Attivisti da tutta Europa contro l'energia nucleare
Greenpeace, blitz antinucleare sulla spiaggia del Lido di Venezia. Hanno scelto una delle località più note della costa adriatica per lanciare un messaggio forte e preciso. Destinatario, il Governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, che durante la campagna elettorale dello scorso inverno aveva dichiarato che nella sua regione il nucleare non sarebbe mai passato e che invece, secondo Greenpeace, in quattro mesi non ha fatto nulla per scongiurare le ipotesi, ampiamente circolate nei mesi scorsi, di una centrale nucleare Enel nella vicina Chioggia o in provincia di Rovigo. Questa mattina al Lido, sul Lungomare D’Annunzio, attivisti di Greenpeace italiani, sloveni, austriaci, tedeschi e svizzeri hanno piantato ombrelloni gialli e striscioni a formare un enorme messaggio di 1.500 metri quadri contro il nucleare. Un problema, quello nucleare, dicono gli attivisti, che non riguarda solo l’ambiente e la salute, ma che potrebbe avere influenze negative anche sull’economia turistica.
L.F.
fonte : Corsera
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mercoledì 28 luglio 2010
giovedì 22 luglio 2010
Italians : condannati al divertimento forzato ?
Non condannatevi al divertimento forzato
Se volete un consiglio per un'attività estiva, eccolo: annoiatevi. Provare ad annoiarsi è più difficile che tentare di divertirsi. Bisogna saper resistere alla fretta, agli amici, alle occasioni e ai cattivi pensieri, uno su tutti: sto sprecando il mio tempo. Invece chi si annoia oggi si prepara a divertirsi domani. Il divertimento forzato è roba da carcerati del tempo. Fare il bagno nel mare una notte è meraviglioso; fare il bagno nel mare tutte le notti è banale (umido e stancante). Aspettare l'alba una volta con gli amici, e bere un cappuccino all'apertura dei bar, è memorabile. Fare l'alba tutti i giorni è una noiosa manipolazione dei fusi orari: uno vive sull'orario di Fuerteventura anche se è in vacanza a Forte dei Marmi. Il cappuccino lo fanno sia qui che là.
Le transumanze serali dei condannati al divertimento, in questa rotonda estate 2010, muovono a compassione. Stessi aperitivi, stesse frasi («Ehi raga, e adesso?»), stesse sigarette, stessi posti, stessi orari, stessa aria da comparse pubblicitarie. Solo gli adolescenti hanno la facoltà dell'uniformità; dai diciott'anni in poi si ha il dovere d'inventarsi almeno il tempo libero, visto che il resto è spesso obbligato.
L'Italia stesa al sole offre molte possibilità. Annoiarsi - senza esagerare - è una bella soluzione. Un modo sano per ripristinare un circolo virtuoso: mi annoio, mi vien voglia di divertirmi, mi diverto, mi stanco, mi riposo, mi annoio.
Leggete "Il tempo breve" di Marco Niada (Garzanti): è un antidoto al veleno della frenesia.
La serata perfetta non è un diritto costituzionale, ma il frutto di pazienza, intuizione e combinazione. Non è neppure qualcosa che si compra: i soldi, in questa materia, sono utili, ma non garantiscono. Se avete dubbi provate a frequentare i banali luoghi dei ricchissimi: chissà cosa darebbero per divertirsi come a vent'anni, con una fedele vespa e una buona birra.
Il divertimento continuo e obbligatorio sta provocando disastri. Per compensare l'eccitazione che scende si cercano stimoli sempre maggiori: più posti, più strada, più forte, più rischi e meno scrupoli. Prima o poi, venuta a noia anche l'orrenda equazione (sono ubriaco=mi diverto).
La medicina, dicevo, è la noia. Una noia calcolata e coltivata, troppo razionale per essere ozio e troppo occasionale per diventar pigrizia. Aspettare le cinque del pomeriggio nella penombra dietro una persiana, con un libro e un/a marito/moglie/compagno/a, entrambi così così. Curare il giardino, quand'è chiaro che è lui a curare noi. Lavare la macchina pensando al primo sorso di birra. Guardare, dall'alto di un albergo o una collina, l'ingannevole ordine di una spiaggia, il luogo dove l'Italia scende nel mare, che le perdona quanto ha combinato più su.
fonte : Beppe Severgnini Corriere della Sera, 22 luglio 2010
Se volete un consiglio per un'attività estiva, eccolo: annoiatevi. Provare ad annoiarsi è più difficile che tentare di divertirsi. Bisogna saper resistere alla fretta, agli amici, alle occasioni e ai cattivi pensieri, uno su tutti: sto sprecando il mio tempo. Invece chi si annoia oggi si prepara a divertirsi domani. Il divertimento forzato è roba da carcerati del tempo. Fare il bagno nel mare una notte è meraviglioso; fare il bagno nel mare tutte le notti è banale (umido e stancante). Aspettare l'alba una volta con gli amici, e bere un cappuccino all'apertura dei bar, è memorabile. Fare l'alba tutti i giorni è una noiosa manipolazione dei fusi orari: uno vive sull'orario di Fuerteventura anche se è in vacanza a Forte dei Marmi. Il cappuccino lo fanno sia qui che là.
Le transumanze serali dei condannati al divertimento, in questa rotonda estate 2010, muovono a compassione. Stessi aperitivi, stesse frasi («Ehi raga, e adesso?»), stesse sigarette, stessi posti, stessi orari, stessa aria da comparse pubblicitarie. Solo gli adolescenti hanno la facoltà dell'uniformità; dai diciott'anni in poi si ha il dovere d'inventarsi almeno il tempo libero, visto che il resto è spesso obbligato.
L'Italia stesa al sole offre molte possibilità. Annoiarsi - senza esagerare - è una bella soluzione. Un modo sano per ripristinare un circolo virtuoso: mi annoio, mi vien voglia di divertirmi, mi diverto, mi stanco, mi riposo, mi annoio.
Leggete "Il tempo breve" di Marco Niada (Garzanti): è un antidoto al veleno della frenesia.
La serata perfetta non è un diritto costituzionale, ma il frutto di pazienza, intuizione e combinazione. Non è neppure qualcosa che si compra: i soldi, in questa materia, sono utili, ma non garantiscono. Se avete dubbi provate a frequentare i banali luoghi dei ricchissimi: chissà cosa darebbero per divertirsi come a vent'anni, con una fedele vespa e una buona birra.
Il divertimento continuo e obbligatorio sta provocando disastri. Per compensare l'eccitazione che scende si cercano stimoli sempre maggiori: più posti, più strada, più forte, più rischi e meno scrupoli. Prima o poi, venuta a noia anche l'orrenda equazione (sono ubriaco=mi diverto).
La medicina, dicevo, è la noia. Una noia calcolata e coltivata, troppo razionale per essere ozio e troppo occasionale per diventar pigrizia. Aspettare le cinque del pomeriggio nella penombra dietro una persiana, con un libro e un/a marito/moglie/compagno/a, entrambi così così. Curare il giardino, quand'è chiaro che è lui a curare noi. Lavare la macchina pensando al primo sorso di birra. Guardare, dall'alto di un albergo o una collina, l'ingannevole ordine di una spiaggia, il luogo dove l'Italia scende nel mare, che le perdona quanto ha combinato più su.
fonte : Beppe Severgnini Corriere della Sera, 22 luglio 2010
domenica 11 luglio 2010
Un pieno di risparmio in auto e moto
Viaggiare senza sgonfiare il portafogli? Si può: basta seguire poche semplici regole e spostarsi in auto si rivelerà economico ed ecologico. Alla faccia del caro-benzina
Ogni estate la stessa storia: si avvicinano le vacanze e i prezzi della benzina si mettono a salire. Un caso, dicono i petrolieri, una mossa scorretta, rispondono le associazioni dei consumatori. In mezzo, però, rimangono sempre gli automobilisti, che con la macchina carica e bimbi e suocera sul sedile posteriore, non possono far altro che chinare il capo, farsi spellare al distributore e partire sperando che la vacanza faccia loro dimenticare la solita fregatura.
Contro il caro-benzina, tuttavia, questi hanno oggi qualche strumento di difesa in più. Da un lato sono sempre più diffuse le "pompe bianche" - quegli impianti che non fanno capo ad alcuna grande società e che, risparmiando su costi di pubblicità, promozioni e mantenimento di migliaia di stazioni, riescono a praticare prezzi interessanti - e le grandi e convenienti aree di rifornimento presso i centri commerciali ; dall'altra l'industria automobilistica offre prodotti tecnologicamente evoluti che con pochi litri di benzina, gasolio e gas, magari con l'aiuto di un po' di elettricità, consentono percorrenze chilometriche ragguardevoli.
Ovviamente, però, cambiare auto non è la soluzione ideale per rispermiare. Molto più semplice è usare la testa. Sì, perché sfruttando alcuni consigli esperti e applicando alla guida un pizzico di buonsenso, con qualsiasi macchina si possono ridurre consumi (e di conseguenza la emissioni) anche del 30%. Lo dimostra con le sue prove sul campo Volkswagen, che sta girando l'Italia con un road show, il Blue On Tour, dove oltre a presentare la sua gamma attenta all'ambiente - con un'offerta amplissima di prodotti, dalla Polo alla Passat, dalla Golf alla Touareg, racchiusi sotto l'ombrello "virtuoso" delle Bluemotion Technologies, le tecnologie per un cielo più blu - insegna i trucchi per una guida conveniente. Ecco i consigli da tenere a mente:
1) Una condotta nervosa e aggressiva esaurisce in fretta nervi e carburante: guidando con calma senza accelerate feroci e brusche frenate, facendo attenzione al flusso del traffico e mantenendo un'andatura costante le percorrenze crescono fino a un terzo.
2) Le marce servono tutte, la quinta e sesta non sono riservate all'autostrada. Meglio innestare un rapporto più alto appena possibile - la seconda andrebbe messa dopo che l'auto ha fatto 3-4 metri, la terza a 30 orari, la quarta a 40, la quinta a 50 - e tenere bassi i giri del motore. Si risparmia fino al 20% di benzina.
3) Se non la spinta non serve, non chiedetela al motore. In discesa, avvicinandosi a un semaforo rosso o al casello, basta sollevare il piede dall'acceleratore per portare i consumi a zero.
4) Non esagerare con gli equipaggiamenti: aria condizionata, riscaldamento, radio, lunotto termico e soci assorbono energia. Quando non servono meglio spegnerli e valutare sempre la loro utilità (se l'auto è stata tutto il giorno sotto il sole, si rinfrescherà di più con il condizionatore o facendo qualche km a finestrini aperti?).
5) Gonfiate le gomme : degli pneumatici sgonfi possono aumentare il consumo del 15%, delle coperture a bassa resistenza al rotolamento migliorare le performance del 3%.
6) Un motore freddo consuma molto (fino a 30 litri per fare 100 km!): se possibile, è meglio programmare gli spostamenti in maniera da consentirgli di scarldarsi - servono 10-15 km - e rendere al meglio.
7) Usare olii furbi: se si utilizza un olio motore "a bassa viscosità" i consumi scendono del 5%.
8) Evitare ingombri inutili: un portapacchi o un portaoggetti sul tetto gonfiano i consumi almeno del 2%. Se non servono, meglio levarli.
9) Il peso costa: maggiore è la massa da spostare più energia richiederà il motore. Quindi, le catene messe in macchina a novembre, prima di andare al mare, forse andrebbero lasciare in garage...
«Ma alla fine questi accorgimenti servono davvero?», si chiederà qualcuno. La risposta è sì: in un breve test su strada nel traffico cittadino, le peggiori condizioni per i consumi, seguendo i consigli di VW il risparmio di carburante è stato di ben il 20%. Come se d'incanto la benzina costasse 1,10 e il gasolio un euro al litro.
fonte : Liberonews
il pieno in Slovenia, San Marino, Svizzera o Austria aiutano a risparmiare ancora di più.
Ogni estate la stessa storia: si avvicinano le vacanze e i prezzi della benzina si mettono a salire. Un caso, dicono i petrolieri, una mossa scorretta, rispondono le associazioni dei consumatori. In mezzo, però, rimangono sempre gli automobilisti, che con la macchina carica e bimbi e suocera sul sedile posteriore, non possono far altro che chinare il capo, farsi spellare al distributore e partire sperando che la vacanza faccia loro dimenticare la solita fregatura.
Contro il caro-benzina, tuttavia, questi hanno oggi qualche strumento di difesa in più. Da un lato sono sempre più diffuse le "pompe bianche" - quegli impianti che non fanno capo ad alcuna grande società e che, risparmiando su costi di pubblicità, promozioni e mantenimento di migliaia di stazioni, riescono a praticare prezzi interessanti - e le grandi e convenienti aree di rifornimento presso i centri commerciali ; dall'altra l'industria automobilistica offre prodotti tecnologicamente evoluti che con pochi litri di benzina, gasolio e gas, magari con l'aiuto di un po' di elettricità, consentono percorrenze chilometriche ragguardevoli.
Ovviamente, però, cambiare auto non è la soluzione ideale per rispermiare. Molto più semplice è usare la testa. Sì, perché sfruttando alcuni consigli esperti e applicando alla guida un pizzico di buonsenso, con qualsiasi macchina si possono ridurre consumi (e di conseguenza la emissioni) anche del 30%. Lo dimostra con le sue prove sul campo Volkswagen, che sta girando l'Italia con un road show, il Blue On Tour, dove oltre a presentare la sua gamma attenta all'ambiente - con un'offerta amplissima di prodotti, dalla Polo alla Passat, dalla Golf alla Touareg, racchiusi sotto l'ombrello "virtuoso" delle Bluemotion Technologies, le tecnologie per un cielo più blu - insegna i trucchi per una guida conveniente. Ecco i consigli da tenere a mente:
1) Una condotta nervosa e aggressiva esaurisce in fretta nervi e carburante: guidando con calma senza accelerate feroci e brusche frenate, facendo attenzione al flusso del traffico e mantenendo un'andatura costante le percorrenze crescono fino a un terzo.
2) Le marce servono tutte, la quinta e sesta non sono riservate all'autostrada. Meglio innestare un rapporto più alto appena possibile - la seconda andrebbe messa dopo che l'auto ha fatto 3-4 metri, la terza a 30 orari, la quarta a 40, la quinta a 50 - e tenere bassi i giri del motore. Si risparmia fino al 20% di benzina.
3) Se non la spinta non serve, non chiedetela al motore. In discesa, avvicinandosi a un semaforo rosso o al casello, basta sollevare il piede dall'acceleratore per portare i consumi a zero.
4) Non esagerare con gli equipaggiamenti: aria condizionata, riscaldamento, radio, lunotto termico e soci assorbono energia. Quando non servono meglio spegnerli e valutare sempre la loro utilità (se l'auto è stata tutto il giorno sotto il sole, si rinfrescherà di più con il condizionatore o facendo qualche km a finestrini aperti?).
5) Gonfiate le gomme : degli pneumatici sgonfi possono aumentare il consumo del 15%, delle coperture a bassa resistenza al rotolamento migliorare le performance del 3%.
6) Un motore freddo consuma molto (fino a 30 litri per fare 100 km!): se possibile, è meglio programmare gli spostamenti in maniera da consentirgli di scarldarsi - servono 10-15 km - e rendere al meglio.
7) Usare olii furbi: se si utilizza un olio motore "a bassa viscosità" i consumi scendono del 5%.
8) Evitare ingombri inutili: un portapacchi o un portaoggetti sul tetto gonfiano i consumi almeno del 2%. Se non servono, meglio levarli.
9) Il peso costa: maggiore è la massa da spostare più energia richiederà il motore. Quindi, le catene messe in macchina a novembre, prima di andare al mare, forse andrebbero lasciare in garage...
«Ma alla fine questi accorgimenti servono davvero?», si chiederà qualcuno. La risposta è sì: in un breve test su strada nel traffico cittadino, le peggiori condizioni per i consumi, seguendo i consigli di VW il risparmio di carburante è stato di ben il 20%. Come se d'incanto la benzina costasse 1,10 e il gasolio un euro al litro.
fonte : Liberonews
il pieno in Slovenia, San Marino, Svizzera o Austria aiutano a risparmiare ancora di più.
sabato 10 luglio 2010
Countdown to Zero - firmate la petizione contro le armi nucleari
Countdown to Zero - firmate la petizione contro le armi nucleari
visita : http://www.takepart.com/zero
visita : http://www.takepart.com/zero
giovedì 8 luglio 2010
L'aereo solare supera la prova della notte
È UN SUCCESSO IL PRIMO TEST DEL SOLAR IMPULSE
È rimasto in cielo oltre 26 ore. In carbonio, ha un motore che è alimentato da 12 mila celle fotovoltaiche
Solar Impulse, l’aereo che vola grazie alle celle solari, ha superato la fatidica prova della notte. Può sembrare un controsenso ma invece era proprio questo il test tanto atteso per continuare la preparazione della grande sfida mai tentata: compiere il giro del mondo con un aeroplano alimentato soltanto dall’energia del Sole. All’impresa si sta preparando un personaggio già entrato nella storia del volo, Bertrand Piccard che nel 1999 compiva per la prima volta il mitico giro del mondo in pallone prima di allora soltanto fantasticato da Jules Verne. Lo seguimmo, allora, assistendo in un’alba gelida tra le nevi di Chateau d’Oex , in Svizzera, al decollo della navicella Orbiter appesa al grande pallone e poi lo rincontrammo all’aeroporto di Ginevra al rientro dall’impresa che si era conclusa con un atterraggio in un’area desertica dell’Egitto. Ora Bertrand sogna di nuovo di circumnavigare il globo sempre nell’atmosfera ma a bordo di un velivolo straordinario che deve dimostrare anche come le nuove tecnologie pulite possano dare una svolta al mondo dell’aviazione.
DOPO 11 ANNI DI ATTESA - Da anni Piccard si sta preparando, con il supporto di Deutsche Bank, Omega, Bayer, Solvay, Altran, ESA, Dassault-Aviation, gestendo il progetto e la costruzione dell’insolito aeroplano all’Ecole Polytechnique Federale di Losanna molto simile ad un gigantesco insetto per la sua esile immagine. Pur avendo un’ala grande (64 metri) come quella di un Airbus intercontinentale A-340, pesa solo 160 chilogrammi grazie alla sua struttura in carbonio. Intorno a sé ha riunito ingegneri con variegate esperienze e dopo numerose simulazioni al computer il Solar Impulse il 7 aprile scorso volava. Ma doveva verificare una cosa importante; e cioè che i suoi quattro motori elettrici ad elica e tutto il sistema in cui erano integrati potevano funzionare notte e giorno. Le 12 mila celle fotovoltaiche caricano le batterie al litio sistemate nelle gondole motore e sono loro ad alimentare i propulsori. Ed è quello che è successo in questo primo test con Solar Impulse decollato dall’aeroporto di Payerne in Svizzera alle 6.51 del 7 luglio ed atterrato alle 9.00 di oggi 8 luglio dopo 26 ore e 9 minuti di volo. Ai comandi c’era André Borschberg che ha testimoniato come durante l’intera notte le quattro eliche abbiano girato alla perfezione senza intoppi nell’alimentazione fornita, appunto, dalle batterie. «Bravo André – ha detto Piccard rivolgendosi all’amico – hai provato che ciò che sto sognando da 11 anni è adesso possibile». Questo era infatti l’obiettivo da raggiungere per procedere oltre e proiettarsi verso le due grandi mete con Piccard ai comandi: nel 2012 la traversata dell’Oceano Atlantico e l’anno successivo il giro del mondo.
L’avventura è nel sangue di Bertrand che ha ereditato i geni del nonno e del padre rispettivamente mitici conquistatori della stratosfera e delle profondità oceaniche il secondo. E lui continua la sfida.
fonte : corriere.it
È rimasto in cielo oltre 26 ore. In carbonio, ha un motore che è alimentato da 12 mila celle fotovoltaiche
Solar Impulse, l’aereo che vola grazie alle celle solari, ha superato la fatidica prova della notte. Può sembrare un controsenso ma invece era proprio questo il test tanto atteso per continuare la preparazione della grande sfida mai tentata: compiere il giro del mondo con un aeroplano alimentato soltanto dall’energia del Sole. All’impresa si sta preparando un personaggio già entrato nella storia del volo, Bertrand Piccard che nel 1999 compiva per la prima volta il mitico giro del mondo in pallone prima di allora soltanto fantasticato da Jules Verne. Lo seguimmo, allora, assistendo in un’alba gelida tra le nevi di Chateau d’Oex , in Svizzera, al decollo della navicella Orbiter appesa al grande pallone e poi lo rincontrammo all’aeroporto di Ginevra al rientro dall’impresa che si era conclusa con un atterraggio in un’area desertica dell’Egitto. Ora Bertrand sogna di nuovo di circumnavigare il globo sempre nell’atmosfera ma a bordo di un velivolo straordinario che deve dimostrare anche come le nuove tecnologie pulite possano dare una svolta al mondo dell’aviazione.
DOPO 11 ANNI DI ATTESA - Da anni Piccard si sta preparando, con il supporto di Deutsche Bank, Omega, Bayer, Solvay, Altran, ESA, Dassault-Aviation, gestendo il progetto e la costruzione dell’insolito aeroplano all’Ecole Polytechnique Federale di Losanna molto simile ad un gigantesco insetto per la sua esile immagine. Pur avendo un’ala grande (64 metri) come quella di un Airbus intercontinentale A-340, pesa solo 160 chilogrammi grazie alla sua struttura in carbonio. Intorno a sé ha riunito ingegneri con variegate esperienze e dopo numerose simulazioni al computer il Solar Impulse il 7 aprile scorso volava. Ma doveva verificare una cosa importante; e cioè che i suoi quattro motori elettrici ad elica e tutto il sistema in cui erano integrati potevano funzionare notte e giorno. Le 12 mila celle fotovoltaiche caricano le batterie al litio sistemate nelle gondole motore e sono loro ad alimentare i propulsori. Ed è quello che è successo in questo primo test con Solar Impulse decollato dall’aeroporto di Payerne in Svizzera alle 6.51 del 7 luglio ed atterrato alle 9.00 di oggi 8 luglio dopo 26 ore e 9 minuti di volo. Ai comandi c’era André Borschberg che ha testimoniato come durante l’intera notte le quattro eliche abbiano girato alla perfezione senza intoppi nell’alimentazione fornita, appunto, dalle batterie. «Bravo André – ha detto Piccard rivolgendosi all’amico – hai provato che ciò che sto sognando da 11 anni è adesso possibile». Questo era infatti l’obiettivo da raggiungere per procedere oltre e proiettarsi verso le due grandi mete con Piccard ai comandi: nel 2012 la traversata dell’Oceano Atlantico e l’anno successivo il giro del mondo.
L’avventura è nel sangue di Bertrand che ha ereditato i geni del nonno e del padre rispettivamente mitici conquistatori della stratosfera e delle profondità oceaniche il secondo. E lui continua la sfida.
fonte : corriere.it
mercoledì 30 giugno 2010
Islanda, una risata li seppellirà
Jón Gnarr, il nuovo sindaco di Reykjavik, capitale dell'Islanda, Jón Gnarr è un anarchico surrealista ed è stato eletto nella lista del Partito Migliore, un nuovo partito fondato pochi mesi fa da alcuni punk rocker islandesi per sottrarre il potere a coloro che hanno gettato il Paese sul lastrico. Il Partito Migliore ha raccolto il 35% dei voti con un programma elettorale che comprendeva asciugamani gratutiti in tutte le piscine della città, un orso polare per lo zoo locale e un parco divertimenti all'aereoporto. Il programma di lungo termine del Partito Migliore invece annovera l'impegno di eliminare la droga dal parlamento entro il 2020, di estromettere i corrotti dalla vita sociale e politica, di raggiungere la completa eguaglianza tra i sessi, garantire trasporti e servizi odontoiatrici gratuiti per gli studenti e i poveri e non pagare neanche un centesimo dei debiti che l’Islanda ha con le banche di tutta Europa.
Jón Gnarr ha delineato la nuova giunta comunale parlando dal tetto di un edificio di Reykjiavik (qui ilservizio del telegiornale) e ha anche annunciato di non essere disposto ad ammettere in coalizione chi non abbia visto tutte e cinque le serie di The Wire. Si è poi premurato di rassicurare i politici e gli osservatori sulla natura del partito. Nessuno deve preoccuparsi - ha detto - del Partito Migliore. Perché si tratta del partito migliore. Se così non fosse si chiamerebbe "Partito Peggiore", o "Partito Pessimo" e noi non accetteremmo mai di lavorare con un partito del genere.
Sembra una burla, invece è proprio così. La notizia è assolutamente vera.
Il partito è nato nel novembre del 2009 e nelle elezioni di questo fine maggio ha effettivamente preso il 34,7% dei voti. Ha anche affermato che non onorerà nessuna delle promesse elettorali e che, mentre il resto del sistema politico è segretamente corrotto, il suo partito promette di esserlo apertamente.
Jón Gnarr ha delineato la nuova giunta comunale parlando dal tetto di un edificio di Reykjiavik (qui ilservizio del telegiornale) e ha anche annunciato di non essere disposto ad ammettere in coalizione chi non abbia visto tutte e cinque le serie di The Wire. Si è poi premurato di rassicurare i politici e gli osservatori sulla natura del partito. Nessuno deve preoccuparsi - ha detto - del Partito Migliore. Perché si tratta del partito migliore. Se così non fosse si chiamerebbe "Partito Peggiore", o "Partito Pessimo" e noi non accetteremmo mai di lavorare con un partito del genere.
Sembra una burla, invece è proprio così. La notizia è assolutamente vera.
Il partito è nato nel novembre del 2009 e nelle elezioni di questo fine maggio ha effettivamente preso il 34,7% dei voti. Ha anche affermato che non onorerà nessuna delle promesse elettorali e che, mentre il resto del sistema politico è segretamente corrotto, il suo partito promette di esserlo apertamente.
sabato 26 giugno 2010
Tormentone anti-Italia "La Germania ci irride"
Una volta era "Pizza, pasta e mandolino" ora è "Pizza, mafia e Berlusconi". La provocazione arriva dalla Germania, o ancora meglio, dal tormentone che sta invadendo la rete, su youtube il video è stato già cliccato oltre mezzo milione di volte. Si tratta della canzone 'Nur Italien nicht' cantata da quattro comici e cabarettisti tedeschi 'Die vier Sterne' (le quattro stelle). Il testo va giù pesante contro gli azzurri definiti "checche" attaccate al culto dell'immagine personale affezionate all'uso di "brillantina, olii e creme", con tanto di ritornello: "Non ci frega niente di chi vincerà la Coppa del Mondo, basta che non sia l'Italia".
'PENSINO ALLA SERBIA' - L'iniziativa, però, non è piaciuta al ministro degli Esteri che attacca: "A volte il calcio riporta a galla i pregiudizi etnici e gli stereotipi negativi tra i popoli. In Germania questa è una pratica ricorrente, purtroppo. Vi si esercitano i giornali, con la buona stagione, per scoraggiare il turismo verso l'Adriatico, nonostante moltissimi tedeschi amino e conoscano l'Italia e siano diventati nostri compatrioti nella raffinatezza e nel gusto abitando case di Liguria, Toscana e del Garda. Ora - continua - nessuno di noi si sognerebbe di irridere i tedeschi, in questo tormentato inizio secolo, come invece fanno alcuni loro presunti comici con una canzone-tormentone su 'pizza, mafia e Berlusconi'. Dicono che l'ispirazione sia loro venuta dopo Italia-Paraguay, sicuramente - ironizza il ministro - prima di assistere a Germania-Serbia... Spero che dopo quella partita si siano messi la testa dentro l'acqua e abbiano trattenuto il respiro per un bel po'".
LA DIFESA - "Naturalmente l'idea è nata per scherzo", ha spiegato Rosenberg Lipinsky al quotidiano Rhein-Zeitung. "Eravamo seduti dietro le quinte del Quatsch Comedy Club - ha aggiunto riferendosi a un locale berlinese -, abbiamo cominciato a giocare con le parole ed è venuta fuori questa canzone". Rosenberg Lipinsky ha voluto precisare che il quartetto non ha assolutamente niente contro l'Italia, commenta il quotidiano. Tuttavia, "sento ancora la spina nel fianco della sconfitta nella semifinale dei Mondiali 2006", ha commentato: "Una cosa del genere non deve più succedere". Per il momento, ha concluso, "non sappiamo ancora se faremo un cd. Ci divertiamo, vediamo dove ci porta la corrente".
fonte : Repbblica
commento : invece di fare una bella introspezione, i nostri politici, che probabilmente si riconoscono nella descrizione, deviano l'attenzione pubblica, su cose leggere come questa, per deviare l'attenzione del popolo dalla loro incompetenza. Pensino a darsi da fare di più, invece ce presenziare in tv a qualsiasi ora del giorno e della notte.
PS : tsmagazine fa un Augurio alla Germania per la Coppa del Mondo !
'PENSINO ALLA SERBIA' - L'iniziativa, però, non è piaciuta al ministro degli Esteri che attacca: "A volte il calcio riporta a galla i pregiudizi etnici e gli stereotipi negativi tra i popoli. In Germania questa è una pratica ricorrente, purtroppo. Vi si esercitano i giornali, con la buona stagione, per scoraggiare il turismo verso l'Adriatico, nonostante moltissimi tedeschi amino e conoscano l'Italia e siano diventati nostri compatrioti nella raffinatezza e nel gusto abitando case di Liguria, Toscana e del Garda. Ora - continua - nessuno di noi si sognerebbe di irridere i tedeschi, in questo tormentato inizio secolo, come invece fanno alcuni loro presunti comici con una canzone-tormentone su 'pizza, mafia e Berlusconi'. Dicono che l'ispirazione sia loro venuta dopo Italia-Paraguay, sicuramente - ironizza il ministro - prima di assistere a Germania-Serbia... Spero che dopo quella partita si siano messi la testa dentro l'acqua e abbiano trattenuto il respiro per un bel po'".
LA DIFESA - "Naturalmente l'idea è nata per scherzo", ha spiegato Rosenberg Lipinsky al quotidiano Rhein-Zeitung. "Eravamo seduti dietro le quinte del Quatsch Comedy Club - ha aggiunto riferendosi a un locale berlinese -, abbiamo cominciato a giocare con le parole ed è venuta fuori questa canzone". Rosenberg Lipinsky ha voluto precisare che il quartetto non ha assolutamente niente contro l'Italia, commenta il quotidiano. Tuttavia, "sento ancora la spina nel fianco della sconfitta nella semifinale dei Mondiali 2006", ha commentato: "Una cosa del genere non deve più succedere". Per il momento, ha concluso, "non sappiamo ancora se faremo un cd. Ci divertiamo, vediamo dove ci porta la corrente".
fonte : Repbblica
commento : invece di fare una bella introspezione, i nostri politici, che probabilmente si riconoscono nella descrizione, deviano l'attenzione pubblica, su cose leggere come questa, per deviare l'attenzione del popolo dalla loro incompetenza. Pensino a darsi da fare di più, invece ce presenziare in tv a qualsiasi ora del giorno e della notte.
PS : tsmagazine fa un Augurio alla Germania per la Coppa del Mondo !
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