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giovedì 6 dicembre 2018

Solstizio d’inverno - Festività e quanto molto ci resta dei Romani


Nella notte  fra il 21 e il 22 dicembre, oltrepasseremo senza accorgercene, il solstizio d’inverno.
Dal 17 dicembre al 6 gennaio attraverseremo una lunga serie di ricorrenze solari. ll Natale cristiano è una delle tante feste che dimostrano come un concetto cronologico saldamente associato ad antiche religioni pagane del tempo e della fertilità sia stato assimilato, non senza imbarazzi, dal cristianesimo, assumendo via via nuovi significati. 
La religione romana, bollata dai cristiani come superficiale e puramente liturgica, fu, in realtà, tutt’altro che banale. 

Fra il 17 e il 23 dicembre si celebrava a Roma la festa di Saturno, con banchetti e scambi di auguri e di modesti doni. Il nostro termine “strenna” deriva da “strena”, parola latina a sua volta derivante dall’antica lingua dei Sabini, che starebbe ad indicare il dono augurale. In questi giorni, fra i più brevi e oscuri dell’anno, le diverse divinità del sottosuolo (Saturno, Plutone, Dis Pater) uscivano dall’inferno e vagavano sulla terra. 
Nella mentalità antica, ambigua per definizione e per noi quasi incomprensibile, queste divinità tutelavano da un lato le anime dei defunti, dall’altro le campagne e i raccolti. Poiché si temeva che le loro cupe processioni potessero danneggiare il ciclo della fertilità, interrompendo il periodo del riposo invernale del terreno, si offrivano loro doni e feste per favorire il loro ritorno nell'aldilà e il loro ricollocarsi nel ciclo stagionale.