbc, lo scienziato una volta ha ammesso: "Sono sicuro che esiste una relazione fra il mio handicap e la mia celebrità. La gente è affascinata dal contrasto fra le mie capacità fisiche molto limitate e l'immensità dell'universo che studio". Non è un caso che a smentire una diagnosi medica così drastica sia stato l'uomo che - contro le convinzioni di tutti - teorizzò la radiazione di Hawking: esiste sempre un raggio di luce capace di sfuggire ai buchi neri.

fonte : republica.it

martedì 31 maggio 2011

Germania : rinuncia definitiva al nucleare, centrali chiuse entro il 2022. Via alle energie alternative

Berlino, 30 mag. (Adnkronos/Dpa) - La Germania abbandona il nucleare: la decisione - anticipata nelle settimane scorse - è stata formalizzata nel corso di un vertice della coalizione di governo che si è svolto la notte scorsa. Tutti gli impianti verranno chiusi entro il 2022 e molti - tranne tre, che resteranno in funzione per eventuali crisi energetiche - verranno disattivati nel 2021.

La decisione, anticipata nelle settimane scorse, è stata formalizzata nel corso di un vertice della coalizione di governo che si è svolto la notte scorsa

I leader dei partiti si sono riuniti nell'ufficio del cancelliere Angela Merkel a Berlino per mettere a punto l'accordo sulla chiusura degli impianti e l'intesa è arrivata al termine di una sessione fiume durata 12 ore che ha visto la partecipazione dei leader dei partiti della coalizione - Cdu, Csu e Fdp - ma in cui sono stati coinvolti anche quelli dei Socialdemocratici e dei Verdi.

Oggi verrà divulgato il contenuto del rapporto consegnato sabato dalla commissione etica al governo, in cui si raccomanda la chiusura degli impianti entro dieci anni, con la sospensione immediata del funzionamento di otto impianti e progressiva degli altri nove.

fonte : adnkronos

venerdì 25 marzo 2011

Paleontologia: Tunisia, trovato intero scheletro dinosauro Risale a 110 milioni di anni fa.

TUNISIA, 25 MAR - Uno scheletro, pressoche' intero, di un dinosauro vissuto 110 milioni di anni fa e' stato scoperto in Tunisia, a sud di Tataouine, da un'equipe scientifica composta da esperti dell'Ufficio nazionale delle miniere e dell'Universita' di Bologna. Secondo quanto riferisce la Tap, e' stato scoperto a una profondita' di appena 50 centimetri; la lunghezza dell'esemplare e' stata stimata in 15 metri. Lo scheletro sara' quanto prima trasportato a Bologna, dove sara' sottoposto a indagini scientifiche, poi riportato a Tataouine per essere esposto nel Museo della memoria della Terra.

fonte : Ansa

venerdì 11 febbraio 2011

Stephen Hawking: “Dio non ha creato l’universo”

Nel suo ultimissimo libro, The Grand Design, scritto insieme a Leonard Mlodinow, uscito nel mondo anglosassone il 09 settembre 2010 ma di cui il Times ha pubblicato a pagamento alcune anticipazioni, il famoso astrofisico inglese Stephen Hawking sostiene che le conoscenze raggiunte dalla fisica rendono ormai inutile credere in una divinità creatrice dell’universo: “la creazione spontanea è la ragione per cui esiste qualcosa”.
Hawking ha paragonato la circostanza con la teoria dell’evoluzione, che ha reso inconcepibile la creazione delle specie a opera di un essere sovrannaturale.

sabato 4 dicembre 2010

Wikileaks, Assange : presto documentazione sugli Ufo

«Ci sono certamente riferimenti agli Ufo nei documenti (in possesso di Wikileaks) che devono ancora essere pubblicati», lo ha affermato Assange durante la diretta web in corso sul Guardian rispondendo alla domanda di un lettore che chiede se extraterrestri e ufo siano tra i temi del materiale di cui è in possesso Wikileaks. Nella sua risposta Assange ha aggiunto che Wikileaks riceve anche molte mail da «gente strana sugli, Ufo o che sostiene di essere l'anticristo», ritenute però non adatte per la pubblicazione.
Il fondatore di Wikileaks Julian Assange ha poi ammesso di temere per la vita essendoci «superpotenze» tra i soggetti al centro delle rivelazioni diffuse. «Le minacce per le nostre vite sono di pubblico dominio. Da parte nostra prendiamo tutte le precauzioni necessarie, ma nella misura in cui ciò è possibile trattandosi di superpotenze», ha affermato Assange rispondendo ad una delle domande postagli dai lettori del Guardian durante la diretta via web in corso sul sito del quotidiano britannico.
La maggioranza degli italiani (64%) pensa che il fondatore di Wikileaks Julian Assange sia un benefattore, un Robin Hood del terzo millennio. Soltanto il 36% lo definisce un delinquentello dell'era informatica. È il risultato di Trendsetting, il sondaggio realizzato da Affaritaliani.it e Swg.
In caso di morte di Assange e di distruzione totale dell'organizzazione Wikileaks le informazioni in suo possesso sarebbero però comunque rivelate: «Abbiamo consegnato tutti i documenti in nostro possesso a circa 100mila persone in tutto il mondo che li possiedono in forma criptata. Se ci dovesse accadere qualcosa e non fossimo più raggiungibili, una chiave elettronica verrebbe inviata via web rendendo i file leggibili. A questo punto queste 100mila persone avrebbero il compito di divulgarle».

fonte : net1new

lunedì 6 settembre 2010

Stephen Hawking: dio? Inutile per la creazione dell'Universo

La creazione dell'universo puo' essere spiegata anche senza la mano di Dio, come ormai e' dimostrabile dalle ultime scoperte scientifiche. A sostenerlo lo scienziato inglese Stephen Hawking, uno dei piu' grandi di ogni tempo,nel suo libro 'The Grand Design', di cui il Times pubblica diversi brani.
La creazione dell'universo, scrive Hawking, e' stata semplicemente una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica: 'Poiche' esistono leggi come quella della gravita' l'universo puo' essere stato creato dal nulla'.

Hawking è uno scienziato noto anche al pubblico che non si interessa di astrofisica per la sua terribile disgrazia,una malattia degenerativa del sistema nervoso che lo obbliga su una sedia a rotelle che gli permette di comunicare solo attraverso un sintonizzatore.
Circa dodici anni fa, Hawking, nel suo libro 'Una breve storia del tempo', aveva sostenuto che non c’è incompatibilità tra un Dio creatore e la comprensione scientifica dell’universo.
«Se arrivassimo a scoprire una teoria completa sarebbe il trionfo definitivo della ragione umana perché così avremo modo di conoscere la mente di Dio», aveva scritto nel libro pubblicato nel 1998.
Ma nel nuovo lavoro, The Grand Design, le cose cambiano: 'non c’è bisogno di un Dio per comprendere la nascita dell’universo e della nostra presenza sul nostro pianeta.'

fonte : notiziarioitaliano.it