“SE NON STATE ATTENTI, I MEDIA VI FARANNO ODIARE LE PERSONE OPPRESSE E AMARE QUELLE CHE OPPRIMONO“
Era il 21 febbraio del 1965 quando, Malcom X, pronunciava con una
naturalezza disarmante e un tono lapidario quell’avvertimento dai
risvolti profetici. Oggi, a distanza di 46 anni, quell’intuizione si è
rivelata realtà.
E come potevamo “stare attenti”, impegnati come eravamo, a mercificare
la nostra dignità con il Sistema; principi e valori, barattati in cambio
di un consumismo becero e forviante, di luride promesse di libertà, di
benessere e occupazione – il sogno di un tempo libero mai liberato e per
sempre tradito.
“E poi si sono presi i nostri campi e i prati erbosi, le messi e la
collina, e gli orti, la mandria, il bosco e in fine la cascina! Così
fuggimmo alla città vicina, e poi assoldati a schiavi all’ignoranza,
moderna disciplina, che ci ha negato dignità e ogni speranza” J.T.
Oggi il lavoro non paga e, quel che è peggio, ci abbruttisce e ci
incattivisce, rendendoci refrattari ai bisogni degli altri e, sempre più
vulnerabili, al dolore e alla malattia.
Meglio restare chiusi in casa, fermi, immobili, nella trepidante attesa
della grande implosione del Sistema. Così, non c’è più niente da
comprare, da consumare, niente su cui investire, niente da dire, a cui
credere e in cui sperare. Quale politica, quali manovre, quali beni di
rifugio!! Sviluppo, crescita, ricerca, sono le parole vuote di un
ritornello dissonante e fastidioso che, gli stessi autori non hanno più
il coraggio di intonare.
Perché le cose cambino per il meglio, l’umanità deve risalire
velocemente la china di questo baratro e, finalmente “con i piedi per
terra”, recuperare i valori etici, i principi e i parametri imperituri
che, da sempre, hanno contraddistinto l’essere umano. Questo, oggi, è il
vero significato etimologico del concetto di crescita.
“Lo squilibrio di vivere è il prezzo di chi ha perso la consapevolezza di se e del mondo”.
A parte quella che, impropriamente, persistono nel definire, una
“Crisi” (in verità è la fine di un’epoca – di un processo necrofilo al
termine della sua degenerazione), un ulteriore, impoverimento delle
famiglie è dovuto al consumo sistematico e quotidiano di beni effimeri e
voluttuari, inutili e dannosi, da parte di ogni singolo soggetto
appartenente al nucleo famigliare, in ragione di un numero infinito di
dipendenze psicologiche e debolezze che, sommato al resto delle spese
(uscite), intervengono per un buon 50%. Sia che si tratti di sigarette,
ricariche telefoniche, creme rassodanti, rigeneranti, ristrutturanti,
diete, beveroni miracolosi (Actimel, Danacol, Somatoline Cosmetic…),
detergenti, abbronzanti, dolcini, dolcetti, cappuccini e cornetti,
gratta e perdi e slot machine, o di sanzioni amministrative, eco pass,
gratta sosta e tutto quel baraccone giochini cretini per bambini
deficienti, che madri e padri acquistano ad ogni capriccio del piccolo
figlio cazzone. Una montagna di futuri rifiuti da discarica che vanno ad
ingrassare gli stomaci senza fondo di questa oscura borghesia
industriale, ignorante, gretta e cialtrona.
Il Sistema, del resto, campa proprio in virtù di tali aberranti
comportamenti, e su una conclamata stupidità della gente che, nel tempo,
è trasfigurata in una particolare forma di schiavitù dai bisogni
virtuali, del tutto inefficaci e sicuramente devastanti per la salute.
Una terza causa dell’impoverimento della società, è dovuto alla
perdita di quella conoscenza di base che, un tempo, era sinonimo di
autonomia e di autosufficienza dove, l’individuo, era unico e solo
artefice e responsabile della propria condizione. Nella moderna società
delle illusioni, diversamente, l’uomo si è ridotto ad una specie di
larva molle e viscida che, per ogni incombenza (anche la più stupida),
deve ricorrere a terzi (gli specializzati), che lo spenneranno per
dovere!
Lo scollamento radicale dell’uomo dalla terra, è la sola e vera causa
della tragedia umana, morale e di civiltà che, presto, esploderà in
tutta la sua potenza con tutte le conseguenze del caso.
fonte : informareperresistere.fr