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giovedì 6 dicembre 2012

Riflessione sul sistema, schiavitù dei consumi, del debito imposto.

“Vorresti tanto poter risparmiare, ma come farlo se non hai una lira. Risparmiare infrange e viola le regole del Sistema, che si alimenta e sopravvive proprio in ragione del tuo consumo e dello spreco! Se tu non consumi, sarai marchiato a vita al pari di un pericoloso sovversivo e ridotto in schiavitù”

Al risparmio dei cittadini, corrisponde, di contro, un automatico aumento de

i prezzi e delle tariffe energetiche, rendendo vana ogni strategia economica e parsimonia, e vanificando ogni buon proposito.

Del resto non possiamo spendere soldi che non abbiamo o indebitarci per cose non necessarie e indispensabili!

Ma se il Sistema Cristo-Bestia campa proprio in virtù dei nostri comportamenti irrazionali, come possiamo uscire da questo labirinto e risolvere un tale enigma? 
Alla fine, come ci muoviamo, ci muoviamo, il cetriolo è sempre in culo all’ortolano!

E se comunque, per un motivo o per un altro, dipendi dal Sistema, ogni briciola che avrai guadagnato, svendendo la tua vita e umiliando la tua dignità, Lui se la riprenderà – e così la tua salute e la tua libertà. Se poi non hai un lavoro, in pratica, non esisti!

Abbiamo per tanto appurato che, oggi, risparmiare, non solo è impossibile ma controproducente per la società! Un vero e proprio maleficio/sortilegio che ci ha precluso ogni ragionevole via d’uscita. Una moderna schiavitù a piede libero che ci ha relegato nel limbo gelatinoso di una vita apparente.

E’ questo il nocciolo della questione, che può essere risolto solo in una condizione di autonomia e di autosufficienza – la sola a poterci garantire il necessario e quotidiano sostentamento ed essere noi, in grado di affrontare i momenti difficili con animo sereno, senza dovere rinunciare a beni primari e alla nostra dignità di uomini.

Io, per fare un esempio pratico, ho un piccolo pollaio e posso contare su 4/5 uova al giorno. Con gli avanzi del pranzo e della cena, alimento le mie galline in aggiunta di alcune particolari erbe che trovo in collina. Consumo verdura di stagione che coltivo nell’orto e altre selvatiche che raccolgo in campagna. Produco l’olio necessario per il fabbisogno famigliare e frutta in genere, che siano arance, mandarini, limoni, mandorle, fichi, mele, cachi e tanto altro. Mia moglie, prepara confetture di ogni genere, conserve, limoncello, nocino, grappe, e riempie boccacci con ogni ben di Dio che consumiamo durante l’anno. Produco inoltre del buon vino e un ottimo aceto.

E poi arriva la stagione dei funghi, dei carciofini, dell’origano, del finocchietto, della cicoria amara, delle erbe aromatiche, delle lumache ecc ecc! Con altri amici ci scambiamo, in forma di baratto, i più diversi prodotti della terra.

Io, in cambio della farina di grano, cedo olio d’oliva, e arance per carciofi.

Ho molta pratica con la manualità e difficilmente mi avvalgo di qualcuno esterno al mio ambito per la soluzione di un qualsiasi problema. In caso contrario, visto il sentimento di solidarietà che ancora è vivo e vegeto in questa piccola comunità, non avrei che l’imbarazzo della scelta.

Non faccio uso di riscaldamento, condizionatore e diavolerie de genere! Mi sono ambientato e ne ha giovato la mia salute, risparmiandomi dai dolori articolari, emicranie, raffreddori, gastriti e affini e da tutte quelle nevrosi, stati d’ansia e depressione che caratterizzano l’individuo omologato delle società occidentali.

Ho giusto un camino e una stufa a legna sulla quale si cucina, e un forno per panificare.

Bevo acqua di sorgente e il mio impianto elettrico è alimentato da alcuni pannelli fotovoltaici.

Vi potrei raccontare mille e mille altre cose ma penso che questo basti per comprendere i vantaggi di essere in buona parte autosufficiente.

In tutto questo (un impegno che mi ruba solo qualche ora al giorno), trovo lo spazio per scrivere, per comporre e per leggere. Se il tempo è all’acqua, mi diverto a intagliare il legno, a suonare con gli amici e ai piccoli lavori di manutenzione della casa.

Ma la cosa straordinaria e irrinunciabile, sta nel potere disporre, del mio tempo! Un tempo tutto e solo mio, che organizzo come meglio credo o come vuole il cielo. Tempo per i miei figli, per la mia donna, tempo per i miei cani e amici!

Non ho padroni ne cartellini da timbrare – nessun vigile in agguato pronto ad estorcerti denaro e colpirti al cuore del portafogli per liberare la sua frustrazione di schiavo e di nullità umana – niente acqua putrida, ne aria infetta, ne stridenti rumori di ruote ferrate di tram mattutini che annunciano rabbiosi un nuovo giorno di guerra.

E poi le albe, i tramonti, il vento e le stelle, grosse come limoni – e la libertà e l’amicizia e le sbronze e i canti – e poi l’estate e il mare, e la magia della natura che pacifica ogni cuore e paura. Chi è più ricco di me? Chi più di me può assaporare fino in fondo l significato della Vita e della felicità? E non posseggo denaro ne ho potere! Non ho barche, fuoriserie, castelli o servitù – Ma ho la volontà e ho la terra – ho la caparbietà e la forza per combattere questo mondo insensato e malato. Un mondo che ha violato e profanato ogni principio e regola e che oggi brancola nel buio della sua ottusità incamminandosi lungo quel baratro incommensurabile che sancirà la sua disfatta.

Mi nutro di odori, di profumi, sapori e colori, di emozioni perdute e di magiche atmosfere del passato che in forma di istantanee, stampo del mio cuore e codifico nella mia mente arricchendo quella sacra memoria che trasmetterò ai miei figli e nipoti.

Vivo così sull’onda di una passione appagante e rigenerante, che riverso sopra ogni azione e pensiero, godendo di ogni attimo della mia giornata come fosse eterno, meravigliandomi ancora come un bambino delle continue scoperte che la natura benevola puntualmente mi dispensa. Immagino così nuove avventure, eccitato da ciò che sarà domani, sempre diverso e misterioso – lontano dalla pazza folla e dalla frustrante frenesia omologante di caotiche metropoli -quei “non luoghi” dove il Sistema necrofilo testa con successo, tutte le sue allucinazioni, per poi diffonderle e renderle fruibili in ogni angolo del pianeta.

Questa è la mia vita, e se i modesti introiti derivanti dalla musica e dalla scrittura dovessero venire meno, sarò in grado di risparmiare rinunciando a qualche acquisto di troppo, al mio viaggio in oriente, ma lasciando integri i fondamentali sui quali si regge la mia esistenza e la mia felicità.

Ecco i motivi per cui, l’uomo di questo tempo, deve assolutamente tranciare di netto ogni dipendenza dal Sistema e smetterla di inseguire i canti seducenti delle sirene della modernità.

Se oggi non ci rendiamo autonomi – una buona volta per tutte – dando fondo alle ultime risorse di volontà e di coraggio rimaste, e in un sussulto di dignità e di rabbia, rovesciare il tavolo dalla stupidità e dall’indolenza dei nostri gesti, avremmo perso per sempre l’ultima occasione per essere liberi.
Fonte oltrelacoltre.com

mercoledì 8 dicembre 2010

30 anni fa venne assassinato John Lennon, spirito dei Beatles, pacifista

8 dicembre del 1980 Mark David Chapman uno squilibrato fan dei Beatles attende sotto casa di John Lennon il suo rientro (John abitava in un palazzo al Central Park a Manhattan, noto quartiere di New York), e quando il povero Lennon stava per varcare l’atrio venne chiamato ad alta voce da quel pazzo: “Hei Mr. Lennon”, neanche il tempo di voltarsi che Chapman gli sparò 5 colpi di pistola. John riuscì appena a fare due passi e a pronunciare le parole: “mi hanno sparato” prima di accasciarsi al suolo.

Quattro ore prima lo stesso Chapman in quello stesso posto si era fatto autografare da John l’ultimo album uscito da poco (Double Fantasy). Assurda… una morte veramente assurda che ci ha privati per sempre del più grande artista di tutti i tempi. John Lenon non era solo l’anima dei Beatles ma un esempio di vita da seguire.. si era battuto per i suoi ideali di pace fino alla fine… le sue canzoni ancora oggi risuonano nell’aria e ci trasmettono il suo messaggio attuali come non mai anche se scritte più di 30 anni fa…emozioni da far venire i brividi.

Proprio questi giorni nelle sale cinematografiche è uscito il film “Nowhere boy” dove viene ripercorsa l’infanzia del grande John, la sua passione per la musica e l’incontro con gli altri tre Beatles… io non vedo l’ora di vederlo e ve lo consiglio.

Nuove Notizie non poteva non ricordare John con un articolo… un artista pazzesco che insieme ai suoi tre amici di Liverpool hanno scritto la storia della musica. Chi mi conosce sa quanto sia importante la musica per me.. suonavo in un gruppo Rock di amici e lego spesso i miei sentimenti e i miei ricordi a delle canzoni.. Be una buona fetta di esse sono dei Beatles e di John è per questo che voglio ricordarlo oggi anche sul mio Blog…..

fonte : informazione.it

Immagina ( Imagine ) 1971
Testo e musica: John Lennon


Immagina non ci sia il paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il cielo
Immagina che la gente
viva al presente...

Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere o morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace...

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno...

Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o rabbia
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero...

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno...

sabato 10 luglio 2010

Countdown to Zero - firmate la petizione contro le armi nucleari

Countdown to Zero - firmate la petizione contro le armi nucleari


visita : http://www.takepart.com/zero

martedì 10 novembre 2009

Banche a prova di bomba

www.tsmagazine.co.uk - - -

Unicredit, Bnp Paribas e Intesa Sanpaolo tra i finanziatori di cluster bombs

Centotrentotto banche di tutto il mondo finanziano la produzione di cluster bombs. La denuncia è dell'associazione Cluster Munition Coalition, che unisce oltre 200 Ong da tutto il pianeta contro le bombe a grappolo. Tra gli istituti di credito segnalati nel rapporto Worldwide investments in cluster munitions: a shared responsability, c'è anche Intesa Sanpaolo. "Nel luglio 2007" - recita la relazione - "Lockheed Martin (industria bellica americana tra i principali produttori al mondo di bombe a grappolo, ndr) ha rinnovato la sua attuale apertura di credito rotativo (cioè un prestito) di 1,5 miliardi di dollari fino a luglio 2012. Intesa Sanpaolo ha contribuito con 52,5 milioni di dollari al cartello delle 31 banche" erogatrici del prestito.

Qualcosa non quadra. Ma il 3 dicembre 2008 ad Oslo non è stata forse firmata, anche dall'ITALIA, una Convenzione che bandisce le cluster bombs? Vero. Però il nostro Paese è solo tra i firmatari del trattato, che NON è stato ancora ratificato dal Parlamento. E se sono più di 100 le nazioni ad aver firmato la Convenzione di Oslo, le ratifiche sono ferme a 23. Beffardamente vicine alla soglia minima di 30, necessaria a rendere il trattato operativo (e dunque vincolante per i Paesi membri). Quindi Intesa Sanpaolo non è obbligata da alcun tipo di regola internazionale a sospendere il prestito erogato a Lockheed Martin. Ma le cose non sono così semplici.

Codice etico. Intesa Sanpaolo rinnova il prestito a Lockheed Martin nel maggio-giugno 2007, come riscontrato dal sito altraeconomia.it in un documento della Security and Exchange Commission, l'organismo che controlla le società Usa quotate in Borsa. L'operazione precede solo di qualche settimana la scelta di Intesa Sanpaolo di integrare il proprio Codice etico con una weapon policy che "prevede la sospensione della partecipazione a operazioni finanziarie che riguardano il commercio e la produzione di armi e di sistemi d'arma". Perché la vicinanza di due decisioni così contrastanti tra loro?

L'eccezione. Il rapporto Cmc sostiene che per migliorare la propria posizione, Intesa Sanpaolo "non dovrebbe tollerare eccezioni, ponendo fine a tutti i contatti con i produttori di bombe a grappolo, a meno di obblighi legali". Eccezioni? Sì, perché "l'attuale policy non riguarda [...] le operazioni inziate prima della sua pubblicazione ufficiale". Ecco quindi svelato il mistero: il prestito a Lockheed Martin continua ad essere erogato perché l'accordo è stato concluso prima dell'approvazione della weapon policy. Che in effetti è arrivata qualche settimana dopo la firma del rinnovo.

Spiegazioni. Una fonte interna ad Intesa Sanpaolo assicura che contratti come quello con Lockheed Martin hanno tempi di realizzazione di diversi mesi. Per cui la vicinanza tra rinnovo e weapon policy è solo una coincidenza: il controllo sulla concreta applicazione della policy è tuttora in corso di affinamento. Il contratto con il colosso Usa della difesa, poi, è in syndication, cioè in comune con altre 30 banche. Cosa che complica eventuali exit strategies. Da ultimo, l'investimento di Intesa Sanpaolo a favore di Lockheed Martin è non finalizzato. Ma l'azienda statunitense produce quasi esclusivamente armi.

La fetta più grossa. Il rapporto Cmc sostiene che "Intesa Sanpaolo deve escludere i produttori di bombe a grappolo dai suoi asset management e dalle attività d'investimento. Non solo dai prestiti". Cosa significa? Significa che sì, il prestito a Lockheed Martin è un'eccezione. Ma significa anche che il gruppo bancario finanzia indirettamente le aziende produttrici di armi, acquistandone le azioni. E lo fa tramite fondi comuni con altre banche italiane. Lo rivela uno studio che stanno realizzando il mensile di finanza etica Valori e l'Istituto di Ricerca Economica e Sociale (Ires) della Toscana: buona parte delle banche italiane, con l'eccezione di Banca Etica, possiedono titoli azionari di aziende produttrici di "armi controverse" (cluster bombs, mine antiuomo, ordigni nucleari). La classifica stilata dagli studiosi consegna il poco invidiabile primato negli investimenti di questo genere a Unicredit, che precede Bnp Paribas e, appunto, Intesa Sanpaolo. Da soli questi tre gruppi bancari, che distaccano ampiamente tutti gli altri, investono circa 480.000.000 euri in armamenti. Mezzo miliardo di euri: è la cifra che separa l'Italia da una reale adesione alla Convenzione di Oslo.

fonte http://it.peacereporter.net/articolo/18711/Banche+a+prova+di+bomba

mercoledì 23 settembre 2009

Armi: Ban Ki-moon chiede di bandire le bombe atomiche

www.tsmagazine.co.uk

Che il 2009 diventi "l'anno in cui ci accordiamo per mettere al bando la bomba" atomica. Lo auspica il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, nell'intervento d'apertura della 64/a sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. "Facciamo in modo che questo sia l'anno in cui le nazioni, unite, liberano il mondo dalle armi nucleari - si legge nell'intervento che Ban pronuncerà oggi, anticipato alla stampa - per troppo tempo questa grande causa è rimasta dormiente". Ora, secondo il segretario generale "l'atmosfera internazionale sta cambiando" perché "Stati Uniti e Russia si sono impegnati a ridurre i loro arsenali" e perché "la storica riunione di domani al Consiglio di Sicurezza, presieduta dal presidente degli Stati Uniti, con noi per la prima volta, offre una nuova partenza". Ban si riferisce in particolare al Ctbt (Comprehensive Nuclear Test Ban Treaty), il trattato che proibisce tutte le esplosioni nucleari sia civili sia militari. Approvato dall'Assemblea Generale dell'Onu nel 1996, per entrare in vigore il Ctbt deve essere ratificato da 44 paesi che fanno parte di una lista che comprende chi possiede reattori nucleari o ha fatto ricerca nel settore. All'inizio dell'anno, non avevano ratificato il Ctbt nove di questi paesi: Usa, Cina, Iran, Israele, Egitto ed Indonesia (che hanno firmato il trattato), Corea del Nord, India e Pakistan (che non l'hanno ancora firmato).

http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/News/146215

sabato 10 gennaio 2009

giovedì 18 dicembre 2008

Consegnato il premio Sakarov 2008


A Strasburgo non c’era, ma Hu Jia era nei pensieri di tutti gli eurodeputati. In un abbraccio ideale, il parlamento europeo si è stretto intorno al dissidente cinese. Con una cerimonia solenne, l’euroassemblea gli ha consegnato il premio Sakarov, per la libertà di parola. Il presidente del parlamento Hans Gert Poettering: “Il premio fu consegnato per la prima volta nel 1988, il vincitore di quell’anno, Nelson Mandela era in prigione. C’era una sedia vuota allora, come oggi”. Il riconoscimento premia il coraggio e l’audacia di Hu Jia che non si è fermato di fronte al governo cinese. Con il suo blog ha denunciato le violazioni dei diritti civili nel suo paese. Non solo, Hu Jia è conosciuto per il suo impegno a favore dell’ambiente e per aver fondato un’organizzazione che si occupa di malati di Aids. In carcere da aprile, sconta tre anni di prigione.

A Strasburgo per ritirare il premio non c’era neppure la moglie, che tramite un video è riuscita a far pervenire il suo messaggio all’assemblea. I 50 mila euro, cifra in cui consiste il riconoscimento, ha spiegato, saranno usati da Hu Jia per far progredire la Cina in tema di libertà. “Fonderemo un’organizzazione per sostenere le famiglie degli attivisti dei diritti umani. È il sogno che Hu Jia ha da tempo”. La cerimonia solenne al parlamento di Strasburgo si è conclusa con un minuto d’applauso.

mercoledì 3 dicembre 2008

Oslo : Firmato il trattato per il bando delle bombe a grappolo - 100 nations ban cluster bombs

english below
Un centinaio di paesi, ma grandi assenti sono S.u.A. rep.fed.le di Russia e rep. pop. di Cina, hanno firmato oggi a Oslo il trattato che mette al bando le bombe a grappolo. Per i paesi firmatari il documento prevede il divieto di produrre, utlizzare, stoccare, vendere e trasferire queste armi mortali, oltre all’obbligo, e questo è un elemento innovatore rispetto ad altri trattati, di soccorrere le vittime.

Anche nel recente conflitto israelo-libanese Israele ricorse alle bombe a frammentazione.

“Oggi è una giornata eccezionale per il mondo e per le nazioni che amano la pace, ha detto Fawzi Salloukh, ministro degli esteri di Beirut. E’ particolarmente speciale per il Libano e la popolazione del sud del Paese. Per piu’ di due anni, i civili, compresi anziani e bambini, sono stati vittime delle mortali conseguenze dell’aggressione israeliana dopo l’offensiva contro il mio Paese nell’estate del duemilasei.”

Dal 1965 sono circa centomila le vittime, uccise o mutilate, dall’esplosione di questi ordigni – il 98% sono civili. L’attività di sminamento è lunga e onerosa – solo nel Laos, per esempio, gli USA ne hanno sganciato 260 milioni durante la guerra in Vietnam.

Le bombe a grappolo, o a frammentazione, contengono ciascuna centinaia di mini ordigni e una volta sganciate si disseminano sul terreno, spesso senza esplodere subito, trasformandosi cosi’ in mine antiuomo.

ENGLISH
100 nations ban cluster bombs

The first steps have been taken to banning cluster bombs, a weapon which kills and maims sometimes years later. Representatives of 100 countries gathered in Norway to sign a treaty calling for cluster bombs to be outlawed all over the world.

Fawzi Salloukh, the Lebanese Foreign Minister, said:
“This is certainly a remarkable and exceptional moment for the world and for peace loving nations. It is particularly a special moment for Lebanon and its population, especially in south Lebanon. For more than two years, civilians including children and the elderly have been victimised by the deadly remnants of the Israeli aggression against Lebanon in the summer of 2006.”

The ban was agreed in Dublin in May, following concerted pressure from campaigners around the world. But the major arms producers, including Russia, China and the United States, will not sign, although President-elect Barack Obama may when he enters the White House.

Protestors say more than 100,000 people, 98 percent of them civilians, have been injured by cluster bombs since 1965. Many of the victims are children, who mistake unexploded bomblets for toys.

mercoledì 19 novembre 2008

Tibet : incontri per il futuro

Si svolge da ieri al 22 novembre a Dharamsala (India), l’incontro tra i leader dei tibetani in esilio, per discutere la futura politica verso Pechino, dopo che lo stesso Dalai Lama si è detto “scoraggiato” per la mancanza di esiti nei colloqui con i rappresentanti del governo cinese.

Si confrontano la “linea di mezzo” sempre sostenuta dal Dalai Lama che chiede a Pechino una maggiore autonomia (con l’elezione diretta del proprio governo regionale e adeguata tutela di cultura, tradizioni e ambiente naturale) e quella più dura che chiede la piena indipendenza del Paese. Il governo tibetano in esilio ha comunque chiarito che eventuali decisioni non competono a questo consesso ma “all’intero popolo tibetano, secondo il metodo democratico”.

Esperti commentano che l’incontro serve anzitutto a persuadere la Cina a fare concessioni alle richieste dei moderati, per evitare che istanze estremiste prendano sempre più forza .

Penpa Tsering, direttore esecutivo del Tibetan Parliamentary and Policy Research Centre, in esclusiva per AsiaNews dice che “c’è un’atmosfera d’entusiasmo, tutti vogliono contribuire all’attività politica. Qui partecipano 580 tibetani in esilio, dei quali il 15-20% sono nati in Tibet.”.

“Tra i nati in Tibet, alcuni vogliono un approccio realistico e cercano un dialogo utile con la Cina. Ma altri, con meno realismo, chiedono l’indipendenza”.

“Molti tibetani sottolineano l’importanza della lingua, cultura e identità del loro Paese, preservarle è il loro maggior desiderio. Ma una domanda comune e continua riguarda la libertà religiosa in Tibet, ritenuta essenziale per la conservazione della cultura e delle tradizioni religiose del Paese, per tramandarle di generazione in generazione”.

“Certo, ci sono richieste per l’indipendenza del Tibet. E’ vero che molti tibetani sono frustrati e scoraggiati perché la Cina non risponde in modo positivo alle nostre richieste. Il gruppo Tibetan Youth Congress vede nell’incontro un’ottima opportunità per cambiare la storia del Tibet, per lasciare una approccio moderato e chiedere l’indipendenza”. “Ma nelle decisioni dobbiamo essere razionali e non seguire le emozioni, questo incontro è guidato da discussioni razionali e politiche”.

“La mia personale opinione è che dobbiamo dare più tempo ai leader cinesi perché decidano come rispondere alla questione tibetana. Forse saranno necessari altri 3 o 4 anni, perché Pechino trovi una soluzione e perché un dialogo costruttivo porti frutti concreti. Anche se ora non siamo soddisfatti dalle risposte della Cina, da cui ci aspettiamo molto di più, dobbiamo darle ancora altri 3-4 anni”.

“In questo momento la comunità internazionale e i leader mondiali sono simpatetici con la causa tibetana. Abbiamo ricevuto molto sostegno e solidarietà per la nostra causa. Ma occorre i leader mondiali, oltre a darci un sostegno morale e un incoraggiamento, facciamo pressione su Pechino perché risolva la questione tibetana”.

martedì 6 maggio 2008

Birmania : migliaia le vittime

pubblicato 06 maggio 2008
Il ciclone Nargis ha ucciso più di diecimila persone in Myanmar. Il bilancio è stato fornito dal ministro degli Esteri birmano alla tv di Stato. I dispersi sono migliaia, come le persone rimaste senza casa nel sud del Paese colpito dalla tempesta tropicale di categoria 3.
Il Paese guidato dalla giunta militare da 46 anni e con rapporti quasi inesistenti con l'esterno, ha accettato l'offerta di aiuto internazionale. Piogge torrenziali e venti fino a 200 km orari hannodevastato Yangon, l'ex capitale Rangoon, sostituita dal regime con Naypyidaw.
La zona più colpita è il Delta del fiume Irrawaddy. La Croce Rossa internazionale ha già distribuito cinquemila litri d'acqua potabile, kit di sopravvivenza, teli di plastica e coperte. Il più grosso ostacolo sono le restrizioni che il regime impone agli spostamenti delle organizzazioni umanitarie.Ma i militari hanno dato il via libera agli aiuti dell'Onu. E hanno deciso che non sarà rinviato il referendum previsto per il 10 maggio sulla nuova costituzione, "antidemocratica" per il partito di Aung San Suu Kyi, il premio Nobel per la Pace agli arresti domiciliari.
fonte euronews©